Il CAI L'Aquila tra montagna e musica

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto della Sezione abruzzese del CAI circa le manifestazioni celebrative del CAI 150 tenutesi gli scorsi 27 e 28 luglio

Immagine del concerto

Nel 1573 Francesco De Marchi, ingegnere militare e gentiluomo di corte di Margherita D’Austria, effettuò la prima ascensione alla vetta del Gran Sasso d’Italia.


Il 23 ottobre 1863 “nacque” il Club Alpino Italiano per volere di Quintino Sella.

La Sezione del CAI di L’Aquila ha voluto ricordare tali eventi con due manifestazioni il 27 e 28 luglio scorsi.


Sabato 27 luglio si è tenuto, nel restaurato Oratorio di S.Giuseppe dei Minimi in centro storico, il convegno dal tema “ Evoluzione dell’alpinismo in Abruzzo “ con l’intento di approfondirne le sue molteplici forme e di favorire la conoscenza di tale attività tra i giovani nella consapevolezza dell’influenza che la montagna ha nella storia dei luoghi e nella vita degli uomini attraverso le testimonianze di coloro che hanno dato vita alle attività formative e promozionali svolte nell’ambito delle singole strutture esistenti ed operative nei Club Alpini Abruzzesi.


Nel proporre il convegno si è partiti dalla considerazione che ”…..l’alpinismo è fondamentalmente attività conoscitiva, con le sue scoperte, i suoi insuccessi, le sue soddisfazioni, i suoi lutti e i suoi eroismi…” E’ in sostanza l’uomo con le sue passioni che nel vivere in montagna si confronta con essa, con se stesso e con i suoi simili.


Non a caso nel corso dell’evento sono stati ricordati due soci alpinisti, ritenuti i migliori interpreti abruzzesi dell’alpinismo moderno e che, per loro naturale indole, hanno saputo tradurre in versi e musica i propri sentimenti ed emozioni: l’ingegnere aquilano Andrea Bafile e il medico di Pietracamela Ernesto Sivitilli.
Nell’introduzione all’estratto del volume dei canti dello zio Andrea , il M° Giorgio Bafile afferma…” per Andrea la montagna è quasi una divinità trasfigurata, è amica, confidente, è sfida, sforzo, eternità immutabile…”

Si profila pian piano il connubio dell’alpinista, inconscio poeta della natura, che da essa riceve, come premio alle sue fatiche ed ardimento, il godimento di visioni ed emozioni uniche ed irrepetibili.
Egli scioglie nel canto e nella melodia la sua passione, le sue paure, innalzando una sommessa preghiera di ringraziamento alla divinità ben espressa nei versi di un altro noto alpinista abruzzese Ernesto Sivitilli :
….” Dove sei Spirito della Montagna?
Quando cammino per i tuoi sentieri sento che esisti
……….
Quando mi seggo alla presenza dei tuoi faggi io, uomo,
invidio le tue costruzioni solenni come templi di una religione eterna…..

Il convegno è stato concluso con un concerto offerto dai Solisti Aquilani alla Sezione e dedicato ai 150 anni di fondazione del nostro Sodalizio. Si è trattato di un inedito concerto di canti di montagna, eseguiti da un coro femminile con l’accompagnamento di un complesso d’archi quasi a fondere due aspetti della vita dell’uomo: la musica e la montagna.


Come ha affermato il maestro Vittorio Antonellini, direttore dei Solisti, …..” la musica diventa il mezzo per raccontare un territorio e la sua storia attraverso il vissuto di una classe sociale che, sia in tempo di guerra che in tempo di pace trovava nel canto una occasione di condivisione di gioie e di dolori….. la montagna quale elemento fisico e simbolico determina la vita di chi la abita. La montagna dà riparo, la montagna offre mezzi di sussistenza, la montagna unisce luoghi e persone, la montagna è una minaccia, soprattutto se non viene rispettata.”


Nella giornata di domenica 28 luglio si è svolta la programmata escursione alla vetta di Pizzo Cefalone ( m 2535 slm) in mattinata e nel pomeriggio, ai piedi del Gran Sasso, nel rifugio albergo di Campo Imperatore, la riedizione del concerto dedicato a tutti gli escursionisti presenti, per rinnovare con la coralità delle voci, il desiderio di stare insieme e di riscoprire, nell’unità di intenti, la parte migliore dell’uomo.


La Sezione di L’Aquila

 

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