Il Cai Nuoro tra i sentieri del Marghine

Dal cuore della Sardegna la prima proposta di un comune sui sentieri di competenza da inserire nella Rete Escursionistica Sarda.

Sentieri nel Marghine

5 luglio 2019 - Buone pratiche che incoraggiano il rapporto tra CAI e comunità locali. Come quella posta in essere tra il Comune di Bolotana nel Nuorese e il Cai Nuoro. Obiettivo, tracciare, numerare , rendere fruibile un rete di sentieri attorno e sulla sommità della catena del Marghine. In dirittura d arrivo i lavori di sistemazioni, realizzati dalla cooperativa di Cantieri Verdi, con la direzione dell’Agenzia Forestas e il contributo dei soci Cai.

Una di queste mattine del luglio torrido sardo, si sono trovati nel piazzale del municipio, il sindaco Annalisa Motzo, l'Assessore Stefano Nieddu, con il gruppo Cai, presidente Matteo Marteddu, Carlo Melis, Angelo Corrias, Giuseppe Santus, Natalio Lunesu. Con loro il tecnico di Forestas Marcello Caredda e i responsabili dei lavori Gavino Congiu e Francesco Gaias.

Non prometteva niente di buono la colonnina di mercurio. Dopo il saluto del sindaco, la comitiva ha raggiunto il luogo di avvio dell escursione ricognitiva. Siamo a ridosso di Punta Palai, oltre 1200 metri s.l.m, cima più alta della catena montuosa. Il Marghine, toponomastica latina, per Roma imperiale era il muro divisorio tra le piane del sassarese, il fiume Tirso e i primi contrafforti della temibile e oscura civitates Barbariae, la Barbagia. Qui si sono sviluppate comunità e paesi, tra economie agricole e pastorali e per alcuni decenni inseguendo il sogno industriale chimica della media valle del grande fiume. Scorgendola quella piana dai boschi di lecci e roverelle di Isteddio e Sa Menta, ha l aspetto ingiallito della speranza infranta tra due ciminiere spente e terre aride che attendono salutari bonifiche. Ma tutto ancora tace e le genti  di Bolotana, come degli altri paesi, si sono ripiegate su se’ stesse, in una spirale di sfiducia crescente. Forse anche per questo l'amministrazione comunale e la sindaca Annalisa Motzo puntano su un nuovo modello possibile di sviluppo.

Allora ambiente, paesaggi, sentieri, la storia e il passato che diventano futuro. L’ambizione tradotta in progetto che anche il Cai segue con attenzione, si aggrappa a questi tornanti, a Surzagas, Sa Campana, Su Adu e Su Caddu, Sa preda Carpida. Paesaggi che ad ogni incrocio e ad ogni luogo di posa rilevati fai nostri GPS, narrano fatti e storie. Come le sorgenti, in abbandono ma ricche ancora di acqua purissima di granito, o vasche e abbeveratoi che paiono uscite dal pensiero di fini architetti della pietra. Carrarecce dure a morire, come S ‘istrada ‘e Donna Vera, la nobile discendente dell Ingegner Piercy, qui transitava sulla sua carrozza, avvolta nei suoi enigmi di una civiltà’ che lentamente si perdeva nell’oblio.

Ha fascino e mistero Punta Palai. Fu sepolto il giovane rampollo dei Piercy, perito in incidente stradale , agli inizi del ‘900, sull’unica macchina che circolava da quelle parti. Tutto qui, a ridosso di Badde Salighes, ancora respira del l’epopea dell’ Ingegnere, arrivato dall Inghilterra per realizzare la,linea delle ferrovie verso Nuoro e Sassari. Come per tutte le grandi dinastie, oggi di loro rimangono, tra questi sentieri, frammenti sparsi di storie tristi.

E mentre, dopo 500 metri di dislivello, scendiamo verso il paese, compaiono le manifatture degli ortolani, le antiche chiuse con le tracce di produzioni uniche, rete diffusa di canalizzazione d’acqua, insomma saperi e sapori di una volta che la civiltà di oggi si e’ posta alle spalle. Noi annotiamo tutto, tracce, away point, distanze, racconto e narrazioni. Faranno parte della proposta che Cai e Comune inoltreranno alla consulta territoriale per inserire  la trama di questi sentieri nella nascente RES, Rete Escursionistica Sarda. Sarà la prima del Cai del centro Sardegna.

Matteo Marteddu
Presidente CAI Nuoro

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