Il CAI Chieti sulla Costiera amalfitana

Oltre alla parte culturale, durante il soggiorno i Soci hanno percorso il Percorso degli Dei, considerato uno dei più belli del mondo: circa 5,5 km percorsi in tre ore e mezza, tra natura e mitologia greca.

Vista dal Sentiero degli Dei

22 novembre 2018 - La sezione CAI Maiella di Chieti ha programmato una breve vacanza sulla costiera amalfitana. Il programma ha previsto sia la parte culturale, visitando le chiese e i musei delle città attraversate, sia escursionistico alla scoperta del Sentiero degli Dei. Eravamo a conoscenza che purtroppo, le previsioni meteo non ci avrebbe regalato il sole, quindi… l’ombrello a portata di mano e il ricordo di un verso di una canzone Scout “Se la pioggia cadrà e tutto bagnerà più divertente ancor sarà”.

Per arrivare ad Agerola NA (630 m), dove era previsto l’albergo per ospitarci, abbiamo fatto una breve visita a Sorrento NA (il nome significa - confluenza delle acque, perché ci sono diversi ruscelli che scendono dalle vicine valli), per vedere il Chiostro di San Francesco. Il portico è una miscellanea di culture e stili ed ha una architettura trecentesca di archi incrociati di tufo a forma gotica, che si alternano con archi tondi, a loro volta poggiati su colonne sormontate da capitelli. Al centro del cortile sfoggia un enorme salice. Sorrento è conosciuta anche per il famoso poeta, scrittore e drammaturgo cinquecentesco, Torquato Tasso, autore del celebre poema eroico, la Gerusalemme Liberata. Il santo patrono della città è il benedettino, abate ed eremita Antonino di Sorrento, ma la Cattedrale è consacrata ai Santi apostoli Filippo, Giacomo e alla Vergine Assunta. L’interno ha lo stile architettonico barocco e la facciata è in stile neogotico con un semplice ed elegante rosone con dodici petali. Il rosone ha la forma del cerchio che, come "linea infinita", senza inizio e senza fine, è simbolo di Dio e quindi di eternità. Da menzionare il fonte battesimale dove nel 1544 fu battezzato Torquato Tasso. Il coro ligneo realizzato in legno di noce del Caucaso e intarsiato dagli artigiani sorrentini, i quadri e le cappelle.

Arrivati ad Agerola abbiamo alloggiato in un albergo che non poteva avere nome più appropriato per il CAI… Le Rocce! Agerola NA (630 m) è un paese agricolo. Il nome deriva dal latino ager = campo, ma anche da aëreus, "luogo elevato" e da Jerula = gerla, forse per la forma a conca dell'altopiano su cui è eretto il paese.

Il secondo giorno, facendo i dovuti scongiuri per avere bel tempo, abbiamo fatto l’escursione sul Sentiero degli Dei, che è considerato tra i sentieri escursionistici più belli al mondo. Il percorso inizia da Bomerano, comune di Agerola (Na) (645 m), con una frase di Italo Calvino scritta su una targa in ceramica: “quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”.

Il nome Sentiero degli Dei deriva dalla leggenda, che la via fu attraversata dalle divinità greche per salvare Ulisse dalle sirene, che si trovavano nell’arcipelago Li Galli. Il sentiero è evidenziato dai segnali bianco e rosso del CAI n. 327. Siamo sui Monti Lattari (dal latino Lactarii) il cui nome deriva dal latte prodotto dalle mucche e capre. Lungo il percorso scopriamo luoghi incantevoli e particolari, come la Grotta del Biscotto e arrivati a Colle Serra (578 m), dove si trova un'epigrafe dedicata ad Ettore Paduano (l'escursionista che ha scoperto il sentiero e ha impegnato la sua vita ad esso), abbiamo ignorato il bivio che scende a Praiano, proseguendo a destra.

Il sentiero ora diventa più faticoso. Da una vegetazione fatta di pochi arbusti ed erba, dove si incontrano spesso pecore e capre al pascolo, iniziano numerosi saliscendi immersi nella macchia mediterranea di lecci, corbezzoli, erica e rosmarino. Ci sono terrazzi che regalano panorami spettacolari a picco sulla costa. Il sentiero è sospeso sul meraviglioso golfo delle Sirene, con la vista dell’arcipelago LI GALLI, l’isola di Capri con i faraglioni e Punta Campanella.

Raggiungiamo la località Cannati (537 m), si vede già la località di Nocelle (420 m) (frazione di Positano), attraversiamo il Vallone Grarelle ed arriviamo al borgo dove termina il sentiero, nella parte alta di Positano. Dalla località di Nocelle si può raggiungere a piedi il centro di Positano tramite una lunga scalinata (1500 gradini). In alternativa c'è il servizio autobus. Abbiamo scelto questa soluzione perché l’autobus è arrivato insieme a noi. Sono stati avvantaggiati i soci che hanno scelto di fare acquisti a Positano. Una veloce visita alla chiesa di santa Maria Assunta che è famosa per la cupola in maiolica.

