CAI Catanzaro, correva l'anno 1878...

La prima di tre serate nella sezione di Catanzaro ripercorre la storia del Cai dalle origini a oggi, sia in Calabria (a Catanzaro è aperta la prima Sezione della regione), che a livello nazionale.

L'intervento di Antonino Falcomatà

29 gennaio 2019 - La storia del Club Alpino Italiano, la sua organizzazione di ieri e di oggi e la sua articolazione sono stati i temi trattati lo scorso venerdì 25 gennaio, nel primo dei tre incontri programmati presso la sede del CAI di Catanzaro in Piazza Duomo, che ha visto la partecipazione di molti soci ma anche non soci.

I lavori coordinati dal socio Antonio Biamonte, responsabile della Commissione Escursionismo della Sezione di Catanzaro, si sono aperti con l'intervento di Antonino Falcomatà già presidente regionale e rappresentante delle associazioni di protezione ambientale nell’Ente Parco nazionale dell’Aspromonte e sono proseguiti con l'entusiasmante relazione del socio seniores Cai di Catanzaro, Vittorio Luzzo.

Falcomatà ha ripercorso la crescita del Club Alpino Italiano dalla sua fondazione avvenuta nel lontano 1863 ad oggi, con le attuali 510 sezioni e 310 sottosezioni, dislocate in tutto il territorio nazionale. Lo stesso Falcomatà ha poi sottolineato come il CAI fin dalle origini abbia sempre conservato anche nella propria strutturazione organica, il proprio carattere nazionale presente nell'idea fondante, alla quale partecipò, tra gli altri, il nostro conterraneo, Giovanni Barracco,  "a rappresentare l'estrema Calabria di cui è oriundo e deputato", come sottolineò Quintino Sella, primo presidente e fondatore.

Si è passati poi a ripercorrere la storia delle Sezioni calabresi, la prima, nata nel 1878, proprio a Catanzaro ad opera di Giovanni Barracco, ed a seguire quella di Reggio Calabria nel 1932, quella di Cosenza nel 1934, quella di Castrovillari nel 1999 e quella di Verbicaro nel 2013.

L'intervento di Vittorio Luzzo si è incentrato a ripercorrere, in particolare, la storia della rinata Sezione di Catanzaro a cominciare dal 1990 ad oggi, ricordando, con coinvolgente entusiasmo dei presenti, le innumerevoli idee, proposte, iniziative sostenute nel corso degli ultimi decenni, animate dall'unico scopo di puntare allo sviluppo di un territorio, quello della montagna locale, calabrese in genere, appunto, ricco di opportunità purtroppo ancora oggi poco sfruttate

In linea con lo scopo statutario volto alla conoscenza, allo studio in ogni sua manifestazione, nonché alla difesa dell'ambiente montano, è stato ricordato l'importante contributo che la sezione CAI di Catanzaro, con i suoi soci, sta offrendo al progetto Sentiero Italia, che consiste nell'unire tutte le regioni italiane in un unico itinerario escursionistico, quasi a voler significare "un grande abbraccio", simbolicamente rappresentato dalla dicitura S.I. e segnato con i colori bianco e rosso, con cui sono stati segnati anche i sentieri del Parco della Biodiversità Mediterranea della nostra città

La panoramica offerta dai relatori ha promosso diversi spunti di discussione, che hanno introdotto le tematiche che saranno approfondite negli ulteriori due incontri già programmati per i venerdì 22 febbraio e 29 marzo. Infatti, è emerso in maniera chiara come l'esperienza di vivere la montagna quale momento di pura evasione, oggi più che mai, necessita di regole rigorose, per diffondere e fare propria la cultura del rispetto dell'ambiente e delle persone per vivere la montagna in piena libertà e sicurezza.

Antonio Biamonte
CAI Catanzaro

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