130 soci CAI del Lazio sulla vetta del Monte Faggeto per "In cammino nei Parchi"

Domenica 13 maggio gli escursionisti, provenienti da 11 Sezioni della regione, sono andati alla scoperta del Parco dei Monti Aurunci, ricevendo informazioni esaurienti su ambiente, natura, flora e fauna della zona.

Un momento della giornata

18 maggio 2018 - Domenica 13 maggio circa 130 soci provenienti da 11 sezioni del Lazio hanno aderito all’invito della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, coordinatrice di tutte le iniziative sul territorio nazionale, partecipando allo svolgimento della 6° edizione di “In Cammino nei Parchi”, indetta da CAI e Federparchi. L’intento dell’iniziativa era quello di promuovere l’escursionismo naturalistico e culturale, volto alla scoperta di montagne e Parchi d'Italia. 

I soci del Lazio si sono dati appuntamento nel comune di Campodimele (LT) per salire alla vetta del monte Faggeto (1259 m); il monte è situato all’interno del Parco Naturale dei Monti Aurunci. L’area protetta,, istituita nel 1997, si estende su  una superficie di poco meno di 120 kmq e interessa il territorio montano di 11 comuni nelle province di Latina e Frosinone.

Il Parco rientra, congiuntamente al limitrofo Parco dei monti Ausoni all’interno della ZPS (Zona a Protezione Speciale) “Monti Aurunci e Ausoni”, al cui interno sono stati designati 7 SIC (Sito d'Importanza Comunitaria).
Gli Aurunci  sono una catena montuosa dell'Appennino centro-meridionale, caratterizzata in larga parte da calcari chiari con ampie sassaie e pendici asciutte e brulle, coperte da radi cespugli e da erba scarsa; si sviluppano, nel tratto più meridionale della costa laziale, a est della piana di Fondi e alle spalle di Gaeta, Formia, Minturno. La natura calcarea di questi rilievi è il motivo dell'assenza pressoché totale di corsi d'acqua, nonché dei fenomeni carsici assai diffusi come doline ed inghiottitoi e di grotte, alcune di notevoli dimensioni.

Gli attivi e validi operatori regionali TAM di Cassino, Erminio D’Agostino e Vincenzo Spiridigliozzi, con l’aiuto del presidente della sezione Pietro Miele, hanno organizzato al meglio l’evento, effettuando precedentemente un sopralluogo per verificare il percorso; hanno inoltre contattato l’Ente Parco affinché potesse predisporre la partecipazione di una persona esperta che desse informazioni ai partecipanti. La presenza del dipendente del Parco ha permesso così  a tutti partecipanti di ricevere informazioni esaurienti circa l’ambiente, la natura, la flora e la fauna del Parco. Inoltre il giorno dell’uscita gli operatori TAM hanno guidato con competenza ed attenzione l’escursione, tenendo nella dovuta considerazione la diversa preparazione fisica degli escursionisti.

La cima del monte è stata raggiunta percorrendo il sentiero nr. 905, sentiero che passa per la sorgente del Tasso fino a raggiungere il rifugio in prossimità della vetta. Purtroppo le condizioni meteo avverse in cima non hanno permesso di ammirare la  spettacolare visione panoramica, tanto decantata, che permette di vedere dalla piana di Fondi al mar Tirreno a sud, e dalla valle del Liri all’Abbazia di Montecassino e il gruppo monte Cairo a nord.
Ma la bellezza del sentiero che risale lungo il fosso del Tasso (in questo periodo secco ma contraddistinto dalla presenza di numerose briglie, segno che si è reso necessario negli anni passati porre in opera accorgimenti volti a diminuire  la velocità della corrente) e il desiderio di ammirare il panorama dalla vetta prospettato, indurranno di certo parecchi partecipanti a ritornare; sarà anche l’occasione per visitare Campodimele, che si colloca tra i “Borghi più belli d’Italia”  ed è noto come “paese della longevità”, per gli ultracentenari che vi vivono.

Per il ritorno si è utilizzata la strada sterrata che attraversa tratti di faggeta, tratti di rimboschimento a conifere ed infine l'ambiente della macchia mediterranea; fortunatamente le migliorate condizioni meteo hanno permesso di verificare che quanto riferito circa la bellezza del panorama corrisponde perfettamente a verità.
Si può affermare che la giornata trascorsa ha pienamente raggiunto l’obiettivo prefissato, permettendo di immergersi nella natura e nel potere rigenerante del verde oltre che di scoprire un territorio, per diversi dei partecipanti, sconosciuto.

CRTAM CAI Lazio

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