I bambini e l'amore per gli animali della montagna: un sentimento innato da preservare

Si può riassumere così la presentazione del libro per ragazzi “Cento passi per volare” (Salani-CAI), che l'autore Giuseppe Festa ha fatto oggi al Trento Film Festival.

Un momento della presentazione

27 aprile 2018 - Una vera penna d'aquila mostrata ai bambini, regalatagli da un nativo americano in occasione di un suo viaggio negli Stati Uniti per realizzare un documentario sulla tribù dei Lakota.

Giuseppe Festa ha iniziato così, questo pomeriggio al Parco dei Mestieri (lo spazio che il Trento Film Festival dedica ai più piccoli nel Giardino dell'Arcivescovado), la presentazione del suo libro “Cento passi per volare”. Si tratta della prima uscita della collana di narrativa per ragazzi “I caprioli”, edita da Salani Editore e dal CAI. Un romanzo che racconta le vicende dell'aquilotto Zefiro, minacciato dai bracconieri in un luogo immaginario delle Dolomiti, e del quattordicenne non vedente Lucio, che lo aiuta a salvarsi.

Il pubblico era composto anche da bambini molto piccoli, quindi Festa ha raccontato innanzitutto del suo primo incontro con un'aquila nel Parco D'Abruzzo, quasi come se fosse una fiaba. “Il nido d'aquila è davvero enorme, colossale, inoltre le aquile ne costruiscono fino a dieci, poi ogni anno decidono in quale deporre le uova. Il mio primo incontro con loro è avvenuto quando ero volontario in Abruzzo. Facevamo la guardia agli aquilotti prima che imparassero a volare, per evitare che diventassero preda dei bracconieri. Io temevo che l'aquilotto che sorvegliavo potesse farsi male a provare a volare. Un giorno però, dopo mangiato, ha cominciato a fare dei versi molto particolari e ho capito che era arrivato il momento. La mamma è partita in volo e lui l'ha seguita, gettandosi nel vuoto, e ce l'ha fatta, ha fatti un lungo giro della valle, per atterrare poi con eleganza nel suo nido. Alla mia esperienza mi sono ispirato per raccontare il rapimento di Zefiro nel libro. Ispirazione dovuta anche ai miei viaggi in Sicilia, dove sono andato a girare dei documentari sui volontari anti bracconaggio”.

Festa si è soffermato poi su Lucio, che “ama la natura e gli animali in modo speciale. Anche qui mi sono ispirato a un Lucio non vedente reale, che ha voluto fare il volontario nel Parco d'Abruzzo, dove l'ho conosciuto”

Nel libro Lucio, dopo aver conosciuto Chiara, coetanea nipote del rifugista, finalmente riesce a confrontarsi con le proprie fragilità, e così fa anche Chiara stessa, “un passaggio indispensabile per crescere”.

Data sempre la platea davvero giovanissima, Festa ha concluso l'incontro narrando il suo primo incontro con un orso bruno marsicano. “Era la mia prima notte nel Parco D'Abruzzo. Abbiamo sentito dei rumori, come dei raschiamenti, non è un gattino mi sono detto. Ci siamo affacciati alla finestra, i rumori provenivano dalla porta della legnaia, dove c'erano mais e patate e po l'abbiamo vista, era un'orsa. Ci siamo spaventati, ma il Guardia Parco ci ha tranquillizzati, gli orsi marsicani non aggrediscono le persone. E' bastato fare rumore e l'orsa se ne è andata infastidita, sbuffando”.

Tra lo stupore e la meraviglia dei bambini Festa ha continuato: “quell'orsa si chiama Yoga” (“Mia mamma fa yoga”, è intervenuta una bimba in prima fila). “Yoga è orfana, la mamma è stata uccisa da bracconiere, così ha sempre rubacchiato all'uomo, anche in un'area pic nic. Una volta è entrata in una roulotte usata come dispensa, per magiare di tutto”. L'autore ha mostrato il tappo del barattolo di Nutella smangiucchiato per l'entusiasmo dei bambini. “Un modo per convivere con gli animali c'è sempre, nonostante le difficoltà, che possono essere superate”, ha concluso.

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Lorenzo Arduini

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