Didattica attiva in ambiente: con il CAI per conoscere e per scegliere

Le riflessioni del Presidente della CCTAM Di Donato dopo il corso per insegnanti in Sardegna: "CAI, scuola e soggetti culturali per il ripristino in chiave ambientale, didattica e sostenibile dei luoghi dell'industria mineraria".

I docenti partecipanti al corso

8 ottobre 2019 - Dopo aver seguito, dal 2 al 6 ottobre 2019, le intense giornate di studio e approfondimento del Corso Cai per docenti l'interrogativo sorge spontaneo.
L'attività estrattiva ha trasformato in modo significativo territorio e paesaggio ricompresi nell'attuale Parco Geominerario Storico e Ambientale di Sardegna.

Un'attività che ha introdotto il duro mestiere di minatore, la cui vita era breve e rischiosa. Il rumore, l'assenza di luce, la polvere, il lavoro senza soste e senza tutela, hanno segnato la storia di generazioni di abitanti. La Sardegna è stata sfruttata per le estese foreste abbattute e per i minerali prelevati. Il processo estrattivo e gli scarti di lavorazione hanno contaminato il territorio; i villaggi minerari sono abbandonati, i paesi spopolati. Gli impianti dismessi, di grandi dimensioni, oramai fatiscenti e scheletrici sono evidenti detrattori ambientali.

Carbonia, cittadina a sud ovest dell’isola ha il difficile compito di aver ospitato la più grande Miniera d'Italia con oltre 50 mila persone coinvolte.
Quintino Sella, allora Ministro delle Finanze, giunto in Sardegna per compilare una relazione sull'industria mineraria, ha lasciato tracce evidenti nella formazione e documentazione, con interventi diversi e la fondazione, alla fine dell'800, della Scuola e del Museo Mineralogico ad Iglesias. Intervento simile voluto anche ad Agordo, che sottolinea ruolo e valore delle scienze nella comprensione dei fenomeni naturali di tutt'Italia.

Oggi la presenza di Musei e la capillare operosità di Associazioni e volontari aiuta a conservare e trasformare gli elementi identitari di questa estesa industria mineraria. Il sistema delle Aree Protette e i siti diffusi del Geoparco Unesco e di Rete Natura 2000 rappresentano un volano per il ripristino in chiave didattica e sostenibile dei luoghi.

Anche il Cai interviene nel progetto di recupero ambientale. La Rete Escursionistica e i Sentieri per Conoscere muovendosi a piedi, favoriscono un intreccio tra Patrimonio Naturale e Patrimonio Culturale. Tra gli obiettivi del Cai: il contrasto alla perdita di biodiversità, al consumo di suolo, all’inquinamento, in scia con le direttive della CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile) e Agenda 2030.

I Corsi del Cai per docenti coinvolgono i piccoli comuni, svolgono esperienze e raccolgono suggerimenti da riportare nelle sedi di provenienza. Gli insegnanti sono l'anello di congiunzione tra il mondo dei giovani, la conoscenza acquisita con le progressive fasi scolastiche e il "reale" dato dall'ambiente attorno a noi.

Educazione ambientale, attenzione al clima e un’intelligente accoglienza turistica – per la Sardegna, terra degli antichi nuraghi – sono elementi imprescindibili per un futuro ricco e sostenibile.

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM del CAI

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