140 partecipanti alla serata "La via del lupo" del CAI Vigezzo

L'appuntamento dell'8 agosto scorso, organizzato per fornire informazioni e dettagli sul ritorno del lupo sulle Alpi, era inserito nell'ambito del progetto Life WolfAlps, a cui ha aderito il CAI centrale.

La sala di Santa Maria Maggiore (VB)

Lo scorso 8 agosto si è svolta presso la sala della ex Comunità Montana di Santa Maria Maggiore (VB) una serata inserita nelle attività di divulgazione e informazione previste dal Progetto Life WolfAlps di cui il CAI è diventato di recente supporter.

Il tema della serata organizzata dal CAI Valle Vigezzo, il cui titolo "La via del lupo" è stato tratto dall’omonimo libro di Albino Ferrari, era incentrato sul fornire informazioni dettagliate e documentate sul ritorno del lupo sulle Alpi, per poi scendere nel dettaglio di quanto accade nella provincia del Verbano Cusio Ossola (Core Area 3 del progetto Life WolfAlps).

La partecipazione del pubblico è stata altissima, con oltre 140 persone, anche in piedi e sedute sul pavimento, molto attente a quanto i relatori spiegavano.
In apertura è intervenuto il Presidente della Sezione, Tiziano Maiamone, il cui intervento è visualizzabile in coda all'articolo.

Di seguito il Segretario della Sezione, Raffaele Marini, ha spiegato i motivi per cui il CAI ha aderito al progetto Life WolfAlps e ha indicato le linee direttrici sulle quali si muoverà la Sezione su questo tema.

Sono quindi intervenuti i relatori:
- Dott. Massimo Mattioli, primo dirigente del Corpo forestale dello Stato, comandante provinciale del VCO e di Novara e responsabile per il CFS nella Core Area 3.
- Dott.ssa Cristina Movalli, responsabile del servizio Conservazione natura, ricerca, promozione ed educazione ambientale del Parco Nazionale della Val Grande e referente del progetto per la Core Area 3.
- Radames Bionda, responsabile del settore gestione e conservazione delle Aree Protette dell’Ossola (Veglia-Devero e Antrona) referente anch’esso del progetto per la Core Area 3.

Il dott. Mattioli, con un’abile dialettica, ha evidenziato come il lupo sia sempre stato presentato in letteratura, nella favolistica, nei proverbi, nel sentire comune come un “animale” cattivo, feroce e laido, a partire da grandi letterati quale Dante. Il razionale di questa situazione sta nel fatto che il lupo non è mai stato sottomesso all’uomo e questo ha ingenerato nell’uomo stesso un senso di inferiorità da colmare con atti violenti. Ha poi presentato le casistiche relative a quali animali selvatici o meno uccidono più uomini nell’arco di un anno e ha concluso chiedendo ai presenti se fossero ancora convinti che il lupo rappresenti veramente un animale così feroce e cattivo.

Cristina Movalli e Radames Bionda hanno illustrato le finalità generali del progetto Life WolfAlps per poi ripercorre l’espansione del lupo dall’Appennino alle Alpi a partire dalle consistenze stimate negli anni 70 sino a quelle dei giorni d’oggi.
Sono poi scesi nel dettaglio del territorio della provincia del VCO (Core Area 3) partendo da quanto iniziato a conoscere con il Progetto Lupo della Regione Piemonte, iniziato negli anni '90. Hanno evidenziato lo stato degli avvistamenti e delle predazioni effettivamente censite e monitorate negli anni con particolare riferimento al primo avvistamento certo effettuato proprio dal Bionda all’inizio degli anni 2000. Sono stati anche riferiti e analizzati episodi di predazione su ovicaprini avvenuti sui territori di confine con i cantoni Ticino e Vallese, fenomeni questi monitorati in collaborazione con le rispettive autorità cantonali.
Infine hanno presentato i risultati del sondaggio di “human dimension” effettuato all’interno del progetto LWA tra vari categorie di soggetti portatori di interessi:

- Semplici cittadini
- Studenti
- Escursionisti
- Cacciatori
- Allevatori

Per quanto attiene gli allevatori sono state analizzate le varie problematiche connesse alle tipologie di allevamento, indicando soluzioni già messe in atto in altre parti dell’Italia con risultati incoraggianti.

A questo punto si è aperto il dibattito con numerosi e interessanti interventi da parte del pubblico, in gran parte villeggianti, cui i relatori hanno fornito esaurienti risposte.

E’ intervenuto il Direttore del Parco Nazionale della Val Grande, dott. Tullio Bagnati, che ha evidenziato quanto già posto in essere grazie alle convenzioni stipulate con la Sezione CAI di Vigezzo, sia per quanto attiene la manutenzione dei sentieri all’interno del Parco, sia per quanto attiene la gestione del Centro visita di Buttogno, auspicando che questo nuovo impegno della Sezione possa ancor più consolidare i rapporti tra la popolazione e l’ente Parco medesimo.

