Ecco "Il Cusna" d'autunno, il nuovo numero del periodico del CAI Reggio Emilia

Tanto Appennino (in particolare l'evento sul Sentiero Italia CAI di Prato Spilla), oltre a una serie di escursioni realizzate nel corso della primavera e della estate scorse, dalla Provenza alla Valtournanche.

La copertina del nuovo numero de "Il Cusna"

10 ottobre 2019 - È uscito il numero autunnale de Il Cusna, il trimestrale del Cai Reggio Emilia diretto da Alberto Fangareggi. È un numero dedicato all’Appennino, all’alpinismo e a una serie di escursioni realizzate nel corso della primavera e della estate scorse, dalla Provenza alla Valtournanche.

Il periodico si apre con l’editoriale del Direttore Alberto Fangareggi con il tema della educazione alla montagna «che deve andare oltre la preparazione fisica e la tecnica di salita».
Enzo Zannoni, reggente della Sottosezione Val d’Enza-Geb, in “Il Cammina Italia CAI, il sentiero dei sentieri” descrive il passaggio della staffetta Italia dagli emiliani ai liguri a Prato Spilla, avvenuta, i primi di luglio, in presenza di tanti escursionisti e di un family Cai divertente e divertito. Il Sentiero Italia CAI, scrive Zannoni, è una «grandiosa e particolare opera che farà incontrare e conoscere gente nuova e forse aiuterà chi la percorre a diventare un po’ migliore».

Nella rubrica La Libreria del bosco vecchio si può leggere “Sedla”, un racconto tra il noir e il fantastico di Silvano Scaruffi, scrittore guardiadiga di Ligonchio autore di libri dallo stile narrativo “lievemente sgangherato”, scritti in un italico attento e curato che, nei momenti giusti, sfiora e si confonde con la parlata ligonchiese.

Molto interessanti sono gli appunti di Fabio Corradini sulle ragioni intrinseche ed estrinseche che hanno portato al recupero e restauro del Bivacco Zambonini, o Capanna Vallestrina. «Adesso alla capanna - scrive Corradini - c’è l’occorrente per fermarsi in tutte le stagioni, anche per preparare un buon caffè e una pastasciutta, per scaldarsi accendendo la stufa e dormire una notte intera, vicino un prato d’altura solcato da ruscelli e incorniciato da due verdi vette tagliate a metà dal Passo di Vallestrina».

Delle emozioni provate una notte al Bivacco dalla cui «finestra si vede il bosco, dalla porta la natura aperta, vasta, colorata in una singolare assenza di movimento, in una condizione di quiete diffusa» narra invece Marina Davolio che è anche curatrice della Libreria del bosco vecchio dedicata in questo numero d’autunno ai tanti libri di Silvano Scaruffi e in modo particolar al romanzo imprescindibile per chi ama le storie scritte bene e ricche di significato come “Le pecore si contano a maggio”.

Un articolo di Marco Ligabue, giovane alpinista, parla della conquista della cima della Tosa del Brenta, un altro di Giovanni Codeluppi e Davide Iotti della loro voglia di quota, un altro ancora di Alberto Fangareggi di una salita estiva all’Hasenohr.

Claudio Bocchi in “Lunae montes” descrive profonde e poetiche riflessioni alle amate Apuane, mentre Giuseppe Cavalchi racconta delle Val Grande che ha visto e Carlo Possa della Val Grande che non ha mai visto. In entrambi i casi viene raccontata una Val Grande «selvaggia e primordiale, qualcosa che entra nello spirito e nel corpo, che regala vertigini sconosciute, qualcosa che fa pensare di essere il Re del Mondo, o il primo essere umano a passare di lì».

Infine Miria Bellotti illustra un trekking in Valtournanche, da Chamois ai Laghi Cime Bianche, passando dalla Val d’Ayas, e Silvia Degani insieme a Daniele Canossini parlano della Provenza da loro camminata nella primavera maggiolina e dei suoi colori, sapori, profumi, paesaggi…
In un ricco notiziario sono infine presentate alcune importanti iniziative di sezione, tra queste l’apertura della nuova sede in via Caduti delle Reggiane 1H, Reggio Emilia.

CAI Reggio Emilia

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