"GiuliAmo": 41 ragazzi dell'alpinismo giovanile di 8 Sezioni di 4 regioni sulle Alpi Giulie per il camp intersezionale

Provenienti dalle Sezioni di Tolmezzo, Monfalcone, Senigallia, Ancona, Jesi, Castel di Sangro, Vittorio Veneto e Pieve di Soligo, hanno camminato in tre Stati diversi, su montagne grandiose, stringendo amicizie importanti.

I ragazzi sul Monte Forno

5 luglio 2018 - Musica jazz ad alto volume nel minibus. Di solito mi dà fastidio il volume eccessivo, ma adesso no, adesso "ci sta": copre il profondo silenzio degli otto ragazzi che viaggiano con me  facendo da diga alle lacrime miste di gioia e malinconia che potrebbero scendere da un momento all'altro. Lacrime calde di amicizie intense vissute tra le alte montagne. Quelle amicizie vere, salde che solo chi ama la montagna sa riconoscere.

Cosa sta succedendo? Si conclude ora la bella esperienza del campo estivo intersezionale sulle Alpi Giulie (battezzato "GiuliAmo"), con base a Cave di Predil (UD), che ha coinvolto 41 ragazzi e una quindicina di Accompagnatori di Alpinismo Giovanile delle sezioni di: Tolmezzo (UD), Monfalcone (GO), Senigallia (AN), Ancona (AN), Jesi (AN), Castel di Sangro (AQ), Vittorio Veneto (TV), Pieve di Soligo (TV). In realtà è la quinta esperienza di questo tipo, con nuovi ingressi e vecchi amici ritrovati, che rende i legami di amicizia ancora più solidi e veri.

Inutile nascondere che sotto tutto questo c'è - di nuovo - l'amicizia tra gli Accompagnatori che ha costruito un'"esperienza che funziona", con una rara alchimia dello stare bene ed efficientemente insieme.

Torniamo a noi, alla nostra musica jazz ad alto volume. Mi tornano alla mente flash di questi giorni, di splendide salite su montagne grandiose, di fatica, di sacrifici per raggiungere una meta desiderata. Ragazzi che si mettono al servizio gli uni degli altri, che aspettano il più lento, che aiutano quello in difficoltà, che giocano assieme anche tra età molto diverse e che si canzonano un poco con grasse risate.

Immagini della giornata odierna, 3 luglio 2018, in cui abbiamo percorso un anello che ha toccato 3 Stati: Italia, Austria, Slovenia. Una in particolare mi è rimasta negli occhi: due scarponi da ragazza, uno al di qua e uno al di là del cippo di confine. Altro flash, altra immagine: il monumento in cima al monte Forno, recante una scritta che in tedesco recita più o meno così: "tre gruppi linguistici: latino, slavo, germanico", mi fa riflettere... Non solo tre nazionalità, non solo tre lingue diverse. Tre ceppi linguistici differenti rappresentano una storia millenaria di culture diverse: se è vero che il confine politico può spostarsi, non cambia il ceppo linguistico di provenienza. Un bagaglio che rende indiscutibilmente diversi i popoli ma che non impedisce loro di incontrarsi. La diversità non è barriera, c'è sempre un punto di possibile incontro, magari in cima ad una montagna, ma c'è.

E questo pensiero ben rappresenta la mescolanza che qui, in questo campo, abbiamo realizzato: giuliani, carnici, veneti, marchigiani e abruzzesi. Abitudini, modi di pensare, accenti, modi di dire, slang diversi. Ma che non ci hanno impedito di incontrarci, apprezzarci, stringere amicizie. Oggi abbiamo camminato su tre nazioni diverse, ridendo e scherzando sulla possibilità di saltare qua e là del confine. In tempi in cui il dibattito sul significato della parola "straniero" e "confine" è molto acceso, noi abbiamo sperimentato la bellezza del "senza confini", dell'incontrarsi con il diverso da me.

Con il cuore gonfio di emozioni, guardo gli occhi dei ragazzi nel mio minibus, trovando altri cuori gonfi di emozioni, di esperienze belle, di gioia per aver partecipato a questo campo e anche di malinconia per una bella avventura che si conclude.
No, il volume alto, oggi, non mi dà fastidio.

Devis Da Lozzo
Alpinismo giovanile CAI Vittorio Veneto

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