50 anni per il CAI San Vito Tagliamernto

Nel primo mezzo secolo di vita un numero costante di Soci (oggi oltre 500), attività sempre più diversificate, la realizzazione di una palestra per l'arrampicata e, dal 1999, una sede nuova e funzionale.

Il gruppo dopo la cerimonia

2 dicembre 2019 - Alla presenza del Sindaco Di Bisceglie e dell’assessore allo Sport Candido, del Consigliere Centrale del Cai Alleris Pizzut, del Presidente Roberto De Piccoli, accompagnato dai Consiglieri e numerosi soci, si è svolta in sala consigliare del Comune di San Vito al  Tagliamento la cerimonia per festeggiare il traguardo dei 50 anni della Sezione del Club Alpino Italiano.

La Sottosezione di Pordenone fu costituita nel 1969 per volontà di molti sanvitesi frequentatori della montagna che maturarono la convinzione di costituire una propria associazione che possedesse un'identità sanvitese per la promozione della montagna mediante l'organizzazione di gite per gruppi.
Nel breve volgere di alcuni anni prese corpo un’attività escursionistica, alpinistica e sciistica che portò, come logica conseguenza, il passaggio da Sottosezione di Pordenone a Sezione autonoma di San Vito al Tagliamento.
Il 16 settembre 1975 si riunì la prima Assemblea Generale dei Soci della neocostituita Sezione CAI di San Vito al Tagliamento, eleggendo il consiglio direttivo che  a sua volta nominò presidente Silvana Ciani, prima donna in Italia a dirigere una sezione del CAI.
Negli anni ottanta, verificato l'interesse di molti soci per l'attività alpinistica, il direttivo decise, da un’idea di un socio a cui è intitolata la palestra, Mario Bianco, con buona dose di coraggio, di realizzare una struttura artificiale per l'arrampicata. Individuata l’area da parte del Comune ne seguì un'attività febbrile di costruzione che fu coronata l'11 novembre 1990 con la cerimonia inaugurale alla presenza di autorità comunali, numerosi soci e famosi arrampicatori che si esibirono in tecniche di arrampicata affascinando con le loro esibizioni gli invitati alla cerimonia di inaugurazione. La struttura, all’epoca prima del suo genere in Italia per tipo e materiale di costruzione, verrà successivamente ampliata e completata con le palestre “boulder” ed è attualmente frequentata sia dai giovani principianti che dai climbers più esperti, non dimenticando che viene usata per i corsi di avvicinamento alla montagna, per gli aggiornamenti dei Vigili del Fuoco e delle altre sezioni provinciali del Cai.

La costante crescita del numero di soci, la sempre maggiore frequentazione della sede sociale e le numerose attività organizzate resero evidente che la sede provvisoria in via Altan risultava insufficiente a contenere i numerosi soci facendo nascere l'esigenza di una sede propria. Ancora una volta, acquisito il benestare dell’autorità comunale e con il contributo determinante e generoso di numerosi soci si realizzò, adiacente alla palestra artificiale di arrampicata, la sede Sociale che, inaugurata il novembre 1999,rappresenta oggi motivo di orgoglio dei soci e sede ammirata dagli ospiti di altre Sezioni CAI.

Attualmente la sezione conta circa 500 soci ed è impegnata su diversi campi, dalla realizzazione di escursioni e corsi per sicurezza in montagna, alla gestione di tre bivacchi (Pramaggiore, Varnerin e Montelonga), all’arrampicata sportiva su roccia, su pareti artificiali e su “boulder”. Inoltre organizza seguitissime serate culturali inerenti l'ambiente alpino invitando come relatori famosi alpinisti. L’attività sezionale comprende anche uno sguardo al sociale organizzando, congiuntamente ad altre realtà associative come "La nostra famiglia", "Futura", "La Luna" ecc., giornate di intrattenimento e svago ai loro ospiti.

L’amministrazione comunale  ha voluto esprimere il proprio ringraziamento alla Sezione con parole di elogio per tutta l’attività svolta fino ad oggi e con l’augurio di un avvenire ancora più radioso per i prossimi 50anni. Il Sindaco ha donato una targa commemorativa al Presidente De Piccoli il quale ha ricambiato con il gagliardetto della sezione.

Il Presidente Cai di San Vito al Tagliamento
Roberto de Piccoli

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