300 scarponi e 10 ruote al 4° Raduno nazionale di joelette di Arco

157 persone, provenienti da 7 regioni, hanno partecipato, tra sorrisi, solidarietà e condivisione, all'evento del 7 ottobre, organizzato dalla SAT Arco: 10 km di sentiero, con 400 m di dislivello, da baita Cargoni a San Giovanni al Monte.

Un momento del raduno

24 ottobre 2018 - Quale sia il sentiero, quale sia la cima, è sempre lei l’esperta in nobiltà e genuinità e noi i suoi rispettosi allievi, lei la avvenente protagonista e noi i suoi ammaliati ammiratori: la montagna, questa maestosa enciclopedia di Vita!

Ma ci sono attimi, rari, in cui invece tutt’attorno si percepisce distintamente la sua ammirazione silenziosa, attimi in cui lei diviene umile palcoscenico per dar voce ad una rappresentazione più grande. Ed è proprio questo che è successo domenica 7 ottobre in Trentino, durante il raduno nazionale di Joelette, quando le montagne di Arco hanno fatto da teatro a una giornata ebbra di sorrisi, solidarietà e condivisione.

Oltre 300 gli scarponi e addirittura 10 le ruote, provenienti da 7 diverse regioni, tra cui Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto e Abruzzo, che hanno solcato il sentiero trentino perfettamente apprestato dai volontari del gruppo Oltre le Vette della sezione SAT di Arco.

L’intensa giornata è stata aperta dai saluti della Presidente della SAT Centrale, Anna Facchini, da quelli del Presidente della Sezione organizzatrice, Massimo Amistadi e dalle parole di Ivo Tamburini, che più di tutti ha creduto fin dall’inizio nel sodalizio tra montagna e solidarietà, facendolo diventare, con grande dedizione e passione, cardine, cuore e motore di Oltre le Vette.

L’abbondante colazione offerta dalla Sezione è stata l’unica, tra l’altro squisita, scusa per indugiare ancora un pò prima della partenza, approfittando del momento conviviale per iniziare a conoscere i numerosi compagni di cammino.
Tanti vissuti, tanti caratteri, sicuramente tante difficoltà, alcune latenti, altre forse gettate alle spalle, ma in quel momento, in quella giornata, tutti erano accumunati dalla sola medesima voglia di sorridere insieme: non carrozzine, ma squadre di atleti che affrontavano salite e sudore.

Non abili o disabili, ma persone desiderose di comunione e confronto. Non volontari e utenti, ma bambini spensierati che non perdevano occasione di scattare per superare la squadra “avversaria”, mentre i sorridenti ma orgogliosi sconfitti già pianificavano silenziosamente la rimonta!

Insomma, un trionfo di gioia e parole ha colorato i 10 km di sentiero e spianato i 400 m di dislivello che hanno portato da baita Cargoni a San Giovanni al Monte, passando per Valbona Alta e malga di Vigo.

All’arrivo, i tendoni, perfettamente allestiti dagli instancabili volontari del nucleo arcense Nu.Vol.A della Protezione Civile A.N.A, hanno accolto e sfamato tutti i partecipanti, un pranzo sopraffino ed un’organizzazione impeccabile, come sempre!

A questo punto sarebbe importante dedicare alcune parole ai ringraziamenti, ma una sola giornata purtroppo non è stata sufficiente per imparare i nomi di tutti i 157 cuori che hanno scaldato d’amore questo raduno. Ognuno dei partecipanti e dei volontari, infatti, meriterebbe di essere menzionato, perché tutti, dal primo all'ultimo, hanno donato qualcosa di molto personale e prezioso: il proprio tempo ed il proprio amore.

E questo gesto, passo dopo passo, ha trasformato la fatica in un piacevole senso di pienezza, di felice appagamento. Perché nulla si fa per nulla, si sa, e la ricompensa per quanto versato è arrivata
puntuale ed in dimensioni stellari: tanta, tantissima gioia.

Nella speranza di poter vivere presto un’altra avventura così, e questa volta magari, perché no, ospiti in qualche montagna lontana, vorrei regalare questa immagine che, non dubito, si scolpirà facilmente nel cuore di tutti. E non solo per la giovanissima età del “capo-joelette” Marco (al centro) o per il grande coraggio del nostro supereroe Marco (a sinistra) che ci insegna, ogni volta, che più importante degli occhi è il cuore. Ma soprattutto per la profonda sinergia che tante persone differenti riescono a creare quando l’obiettivo comune è il bene dell’altro.

Annalisa Zanella
SAT Arco

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