"Geologica…mente": gli accompagnatori di alpinismo giovanile di Veneto e Friuli Venezia Giulia a lezione di geologia

Il 7 e 8 maggio 2016 trentatrè Titolati hanno partecipato a un aggiornamento nella piana del Gaver, istruiti da quattro docenti di geologia, studiosi ma soprattutto appassionati.

Un momento del corso

Spesso, all’interno del CAI, il dibattito sulla figura del titolato si tinge dei colori più accesi, da una parte ci si muove verso un eccessivo e a volte ingiustificato autoreferenzialismo, dall’altra la conta dei numeri propende verso un negativo rapporto tra soci e titolati.

Come Direttore di una Scuola Territoriale ritengo che i Titolati siano una risorsa indispensabile per il ruolo che il CAI svolge nella società per la divulgazione di una frequentazione consapevole della montagna. E in quel “consapevole” ci metto dentro tutto: sicurezza, tecnica, cultura e responsabilità nella conservazione del patrimonio ambientale.

Ma i titolati del CAI non sono una risorsa che si autoalimenta, sono dei catalizzatori di investimenti culturali ed economici. Solo una costante e permanente formazione può mantenere attivo questo investimento.
Con questi presupposti, la Scuola Territoriale di Alpinismo Giovanile del Veneto Friuli Venezia Giulia, su incarico della Commissione di riferimento, ha organizzato in un primaverile bel fine settimana di maggio (7 - 8 maggio 2016), un aggiornamento su alcuni aspetti particolari della Geologia.

Da subito si è voluto dare un taglio peculiare all’aggiornamento. Non più una mera occasione burocratica: la raccolta “dei punti” per la vidimazione e conservazione della “patacca”, ma un laboratorio dove sperimentare conoscenza e strategie didattiche.
Per concretizzare un obiettivo così ambizioso abbiamo puntato subito in alto e, grazie alla collaborazione del Prof. Bernardo Cesare, abbiamo coinvolto il dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova.

Inizialmente la scelta poteva sembrare eccessiva, ma a mano a mano che il progetto andava delineandosi tutti i tasselli del puzzle cominciavano a trovare una loro collocazione logica.
Il gruppo docenti che ci attende alla Locanda Gaver situata nella piana del Gaver, immersa nel verde del Parco dell’Adamello, a quota 1511 m s.l.m., a pochi chilometri da Bagolino e dal lago d'Idro, è costituito oltre che dal Prof. Bernardo Cesare, dal Prof. Giorgio Pennacchioni, dal Dott. Alessandro Fontana e dal Dott. Omar Bartoli.
Quattro studiosi di geologia ma soprattutto quattro appassionati della materia. E si sa, la passione è il miglior passe-partout per aprire la mente. Se poi si uniscono i concetti astratti al peso della pietra, il gioco è fatto.

Trentatré Accompagnatori provenienti da diverse sezioni dell’area veneto friulana giuliana, hanno “scarpinato” per più di 900 m di dislivello, dalla piana del Gaver fino alla sommità della Forcella della Vacca, per capire come si trasforma questo ambiente fatto di rocce e minerali.
Presto l’entusiasmo e la curiosità hanno il sopravvento: teoria della tettonica a placche, crosta oceanica, placca in subduzione, zona di rift continentale, dorsale oceanica. Un  sisma di informazioni. Finalmente chiaro il concetto di orogenesi.

Sicuramente nozioni che già facevano parte del bagaglio culturale degli Accompagnatori, ma sentirli enunciare da persone che quotidianamente hanno a che fare con la materia ha dato un valore aggiunto a questo appuntamento.
Il pullman che ci porta verso casa ci permette di assaporare un meritato riposo dopo un week end intensivo sia dal punto di vista fisico ma soprattutto intellettuale.

Domenica 15 maggio, tutti noi, uscendo in montagna con i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile, avremo qualcosa in più da raccontare.

ANAG Francesco Abbruscato
Direttore SIAG-VFG

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