Il CAI e la Legge Quadro 394/91 sui Parchi

Dopo vent’anni si traccia un bilancio

La Legge Quadro 394/91 è un momento fondamentale nella storia delle aree protette con implicazioni su ambiente, paesaggio e storia dell'uomo per il notevole aumento di Parchi nazionali. Significativo l'intervento sulla dorsale dell'Appennino dove le montagne hanno acquistato una identità precisa che ha consentito di superare logiche e divisioni regionali.

PROBLEMI COMPLESSI. Dopo venti anni, in fase di bilancio, si può affermare che la Legge, attraverso i Parchi, è stata utile ed efficace, consentendo di aggregare sui temi della conservazione e della tutela, riuscendo a superare anche problemi complessi. I Parchi hanno saputo indurre comportamenti più consapevoli su limiti e vulnerabilità delle risorse naturali. Tra i compiti, insieme a quello della conservazione, l'integrazione tra uomo e ambiente naturale anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali. Inoltre la promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica e la sperimentazione di attività produttive compatibili. Un panorama decisamente interessante nel quale il CAI si è pienamente ritrovato promuovendo dapprima la nascita dei Parchi, e quindi sottoscrivendo intese operative con gli stessi, avviando e concretizzando iniziative pensate e realizzate nella massima collaborazione.

MODIFICHE LEGISLATIVE. Oggi si discute sulle modifiche legislative alla LQ 394/91. Forti sono le perplessità del CAI per il particolare momento parlamentare che non riconosce il singolare valore dei Parchi (e del più articolato sistema delle aree protette) nelle politiche ordinarie di pianificazione territoriale e in quelle specifiche di tutela ambientale delle terre alte. I Parchi non sono messi nelle condizioni di svolgere la loro mission quando non si provvede, a livello ministeriale, a nominare i Consigli di amministrazione (l'esempio dell'Abruzzo è eclatante ed ecco la situazione dei tre Parchi nazionali: 1) Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga - Presidente: Arturo Diaconale, Direttore: Marcello Maranella (Responsabile temporaneo), Consiglio direttivo (assente); 2) Parco nazionale della Majella - Presidente: Commissario Straordinario Franco Iezzi (mancano Direttore e Consiglio direttivo; 3) Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise - il solo ad avere l'organico completo con Presidente, Direttore e Consiglio direttivo.

BUONA PRATICA. I Parchi sono realtà vive e presenti in montagna, oramai l'unico Ente ancora in grado di rappresentare con efficacia istanze e necessità delle "terre alte". Va gestito e implementato il livello di competenze maturate favorendo strumenti di circolazione delle idee e di aggregazione. Il CAI suggerisce che ogni modifica, mantenendo il valore dell’ispirazione iniziale della legge, nasca solo dopo un’attenta disamina di ciò che ha funzionato, utilizzando questo come "buona pratica" valorizzando e diffondendo le molte esperienze positive. Sabato 14 aprile il tema LQ 394/91 viene discusso a Milano dalla Commissione Centrale TAM.

Testo tratto dalla newsletter “In montagna con il CAI” della Sezione “Piergiorgio De Paulis” di Castelli (www.caicastelli.it)

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