Da genitore ad Accompagnatore: le prospettiva di un papà del CAI Vittorio Veneto alla scoperta di "mondi" nuovi

Dai racconti dei figli al ritorno delle escursioni, allee prime uscite come papà - Accompagnatore, fino ad arrivare al corso per il titolo vero e proprio: "organizzare gite non è certo una banalità".

La famiglia di Alessandro Benedetti

29 settembre 2017 - Alcuni anni fa mi venne la voglia di far vivere a Lorenzo la sua prima esperienza con l’Alpinismo Giovanile del CAI, allora aveva appena otto anni. Era uno tra i più piccoli.
Ad essere sincero è stata più una mia voglia di fargli cogliere questa splendida occasione. Poter andare in montagna con altri amici, in sicurezza e non ultimo imparando come andare in montagna. Volevo, in definitiva, che iniziasse i suoi primi passi accompagnato da persone competenti, in grado di trasmettere piano piano la passione e, di pari passo, il rispetto per la montagna.

Anche io ho trovato fortuna nel fare il mio primo Corso Roccia con gli Istruttori della Scuola di Alpinismo di Vittorio Veneto. E’ stato un bel corso bello per i corsisti/amici con i quali ho condiviso “gioie e sofferenze” e importante per l’incontro con il direttore del corso Fiorenzo “Fiore” Bottega (oggi istruttore nazionale). Così è nata la mia amicizia con il CAI di Vittorio Veneto. Qui ho trovato “l’aria giusta”, l’aria di montagna, l’aria che avrei voluto respirassero anche i mie figli… ah, a proposito… per la cronaca, ne ho 3, di figli, e santa Simona (mia moglie) che non solo ci sopporta, ma fa i “salti mortali” per consentirci di frequentare la montagna!

Ma ritorniamo al mio iniziale desiderio di avviare i miei figli alla montagna e all'alpinismo. Lorenzo, dicevo, ha iniziato a frequentare il gruppo AG, seguito, appena raggiunta l'età, dal fratello Francesco. Ecco che dopo alcuni incontri in sede (le serate di presentazione delle uscite) e al parcheggio del supermercato (punto di ritrovo partenza gita/escursione) incomincio a conoscere piano piano Devis, Agostino e Michele (ironia della sorte, Michele è stato un mio compagno di quel Corso Roccia “gioie e sofferenze” ).

Al ritorno a casa, chiedendo come è andata l’escursione ai miei figli Francesco e Lorenzo, scopro con piacere che mi raccontano non solo del panorama o della fatica fatta, ma anche che hanno imparato nozioni di montagna ed ambiente, di come è importante il comfort (come vestirsi, cosa mangiare), di orientamento e altre nozioni proprio non scontate. Stavano facendo Alpinismo, stavano diventando ragazzi in grado di farsi accogliere dalla montagna in sicurezza.

Ho incominciato a sentire che questa realtà è importante e deve essere sostenuta, aiutata per poter dare occasione a sempre più ragazzi di vivere la montagna. Non da ultimo mi sentivo in sintonia con gli Accompagnatori… Così, quasi in sordina incominciai le mie prime uscite come papà-accompagnatore, e qui scopro un mondo nuovo. Un mondo di chiacchiere e di risate, di racconti dei ragazzi, del loro modo di vedere/vivere la vita (quali interessanti prospettive si presentano!)… un mondo in cui ci sono le piacevoli conversazioni tra noi adulti, ma anche le situazioni critiche da superare. Un mondo di competenze e professionalità, perché i ragazzi devono essere capiti, gestiti ed accompagnati a superare le proprie difficoltà, i propri limiti.

Dopo le prime uscite come papà-accompagnatore raccolgo con entusiasmo la proposta di Devis di intraprendere il percorso di accompagnatore vero e proprio. Non sono mancati i moniti e avvertimenti che sarebbe stato un percorso impegnativo, che avrebbe sacrificato anche tempo alla famiglia!

E anche qui scopro un mondo nuovo, invisibile a chi non ne fa parte. Scopro che organizzare le “gite” non è affatto un banalità. Per garantire la sicurezza ma anche stimolare la curiosità dei ragazzi si devono scegliere percorsi adatti alle loro età, “gambe” e capacità… percorsi giusti per iniziare, o per continuare un percorso di crescita, o funzionali ad imparare qualcosa.
Così è iniziato il mio percorso ed incontro con il magico gruppo di AG (Alpinismo Giovanile), ci vediamo alle prossime uscite!

Alessandro Benedetti

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