I Soci del CAI Cassino in cammino nella Valle Cervara

Il gruppo, con età che andavano dai 5 agli 80 anni, è andato alla scoperta della "Faggeta Vetusta", patrimonio Unesco, un’area di grande valore ambientale che ospita gli alberi di faggio più vecchi d’Europa.

Uno degli alberi morti, importanti per l'ecosistema

15 novembre 2018 - Domenica 11 novembre i soci della sezione CAI di Cassino si sono dati appuntamento a Prati D’Angro (Villavallelonga - AQ), per un’escursione nella Valle Cervara, alla scoperta dei segreti della Faggeta Vetusta.
Accompagnati dagli operatori TAM della sezione, insieme ad alcuni soci del CAI Coppo Dell’Orso, gli escursionisti hanno ricevuto esaurienti informazioni sul grande valore ambientale di quest’area e sull’elevato grado di naturalità dell’ecosistema ivi presente.

L’escursione, organizzata dalla CSTAM della sezione CAI di Cassino, era finalizzata alla conoscenza, come accennato sopra, della “Faggeta Vetusta”, presente in questi luoghi all’interno del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio, Molise.
La valle è un’area di grande valore ambientale con un ecosistema ad elevato grado di naturalità, ospita gli alberi di faggio più vecchi d’Europa ed è un ecosistema complesso e ricco di biodiversità.

A seguito di ricerche e studi eseguiti da professori dell’Università della Tuscia di Viterbo, seguiti poi dagli adempimenti previsti dal relativo protocollo, il 7 luglio 2017 a Cracovia, in Polonia, questo sito, insieme ad altri siti di alcuni paesi europei, è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. L’Ente Parco, data l’importanza particolare di questo nucleo forestale, ha inserito tutta la valle nella “zona A”, territorio di riserva integrale, ciò significa che, a livello ecologico, naturalistico e paesaggistico, trattasi della parte più monitorata del territorio e l’accesso ai visitatori è consentito solo a piedi e lungo i sentieri contrassegnati.

La comitiva, rappresentata da una forbice di età compresa tra gli 80 e circa 5 anni, percorrendo una distanza di circa 8 Km e un dislivello di circa 700 metri, ha raggiunto sorgente Puzza a quota 1728 metri seguendo il sentiero R5.

Gli operatori TAM, oltre a guidare il numeroso gruppo con attenzione tenendo presente sia l’età che la diversa preparazione fisica di ognuno, durante il percorso, anche con l’ausilio dei pannelli allestiti sul sentiero finalizzati all’educazione e alla comunicazione ambientale, hanno spiegato e fatto comprendere l’ecologia della faggeta nonchè le sue caratteristiche.
Si è parlato di funghi, avvistati lungo il tragitto, e della loro funzione all’interno dell’ecosistema; dell’importanza degli alberi e della foresta.

Il territorio particolarmente umido e lo scenario autunnale sono stati occasione per scoprire i segreti del sottobosco. La presenza abbondante di necromassa, massa di legno morto in piedi ed a terra, ha dato spunto per spiegare l’importanza che essa riveste nell’ambiente e nell’ecosistema, visto che favorisce l’insediamento ed influenza la vita di un’ enorme quantità di specie: muschi, licheni, invertebrati e microrganismi i quali concorrono alla decomposizione del legno producendo humus, importante risorsa nutritiva dell’ecosistema.

Questi alberi morti svolgono un ruolo fondamentale per alcune specie, come la Rosalia Alpina, ma anche per i chirotteri, alcuni molto rari, i quali trovano rifugio nelle loro cavità, favorendo inoltre la frequentazione del luogo da parte di altri animali: in primis l’orso, il lupo, il cervo e il capriolo.

Si è avuto modo di vedere i licheni, la specie Usnea Sp. (barbe di bosco) e la Lobara Pulmonaria, nel mondo ne esistono circa 25.000 specie; è stato spiegato l’importanza di questi organismi simbionti, costituiti da un fungo e un’alga, visto che vengono impiegati come campionatori di inquinamenti persistenti al fine di monitorare la qualità dell’aria e dello stato di salute della foresta. I licheni vennero usati da quasi tutte le popolazioni dell’antichità come nutrimento, essendo ricchi di vitamine A, B, C, D, E e di proteine, in cosmetica, in medicina per le loro proprietà antibiotiche, per misurare il ph, ecc. Sono risultati inoltre utili nelle ricerche sull’inquinamento atmosferico.

Il ritorno è avvenuto attraverso lo stesso tragitto continuando a dare risposte alle domande dei più curiosi.
La bella giornata autunnale è trascorsa velocemente ed ha pienamente raggiunto l’obiettivo prefisso dagli organizzatori. Al termine, con i saluti ci siamo dati appuntamento alle prossime iniziative promosse dagli operatori TAM della Commissione Sezionale del Cai di Cassino.

CAI Cassino

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