Firmato l'accordo di collaborazione tra il Museo Nazionale della Montagna e il Comune di Sondrio

L'accordo prevede l'esposizione del patrimonio del Museo in Valtellina. Si inizia con la mostra del Museo "Visioni tra le rocce. Georges-Louis Arlaud e Marcel Meys. Studi di nudo femminile" a Palazzo Pretorio fino al 16 marzo 2017.

"Visioni tra le rocce" a Palazzo Pretorio, Sondrio

17 febbraio 2017 - Nella giornata di ieri, nella splendida sede comunale di Palazzo Pretorio a Sondrio, Aldo Audisio, Direttore del Museo Nazionale della Montagna di Torino, e Alcide Molteni Sindaco della Città di Sondrio, hanno firmato un importante accordo di collaborazione tra il Museo e il Comune. Erano presenti all'atto per il Museomontagna il Direttore operativo Laura Gallo; per il Comune di Sondrio l'Assessore alla Cultura Marina Cotelli e il Dirigente Luca Verri.

Una preziosa partnership che consentirà a Palazzo Pretorio di attingere al patrimonio dell'istituzione torinese per mostre e iniziative all'interno del "Museum hub" di Castel Masegra e che assegna alla Città di Sondrio lo status di "soggetto privilegiato" nella scelta del materiale da esporre conservato nell'Archivio Bonatti. Per contro il Museomontagna avrà occasione di diffondere la conoscenza del suo cospicuo patrimonio anche al di fuori della propria sede espositiva, attività che persegue da moltissimi anni con accordi di collaborazione con le principali istituzioni culturali italiane e straniere.

Prima tappa dell'accordo, che porterà un proficuo scambio di attività espositive tra Torino e Sondrio, è la mostra Visione tra le rocce. Georges-Louis Arlaud e Marcel Meys. Studi di nudo femminile, allestita nelle sale espositive di Palazzo Pretorio dal 16 febbraio al 16 marzo 2017.

La mostra, a cura del Museomontagna, presenta una significativa selezione delle opere di due fotografi, Georges-Louis Arlaud (1862-1944) di Ginevra, e Marcel Meys (1885-1972) di Parigi, noti per la produzione di nudi femminili en plein air negli anni 1920-1930.
Di gusto tardo-pittorialista, sia nella scelta di genere sia nella trattazione del soggetto, entrambi gli autori inseriscono la figura femminile nell’ambiente naturale, come quello alpino della zona franco-provenzale, in una comunione panica con la natura; più però nell’intenzione che nella resa finale in cui l'attenzione è esplicitamente rivolta al corpo, nella sua duplice forma: ideale ed erotica, mentre l'ambiente è ridotto a semplice ambientazione; l'arcadia della mitologia greca, abitata da naiadi e driadi, ninfe e divinità dei boschi.

Le fotografie di Arlaud e Meys – appartenenti alle collezioni del Centro Documentazione Museomontagna – esposte in stampe di diversa tecnica e formato, comprese le 21 tavole in fotoincisione che compongono l’edizione di lusso del noto portfolio di Arlaud Vingt études de nu en plein air, fanno parte di un “mondo” francese che ha avuto uno sviluppo temporale tra l’inizio del secolo e la fine degli anni Trenta del Novecento, facendo parte, seppur tardivamente, di quel gusto pittorialista, che improntò la fotografia ai massimi livelli all’inizio del secolo e che fece del nudo en plein air uno dei soggetti più raffigurati, contribuendone a farne oggetto d’arte.

La vie parisienne, rivista simbolo di questa rivoluzione, di gusto e valori nella società, dall’inizio del secolo riproduce in ammiccanti copertine, realizzate da noti artisti, belle ragazze che interpretano anche le gioie e i benefici della vita all’aperto, del mare e della montagna: sci, slitta, alpinismo. Proposte spesso per lo più immaginarie, figure che popolano un universo onirico, ma dai tratti alquanto seducenti.

La fotografia, quasi nello stesso periodo, raggiunge le Alpi, le valli, i dirupi e le rocce con inattese “visioni” che, dal segreto degli atelier dei fotografi, dove fino al 1880 erano state relegate le fotografie di nudo per la natura mimetica dell’apparecchio fotografico considerato incompatibile con il principio del “bello ideale” antico, aprono un’infinità di stanze chiuse all’aperto, per andare in posa in uno scenario naturale dalle molteplici possibilità.

Comunicato Museomontagna

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