Considerata la giornata soleggiata, sgombra da nuvole e calda, la spiaggia era piena di turisti a prendere il sole e qualche audace faceva il bagno. Il panino è stato consumato su una scalinata che porta al mare. Li Galli è un arcipelago appartenente al comune di Positano, ubicato pochi chilometri a sud della penisola sorrentina e costituito da tre isole: Gallo Lungo, La Rotonda e Dei Briganti. La leggenda racconta che questo arcipelago era abitato dalle sirene greche, rappresentate metà donna e metà uccello (le Sirene metà donna e metà pesce hanno origine dalla fantasia popolare, proposta dai film e dai cartoni animati N.d.R.).

Il paragone che si può fare con le sirene “pennute” è quindi la “gallina o il gallo”. Da qui il nome Li Galli ancora oggi utilizzato. In questo arcipelago le sirene seducevano i marinai in transito, facendoli incagliare contro gli scogli. La mitologia narra di due navi che sono riuscite a scampare a questo triste destino: quella di Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia, e quella degli Argonauti. Nell'Odissea di Omero, Ulisse non volle rinunciare ad ascoltare il canto delle sirene e così, su consiglio dalla maga Circe, si fece legare all'albero della nave, ma solo dopo aver tappato con la cera, le orecchie dei suoi marinai.

Ulisse poté quindi andare in estasi con il loro canto, mentre la nave continuò indisturbata la sua rotta. Gli accompagnatori all’escursione sono stati, il consigliere centrale del CAI Eugenio di Marzio e Anna Maria Martorano del CAI di Salerno, ex presidente di questa sezione e della regione Campania per due mandati. È una donna “tosta”, preparata, sicura, energica, sempre pronta a dare spiegazioni. Per percorrere la distanza di circa cinque chilometri, abbiamo impiegato tre ore, impegnati a scattare le foto, parlare, fissare nella mente il paesaggio.

Il terzo giorno è stato obbligatorio andare ad Amalfi e visitare il Duomo in stile arabo-siciliano dedicato a Sant’Andrea, il primo discepolo di Gesù, patrono della città. Per il martirio di sant'Andrea apostolo fu usata una croce a forma di “X” dove fu crocifisso. Per entrare al duomo bisogna salire una monumentale scalinata che arriva al portale bronzeo con incisioni d'argento, fuse a Costantinopoli nel 1066 da Simone di Siria e recanti al centro, quattro eleganti figure di gusto bizantino: Cristo, la Madonna, S. Andrea e S. Pietro. La facciata fu ricostruita secondo l’architettura arabo-normanna. L'interno, in stile tardo-barocco, è a croce latina a tre navate.  La visita è continuata entrando al Chiostro del Paradiso, oggi un giardino fiorito, ma era nato come cimitero dei nobili. La bellezza degli archi acuti sostenuti da sottili colonne arabe, ci fa sentire vicino a Dio, al Paradiso. Siamo entrati alla Basilica del Crocefisso dove abbiamo fatto una scorpacciata di dipinti murali e sculture, per scendere alla cripta dove si conservano le reliquie del corpo di sant’Andrea. La leggenda racconta che le ossa di S. Andrea, racchiuse tra lastre istoriate, mandano fuori un liquido denso, la “Manna”, che si raccoglie in una ampollina di cristallo posta sulla tomba del santo (gli Israeliti, liberati dalla schiavitù in Egitto, dopo aver vagato nel deserto e sofferenti la fame, avvicinandosi al Monte Sinai, furono salvati da Dio che fece scendere dal cielo la manna, una sostanza commestibile N.d.R.). Importante l’altare con la scultura bronzea del santo e i tanti affreschi, sia murali che sulla volta. Intanto inizia a piovere, bisogna tornare all’albergo, pranzare e tornare a casa. Passeggiando per il corso principale, hanno suscitato interesse due presepi, uno acquatico e l’altro realizzato su una parete di una casa. Cosa dire… un ringraziamento al consiglio direttivo della sezione per la scelta della località, l’albergo panoramico, il vitto e l’alloggio, gli autobus che ci hanno accompagnato sulla costiera amalfitana, puntuali. Non ultimo il costo… molto soddisfacente!

DISTANZA 5.5 KM
DIFFICOLTA’ T/E
TEMPO 3,5 ORE
DISLIVELLO + 170/ -290

Clicca qui per vedere le foto.

Luciano Pellegrini
CAI Chieti

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