Eliski, anche in Italia verso una regolamentazione "stringente e rigorosa"

Il Ministero delle Infrastrutture ha risposto in maniera positiva all'Interrogazione presentata dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera Realacci che, su Facebook, cita anche il CAI.

Foto pubblicata su Facebook da Realacci

13 gennaio 2017 - Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha risposto positivamente all’Interrogazione presentata da Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera, per chiedere che l’Italia vieti l’eliski.
E' stato lo stesso Realacci ad annunciarlo ieri sul proprio profilo Facebook. Ecco il testo del post.

“Buone notizie sul fronte eliski: in risposta a una Interrogazione presentata da me e dal collega Borghi il Governo si impegna ad una regolamentazione rigorosa

Un passo avanti importante per vietare o limitare fortemente l'eliski anche in Italia con una regolamentazione stringente. L’eliski è una pratica pericolosa per sciare fuoripista che utilizza l'elicottero come mezzo di risalita ed è considerata «non adatta alle Alpi per ragioni ambientali» dalla Commissione internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA) e per questo vietata o limitata negli altri Paesi alpini europei.
Il Ministero delle Infrastrutture oggi rispondendo a una Interrogazione presentata da me e dal collega Borghi, anche su sollecitazione di Beppe Leyduan, Carlo Alberto Pinelli, Mountain Wilderness e CAI, ha annunciato l’intenzione di definire, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e gli Enti territoriali coinvolti, un rigido sistema regolatorio per l’eliski in linea con quanto indicato dalla CIPRA e con quanto già posto in essere dagli altri Paesi alpini europei.
Il MIT condivide infatti la necessità di regolamentare con chiarezza e in modo uniforme su tutto il territorio nazionale l’utilizzo dell’eliski, vista la pericolosità di questa pratica per l’uomo e l’ambiente. Usare l’elicottero come mezzo di risalita crea infatti il rischio del possibile distacco di valanghe causato dai rotori o dall'azione degli sciatori che, peraltro, non testano la compattezza della neve durante la salita ignorando così le condizioni dei pendii che si accingono a percorrere. L’eliski è poi fonte di un forte inquinamento acustico che disturba la fauna alpina in un periodo dell’anno in cui diverse specie sono già messe a dura prova dai rigori del clima.
Per questi motivi l’eliski comincia ad essere vietato anche in alcuni comuni italiani. Il piccolo centro di Balme nelle valli di Lanzo (To), ad esempio, si è impegnato a inizio dicembre con una delibera a non autorizzare sul suo territorio la pratica dello sci con l’elicottero, né l’utilizzo di altri mezzi come quad, moto, fuoristrada e motoslitte.
Regolamentare in modo rigoroso questa pratica significa garantire maggiore sicurezza alle persone e permette di puntare su un turismo più sostenibile e sempre più attrattivo per il futuro".

Red

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