La serata è stata conclusa da Enrico Barbazza, presidente dell‘Unione Montana di Valle e Sindaco di Malesco, il quale ha apprezzato molto il modo con cui si sono posti i relatori specialmente verso i problemi che riguarderanno gli allevatori e ha ringraziato la sezione del CAI per queste iniziative “nuove” che continua a mettere in campo.
In sala è stato esposto l’esemplare di lupo trovato morto sulla massicciata delle ferrovia nei pressi di Vogogna a gennaio del 2011 e ora esposto al Castello Visconteo di Vogogna.

Di seguito l'intervento del Presidente sezionale Tiziano Maiamone.

Buonasera a tutti e benvenuti.
In primo luogo desidero ringraziare l’Unione dei comuni di  valle e il presidente Barbazza per averci concesso questa bella struttura, saluto tutti gli Amministratori, il Parco nazionale Val Grande, le Aree protette dell’Ossola e i relatori.
Vi porto i saluti del presidente generale del CAI, Martini, che per i molti impegni non è potuto venire. Permettetemi di dire che questa sera vedo realizzato un mio progetto personale; da due anni stavamo lavorando su questo progetto delicato e affascinante.
Come Presidente di questa piccola Sezione, sono orgoglioso di lavorare con una squadra che sta anticipando i tempi del CAI centrale.
Siamo stati i primi, in campo  nazionale, ad ottenere la gestione di un centro visita di un Parco nazionale, quello  di Buttogno che sta dando ottimi risultati.
Un grazie al Parco Val Grande che ha creduto  nel nostro progetto.
I primi a fare una serata informativa e divulgativa cosi come previsto dall’accordo firmato tra il CAI centrale e il progetto Life WolfAlps.
Quando ho deciso di organizzare questa serata diversi Amministratori, Amici e Soci mi dissero .... :”lascia perdere questo è un tema che divide l’opinione pubblica, non porterà a niente!
Ma io ho la testa dura e l’esperienza di presiedere la Sezione, mi ha fatto capire che è possibile  dialogare con persone che la pensano diversamente da te.
La prova lampante l’ho avuta  domenica scorsa, lavorando con la mia squadra e Soci volontari sui sentieri del  Parco.
Dopo diverse ore di duro lavoro ho parlato del progetto con Amici e Soci che sono Cacciatori o Allevatori, davanti a un padellone di salamini, patate e cipolle!
Persone quindi con idee  diverse.
Abbiamo parlato liberamente e ci siamo scambiati le nostre idee con grande tranquillità e rispetto; quindi non ho paura a far parlare e  discutere di problemi che potranno presentarsi sul nostro territorio.
Noi del  CAI Vigezzo abbiamo messo  sempre in prima fila la tutela del nostro territorio, delle nostre montagne e dei montanari, piuttosto che andare a cercare seggiole o  seggiolini nella complessa struttura del CAI.
A questo punto mi rivolgo ai  Relatori chiedendo loro di usare un linguaggio il più semplice e comprensibile a  tutti.
Mi rivolgo a Voi del pubblico, chiedendovi di esprimere liberamente  i vostri pensieri, senza  cercare polemiche. Vi dico con chiarezza, come nel mio stile, che non sono  disponibile ad accettare provocazioni o linguaggi inadeguati.
Mi rivolgo agli Amministratori presenti invitandoli ad essere parte attiva del progetto perché Voi ci  rappresentate tutti.
Per conto nostro daremo massima disponibilità a collaborare coni ricercatori, le forze di Polizia, Soci e simpatizzanti.
Se si pensa che possa  essere utile per svolgere al meglio le attività di monitoraggio del territorio siamo  pronti a mettere a disposizione i nostri rifugi come punti di appoggio  anche e soprattutto nella stagione invernale.
A questo punto vi presento i relatori:
il Dott.  Massimo MATTIOLI, primo dirigente del Corpo Forestale dello Stato, Comandante  provinciale del VCO e di Novara e responsabile per il Corpo Forestale dello Stato del progetto per l’Area 3. La dottoressa Cristina MOVALLI, responsabile servizio conservazione natura, ricerca, promozione ed educazione ambientale del Parco  Nazionale Val Grande e referente del progetto Life WolfAlps sempre per l’Area 3 .
Radames BIONDA, responsabile settore gestione e conservazione delle Aree Protette dell’Ossola (Veglia-Devero - Antrona), referente del progetto e, quel che più conta, amico personale.
A questo punto, prima di passare la parola al  segretario che vi spiegherà i termini dell’accordo tra il CAI nazionale  e  il progetto Life WolfAlps, concludo questo mio intervento con una frase a me molto
cara:
”La montagna deve unire e non dividere”.
Grazie a tutti.

CAI Valle Vigezzo

Segnala questo articolo su:


Torna indietro