Himalaya e Alpi svizzere teatro di gravi incidenti

Pesante il bilancio degli incidenti in montagna che negli ultimi due giorni hanno coinvolto anche soci del nostro Sodalizio

1 maggio 2018 - È grave il bilancio degli incidenti in montagna che negli ultimi due giorni hanno coinvolto anche soci del nostro Sodalizio.

Solo ieri era giunta in Italia la notizia della morte dell’alpinista Simone La Terra, 36 anni, di Castiglione delle Stiviere, socio della Sezione CAI di Mantova, deceduto mentre in Nepal stava scalando il Dhaulagiri, una delle vette dell'Himalaya. Il suo corpo è stato recuperato da una squadra di soccorritori questa mattina a 6.100 metri di quota, mentre la sua tenda è stata trovata spazzata via dal vento.

A questo, poche ore fa, si è aggiunta la tragedia che ha colpito un gruppo di 14 alpinisti di nazionalità italiana, francese e tedesca impegnati sulla Haute Route Chamonix-Zermatt, nella zona della Pigna d'Arolla, sulle Alpi svizzere. Il gruppo sorpreso da una bufera che ha impedito loro di raggiungere il rifugio ha trascorso la notte al gelo ed è stato raggiunto dai soccorsi - sette gli elicotteri impiegati - dopo un allarme lanciato verso le 6.30. Cinque i morti: oltre alla guida alpina Marco Castiglioni di 59 anni, comasco ma residente in Svizzera, altre tre vittime sono soci CAI della Sezione di Bolzano, Elisabetta Paolucci, 44 anni, Marcello Alberti, 53 anni e sua moglie Gabriella Bernardi, 52 anni.

Il Presidente generale Vincenzo Torti esprime il dolore di tutto il CAI per queste gravi perdite manifestando sincera vicinanza alle famiglie e alle Sezioni di riferimento. Poiché la montagna mantiene costante la sua oggettiva pericolosità per il Presidente "è essenziale ricordare come la prudenza e la capacità di rinuncia siano patrimonio fondamentale di ogni frequentatore delle Terre alte".

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