Educazione motoria nella foresta delle streghe

Quei giochi verticali sul masso errante “piovuto” dal Cistella...

Lezioni di arrampicata

Giochi verticali nel cuore della foresta, in una montagna rurale che certo non aspira a essere "griffata". L’occasione, nei bellissimi boschi della Valle Antigorio (Alpi Lepontine) che un tempo si credevano popolati di streghe, riguarda i ragazzi che trascorrono le vacanze tra queste montagne. E’ bastato attrezzare il Sass Giana, un voluminoso monolito di gneiss, facendovi scorrere le corde da arrampicata. Ma non si sarebbe realizzato questo piccolo miracolo a costo zero (per la comunità) senza la passione e l’ostinazione della guida alpina Paolo Stoppini e di Graziano Biancossi di Viceno, innamorato delle sue montagne, che zitto zitto ha creato un’incantevole area attrezzata per l’arrampicata dei giovanissimi liberando dall’abbraccio della foresta il masso errante e dotandolo di attrezzature per le soste e le calate. Un caso di recupero da segnalare, perfettamente compatibile con l’ambiente, certamente “esportabile” in altre aree.

IN RICORDO DI GIANNA. Ora il Sass Giana, dedicato a Gianna Giacomelli, una ragazza milanese scomparsa in montagna, appartenente alla famiglia Pronzati molto conosciuta in zona, è una realtà. E potrebbe diventare una formidabile e utilissima attrazione se solo godesse con maggiore convinzione del sostegno delle istituzioni. “Alla nostra iniziativa", spiega Stoppini, "hanno per ora aderito alcune scolaresche dell’Antigorio. Altri comuni dell’Ossola sostengono di non avere i mezzi per mettere a disposizione gli indispensabili pulmini e mandarci qui i ragazzi, a 1200 metri di quota, in un contesto ambientale ideale per l’educazione motoria. Peccato, soprattutto per i ragazzi costretti a mangiarsi il caldo delle pianure”. (Video)

VINCERE LA PAURA. Su questo monolito piovuto la notte dei tempi dal sovrastante Cistella, a turno i giovanissimi affrontano per la prima volta in vita loro la verticalità. Le lezioni si susseguono anche con i bambini in equilibrio su grossi tronchi o sulla fettuccia della slackline. E alla fine della giornata, per la soddisfazione di tutti, è previsto un volo, debitamente imbragati, su una teleferica allestita dallo stesso Stoppini. “I ragazzi benché nati e cresciuti in un contesto alpino”, spiega ancora Stoppini, “arrivano quassù incapaci di muoversi su un terreno che non abbia le caratteristiche familiari di un campo di calcio. E qui imparano a sfruttare le asperità della roccia, a mettersi alla prova, ad affrontare le difficoltà, a non arrendersi. E’ un gioco, questo, che fa vincere la paura del vuoto, che stimola la fiducia nell’altro”.

IL GIGANTE DI PIETRA con i suoi corrugamenti che lo fanno assomigliare a un pachiderma addormentato accoglie i piccoli scalatori che a turno affrontano, imbragati e muniti dell’indispensabile casco, le difficoltà dell’arrampicata e l'ansia della successiva calata nel vuoto. Era pressoché invisibile quel gigantesco roccione di gneiss e c’è voluto l’occhio esperto di Graziano per valutarne le potenzialità arrampicatorie. E indispensabile è stata la sua dedizione per liberarlo da muschi, alberi e arbusti. Dopodiché Stoppini ha provveduto alla tracciatura dei vari monotiri per la gioia di giovani e giovanissimi. Il monolito è raggiungibile da Foppiano (dove si lascia l’auto al termine della strada che sale da Crodo) in circa dieci minuti, lungo una pista consortile che entra pianeggiando nel bosco e diventa ben presto un ampio sentiero.

ABILITA’ MOTORIE. “Questa attività ludica rivolta a bambini fra i 6 e i 14-15 anni”, precisa Stoppini, “ha il pregio di favorire il potenziamento delle abilità motorie, senso-motorie e, in ultima analisi, anche di quelle più propriamente cognitive, stimolando in positivo tutto il sistema nervoso. È per questo che in paesi europei molto attenti al potenziale educativo e formativo dello sport, l’arrampicare è un’attività che viene sostenuta e incentivata sin dalla scuola per l’infanzia. Mentre qui da noi è già tanto se qualche privato ti dà generosamente una mano con piccoli contributi per l'acquisto di caschi e imbragature”. 

NUOVE PROSPETTIVE. Il protocollo d’intesa tra CAI e Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MUIR) di cui da notizia il portale del Club alpino richiama obbligatoriamente l’attenzione su iniziative come questa della Valle Antigorio che ben s’inquadra nello spirito del documento: vi si fa riferimento al tema dell'educazione ambientale, già riconosciuto nel precedente documento d'accordo, cui ora si affianca il tema dell'educazione motoria, con particolare attenzione all'attività di arrampicata. E la speranza è, più che mai, anche alla luce dei nuovi accordi con il ministero, che il Sass Giana non rimanga un esempio isolato.

Ser

 

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