Festa per il 150° CAI della Sezione di Bologna con Kurt Diemberger

Sabato 7 settembre si è svolto un piacevole pomeriggio a Monte San Pietro che ha visto l'intervento, oltre a Kurt, anche del giornalista Roberto Mantovani

Mantovani e Diemberger

Kurt Diemberger è stato l'ospite speciale del pomeriggio di sabato 7 settembre all'Abbazia della Badia di Monte San Pietro (Bologna), pomeriggio nel quale la Sezione CAI di Bologna ha voluto rendere omaggio al 150° anniversario del CAI. Il celebre alpinista, scrittore e cineasta delle alte quote, nonostante il passato importante, non ha smesso di andare in montagna e, soprattutto di parlare della montagna, soprattutto ai giovani.

A Monte San Pietro ha mostrato alla platea degli spezzoni di suoi documentari girati sul K2, raccontando l'esperienza vissuta con aneddoti interessanti. Ha sottolineato per esempio la resistenza di cammelli e cammellieri, anche sulla neve, e la fatica di trasportare tutto il materiale ad alte quote quando non erano disponibili portatori. “Anche se oggi abbiamo a disposizione i satelliti”, ha concluso Kurt, “per studiare i luoghi, gli occhi e la presenza dell'uomo resteranno sempre insostituibili”.

Il pomeriggio è iniziato con i saluti del Sindaco di Monte San Pietro Stefano Rizzoli, della Presidente della Sezione di Bologna Barbara Benvenuti e del Presidente del Gruppo regionale Emilia Romagna Vinicio Ruggeri.

E' stato poi il turno del giornalista Roberto Mantovani il quale ha fatto un interessantissimo intervento sulle origini dell'alpinismo. “Le Terre alte hanno cominciato a interessare gli studiosi a partire dal '700, con l'avvento dell'illuminismo, in precedenza infatti le montagne erano viste come luoghi orrendi, mostruosi, da evitare. Con l'illuminismo crebbe nei filosofi e nei letterati l'interesse per l'origine del mondo dal punto di vista scientifico, senza delegare a Dio i processi di trasformazione del nostro pianeta e, di conseguenza, anche per le alte vette. Sono stati gli scienziati quindi i primi alpinisti. Con l'Ottocento e l'avvento del romanticismo scalare le montagne diventa un piacere, un godimento, e la montagna diventa da orrenda a bella, addirittura sublime".

Il piacevole e interessante pomeriggio si è concluso con l'intervento del Direttore di Montagne 360 e de Lo Scarpone Luca Calzolari, che ha fatto una panoramica sul CAI al giorno d'oggi, “diventato uno stakeholder della montagna che, oltre a promuovere una frequentazione consapevole delle Terre alte e la tutela dell'ambiente, intende salvaguardare gli usi e la cultura degli abitanti delle montagne italiane".

L''esibizione del Coro CAI Bologna ha chiuso la manifestazione, alla quale è seguito un abbondante rinfresco.

Per vedere le foto http://www.flickr.com/photos/loscarponecai150/sets/72157635444386563/

Lorenzo Arduini

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