Il Cai per lo sviluppo sostenibile, tra preservazione della biodiversità e presenza dell'uomo

Il Cai Sicilia e la Sezione di Catania hanno organizzato un evento in diretta streaming su Zoom sul tema dello sviluppo sostenibile, dell’agenda 2030 e del ruolo del Cai all’interno dell’Asvis.

12 giugno 2020 - L’emergenza climatica è un problema che interessa il sud Italia, seppur con tratti e caratteristiche differenti, rispetto al resto del Paese. Per questo motivo, Per questo motivo, il Cai Sicilia e la Sezione di Catania hanno organizzato un evento in diretta streaming su Zoom sul tema dello sviluppo sostenibile, dell’agenda 2030 e del ruolo del Cai all’interno dell’Asvis. Tra gli invitati anche Erminio Quartiani, vicepresidente del Club alpino italiano. La data da segnarsi è oggi, venerdì 12 alle 19.

“Cercheremo di dare all’evento un taglio, almeno all’inizio, focalizzato sulla specificità siciliana”, dichiara il giornalista e scrittore Giuseppe Riggio. Riggio sarà il moderatore del dibattito. “Ovviamente la Sicilia non ha le stesse problematiche di territori come gli appennini o le alpi. Qui non ci sono progetti invasivi di complessi sciistici, ma problemi radicati nella conformazione del territorio come la siccità oppure più in generale la gestione dei rifiuti. Allo stesso tempo, ciò che vorrei far emergere è l’ambientalismo ragionevole del Club alpino”, continua.

In particolare, il modello di sviluppo ecosostenibile presente nel territorio siciliano (fatto di realtà di piccole dimensioni, di agricoltura non estensiva) potrebbe servire da modello per altri territori italiani, puntualizza ancora Riggio. Il ruolo del Cai all’interno di Asvis ha sicuramente, tra i suoi obiettivi anche quello della diffusione di modelli virtuosi e compatibili con la necessità di assicurare lo sviluppo economico e culturale insieme alla preservazione delle specificità ambientali delle diverse aree del Paese. “Il concetto di montanità è proprio questo”, spiega Erminio Quartiani. “In poche parole, associare la salvaguardia della biodiversità con la presenza dell’uomo. Allo stesso tempo, lo sviluppo economico e culturale dei territori sono impossibili senza la presenza di infrastrutture strategiche come la banda larga, ad esempio”, continua.

“Il ruolo del Cai è proprio questo: diffondere la consapevolezza che uno sviluppo sostenibile è possibile. Per farlo è necessario partire proprio dalle terre alte”, conclude Quartiani.

Marco Tonelli

 

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