Giornata Mondiale della Biodiversità, il contributo di Filippo di Donato del Cai Abruzzo

Pubblichiamo il contributo di Filippo di Donato del Centro di Educazione Ambientale "gli aquilotti" del Cai Abruzzo, scritto in occasione della giornata mondiale della biodiversità 2020.

22 maggio 2020 - Pubblichiamo il contributo di Filippo di Donato del Centro di Educazione Ambientale "gli aquilotti" del Cai Abruzzo, scritto in occasione della giornata mondiale della biodiversità 2020

La Montagna è ricca di piante, animali, funghi, rocce e altre risorse naturali. Questo è segno di biodiversità e lo osserviamo quando percorriamo i sentieri e ci guardiamo attorno, curiosi e in silenzio. Il Club Alpino Italiano riesce a trasmettere l'importanza della biodiversità e fa cogliere a chi cammina con noi questo importante aspetto che vediamo sempre più minacciato. Sentieri è il chiaro messaggio e ogni escursione diventa occasione per sfogliare il libro della natura secondo sensibilità e interesse..

Il 2020 è l'anno per l’Ambiente e la Biodiversità e si verificano i risultati del Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020. Purtroppo la crisi ambientale è notevole, gli equilibri fragili e la maggior parte degli obiettivi non sarà raggiunto, con un elevato numero di specie che rischia l'estinzione. Il consumo delle risorse naturali aumenta più di quanta la Terra ne produce. Distruggiamo foreste, consumiamo suolo, inquiniamo acqua e aria e ci troviamo immersi in una crisi climatica, con aumento della temperatura.

Il Cai vuole approfondire la relazione fra cultura e natura. Nei Corsi e nelle uscite in ambiente si parla di biodiversità e stabilità degli ecosistemi, della presenza dell'uomo e delle dinamiche antropologiche in Montagna. Tra le soluzioni l'uso efficace della  normativa di riferimento, il ruolo dei Parchi per la tutela del territorio, l’importanza della messa in rete degli enti di tutela per azioni di tutela pianificate.

Nell'ambito della Settimana della Natura, la Giornata mondiale della biodiversità, sarà celebrata dal MATTM con eventi dedicati al Capitale naturale, in particolare i canali social del Ministero ospiteranno una conferenza scientifica e un talk-show con la partecipazione di Licia Colò,  storica amica dell’ambiente,.

La Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del Cai pone l'accento su due aspetti: il primo individuale … Ci fermeremo un minuto a riflettere. I nostri comportamenti, i nostri stili di vita, i nostri consumi quanto incidono sulla perdita di biodiversità? Ce ne rendiamo conto? Possiamo migliorarli? Ognuno di noi può, se vuole, portare un contributo aggiuntivo alle auspicate politiche di conservazione e gestione della Biodiversità. Il secondo è generale  … la Biodiversità può essere definita come la ricchezza di Vita sulla Terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera. Questo si sostanzia nel Capitale Naturale che fornisce beni e servizi di valore diretto e indiretto per l’Uomo i quali sono necessari per la sopravvivenza dell’Ambiente stesso da cui sono generati.

Nel prossimo decennio saranno necessarie azioni incisive e molto più efficaci per invertire la rotta e imboccare la strada per un futuro possibile ed ecosostenibile. Determinanti saranno le  aree protette con l'obiettivo di salvaguardare la biodiversità con azioni ambientali, economiche, culturali e sociali.

Camoscio d'abruzzo e biodiversità dell'appennino in salvo
In questa Giornata mondiale della Biodiversità 2020 evidenzio il riuscito Progetto Cai di reintroduzione del Camoscio d’Abruzzo in Appennino, di questo splendido ed elegante "acrobata delle rocce" che si lascia ammirare per agilità ed evoluzioni.

Il progetto Camoscio d’Abruzzo è stato un complesso intervento di reintroduzione del Cai nazionale che preseforma verso la fine degli anni '80. Il Cai Abruzzo, riuscì nel 1991 (prima della Legge Quadro 394/91) a far istituire, sul Gran Sasso d'Italia, la Riserva Comunale Corno Grande di Pietracamela di oltre 2000 ha (affidata in gestione al Cai). Insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo il progetto fu definito e, nel 1992, si organizzò il ritorno dei primi sette Camosci d’Abruzzo a Campo Pericoli, nel cuore della Riserva del Cai, ai quali fecero seguito altri esemplari. Sul Gran Sasso d'Italia anche due Aree faunistiche a Farindola (1991) e Pietracamela (1993).Nel 1990/91 sulla Maiella furono liberati 15 esemplari nell’ambito della Riserva della Forestale di Lama dei Peligni dove il Cai ristrutturò il rifugio Fonte Tarì - punto di osservazione degli animali, e sei esemplari nell’area faunistica di Lama dei Peligni.

A rischio estinzione
Il Camoscio d’Abruzzo è una rara sottospecie presente in Italia. Quasi tragica la storia di questo splendido animale, descritto come Rupicapra pyrenaica ornata decimato da caccia e bracconaggio sulle montagne d’Abruzzo dove viveva in passato (nel Gran Sasso l’ultimo Camoscio era stato abbattuto fin dal 1892). Riuscì a sopravvivere, con poche decine di esemplari, nell’impervia zona della Camosciara, nel 1913 e poi decisiva fu l'istituzione del Parco Nazionale d'Abruzzo.

A lieto fine
Grazie all’azione dei Parchi d’Appennino la popolazione del Camoscio d'Abruzzo è cresciuta, diventando Camoscio d'Appennino. Lo splendido animale si è positivamente diffuso dal Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise su Maiella, Gran Sasso e Monti della Laga, Sirente-Velino, Monti Sibillini e nelle varie Aree Faunistiche.

Filippo Di Donato
Centro di Educazione Ambientale "gli aquilotti" del Cai Abruzzo

 

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