Escursione sul Bojano, una grande festa con un grave lutto

Il 7 aprile scorso, dopo il successo dell'escursione organizzata nell'ambito dei 150 casi TAM, è venuto a mancare il socio di Bojano Paolo Molino

Dice Laura, nuova socia (iscritta da venerdì 5 aprile) alla sua prima uscita CAI: ”L’escursione di domenica scorsa sarà sicuramente la prima di una lunga serie! È stata una bella giornata, ben organizzata – non so come abbiate fatto visto il numero dei partecipanti! – ho conosciuto diverse persone simpatiche ed interessanti, insomma da ripetersi!”

Nelle parole di Laura si possono leggere in filigrana i principali valori del CAI: l’avvicinamento alla montagna, la cultura dell’ambiente, l’andare in sicurezza e l’ispessimento della socializzazione.
Ho voluto capitalizzare il report emozionale di Laura per celebrare l’Evento di domenica: all’uscita “Bojano: i borghi abbandonati” hanno partecipato 105 persone, tra cui 98 soci e sette non soci. Altro che “abbandonati”: domenica quei borghi sono stati posseduti da una teoria composita di persone entusiaste e sorridenti, provenienti dalle sezioni di Campobasso, Bojano ed Isernia.

In una partecipazione da gara podistica di richiamo, insomma, sono stati annullati i campanili delle sezioni per vivere in armonia culturale, grazie all’architetto Oreste Muccilli, quel percorso di terra e mura storiche tracciato magistralmente dalla cosiddetta “sottosezione” (ovvio, solo per vincoli gerarchico-burocratici) di Bojano.

Tanti complimenti, dunque, al Presidente Nicola Malatesta, al referente AE Tonino D’Alessandro e a tutti gli accompagnatori per il successo da annali del CAI Molise (sono numeri da grandi sezioni)!
E un grazie a tutti i partecipanti, per l’entusiasmo con cui hanno vivificato i colori della natura e dell’architettura che hanno sfiorato, contribuendo alla grande riuscita dell’escursione.
Cari soci partecipanti e “n meno 98” soci non partecipanti celebriamo idealmente tutti insieme (rivisitando i primi e immaginando i secondi) l’uscita di domenica: “A noi del CAI!”.
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Mentre stavo per cliccare in sequenza su “Ccn”, “Soci CAI”, “tutti” e “invia” è squillato il telefonino e mi è arrivata una notizia ferale: “Hai saputo di Paolo Molino?”; ho risposto “No, perché?”. “È morto!”.

Ho preso a tremare e fare quelle riflessioni precipitose sulla vita come sempre accade in questi casi perché, pur conoscendone i problemi di salute,  non sei mai pronto ad accettare la morte di  un giovane del 1969.
Ho avuto la fortuna di apprezzare Paolo, socio AE della sottosezione di Bojano, durante l’escursione “Sentiero del Centenario” sul Gran Sasso, tre estati fa: era sempre pronto ad aiutarti nei tratti più difficili; a tavola era un piacere specchiarsi nel suo viso tondo da buongustaio. L’ho avuto, inoltre, come coinvolgente docente, l’anno scorso, nel corso ASE, nell’ambito del quale ha tenuto una lezione sulla “conduzione dei gruppi”.

Impedito da una camicia di forza di brividi e con i polpastrelli di ghiaccio, sono stato tentato di non inviare più l’e-mail celebrativa dell’uscita di domenica, ma poi, dopo una seria riflessione, ho pensato di proseguire aggiungendo  questo secondo brano scritto in nero.

Perché? Perché Paolo era uno di noi, che amava la montagna ed il CAI, e sarebbe stato contento di celebrare il successo dell’escursione di domenica organizzata dalla “sua” sezione.  Non era presente solo a causa del suo precoce “malechenonlasciascampo” e, forse, ha scelto di andarsene proprio ora, dopo aver “condotto” dal suo letto l’escursione più partecipata della storia del CAI Molise.

A questo punto però, in segno di lutto, rinuncio ad allegarvi le foto di domenica, contenenti immagini colorate e festose, che striderebbero con il grigio che ha occupato in modo prepotente l’orizzonte emotivo.

Nella convinzione che lui dalla prossima uscita ci sarà sempre, chiedo ai referenti di scrivere “+ 1” nella sezione NUMERO PARTECIPANTI della relazione post-escursione.
“Pablo è vivo!”

Claudio Struzzolino
Presidente CAI Campobasso

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