Conferenza nazionale Presidenti regionali e provinciali Cai "Parchi nazionali, regionali e aree protette"

Pubblichiamo l'articolo di Filippo di Donato sulla conferenza svoltasi il 21 febbraio 2015

Il Parco Nazionale dello Stelvio

I Parchi sono Enti territoriali che interessano l'intera Italia, in ogni Regione, e quindi il sistema montuoso delle Alpi, d'Appennino e nelle isole.
• L'Italia, dopo l’approvazione della Legge 394, dagli ultimi posti in Europa in quanto a quantità di superficie tutelata (terra e mare) si è portata ai primi e questo proprio con l'istituzione delle aree protette. Questa scelta del legislatore ha comportato una diversa attenzione ad abitanti, specie animali e vegetali, individuando importanti habitat di interesse comunitario.

L'Italia è sede di un patrimonio culturale, frutto di un'integrata presenza dell'uomo, sedimentata negli eventi storici, che si affianca a un patrimonio naturale con più della metà delle specie vegetali ed un terzo della fauna presente nel continente europeo.
• Si tratta di un patrimonio eccezionale del quale la montagna è grande portatrice e che merita la nostra attenzione e consapevolezza in quanto storia, natura, cultura e arte delle "terre alte" troppo spesso sono sottovalutate e quasi mai valorizzate nella giusta misura.

La montagna è determinante per la conservazione della biodiversità, tema di grande attualità verso il quale si stanno concentrando numerose iniziative internazionali e interessi scientifici. A questa si affianca il valore del paesaggio in tutte le sue possibili declinazioni.
• In evidenza i progetti di reintroduzione con Orso bruno, Stambecco e Gipeto sulle Alpi, Pollo sultano e Grifone in Sicilia (questo anche in Appennino), Falco pescatore in Maremma, Camoscio d'Abruzzo, avviato dal PN Abruzzo, Lazio e Molise (insieme al Club Alpino Italiano negli anni '90) sugli altri Parchi montuosi d'Abruzzo, esteso successivamente in altre zone d'Appennino (come sui Sibillini). La riuscita di questi progetti è avvenuta grazie alla presenza delle Aree protette, spesso insieme alle associazioni ambientaliste e sempre supportate dal mondo scientifico.

I Parchi di montagna sono quindi un mezzo per contenere il progressivo degrado di ambienti appetibili a proposte speculative secondo logiche spesso impattanti e consumistiche, giustificate nel nome di un omnicomprensivo "sviluppo", i cui segni in ambiente sono fortemente evidenti e sostanzialmente non reversibili.
Nei Parchi, per finalità istitutive, non sono ammessi eliski e mezzi motorizzati sui sentieri (tutela attiva).
• La montagna è ambiente fragile che merita ogni possibile attenzione e grande ricorso al "principio di precauzione".
• Le attività e la permanenza in montagna vanno aiutate poiché in montagna la produzione del reddito è più difficile e i servizi tendono sempre a ridursi (istruzione, sanità, mobilità).
Il Cai, associazione radicata nel tempo e capillarmente presente, può favorire la sperimentazione di nuovi modelli microeconomici, che alla tutela ambientale affianchino nuove opportunità di sviluppo sostenibile (tali da consentire la permanenza dell'uomo in montagna. Patto con la montagna e con chi vi abita).
• La sostenibilità chiede scelte tali da garantire la fruizione delle risorse alle generazioni future.
• Di riferimento il Manuale Cai " Montagna da vivere - Montagna da conoscere: per frequentarla con rispetto e consapevolezza"
Il Cai si offre alla montagna a vari livelli: nazionale e con gli OTCO; regionale, con i GR e gli OTTO; sezionale con i direttivi e le commissioni.
• Il ruolo e l'operatività del Cai, etica e scopi, sono in linea con le finalità istitutive dei Parchi.
Cai, aree protette e montagne concorrono a conservare la biodiversità e la cultura locale aiutando il paese a uscire dalla crisi.
• Il Cai è presente per storia, per tradizioni e valori etico-morali fondativi.

Ai Parchi il compito di informare, condividere e coinvolgere le comunità locali e la popolazione nel ruolo attivo decisionale, per far crescere il senso delle identità culturali e di appartenenza. Considerando la crescente domanda di ospitalità dei prossimi anni, la Carta europea del turismo sostenibile (CETS) rappresenta uno strumento efficace. C'è poi la coesione con le Associazioni di volontariato che, nel caso del Cai, garantisce servizi essenziali come la gestione di un Centro visita e poi interventi sui sentieri e nei rifugi.

Il Cai ha sottoscritto intese con 12 Parchi nazionali iniziando 1997
- 1997 PN Dolomiti Bellunesi
- 1998 (3 Parchi) PN delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, PN del Gran Sasso e Monti della Laga e PN della Maiella
- 1999 PN Monti Sibillini
- 2001 PN Cilento e Vallo di Diano
- 2009 (3 Parchi) PN dell'Appennino Tosco-Emiliano, PN d'Abruzzo, Lazio e Molise e PN della Sila
- 2011 PN Pollino
- 2013 (2 Parchi) PN delle 5 Terre e PN dell'Arcipelago Toscano.
• a queste si devono aggiungere le intese regionali (cito l'esempio dell'Umbria e della Liguria, in relazione con tutti i Parchi) e poi c'è la Sicilia che per il Cai (dopo il riassorbimento della Riserva Corno Grande di Pietracamela e dell'area faunistica del Camoscio d'Abruzzo) è rimasto l'unico esempio nazionale di gestione di ben tre aree protette legate all'ambiente ipogeo.

Attualmente i Parchi Italiani sono in ripresa, dopo un periodo di forte stagnazione, legato alle vicende delle modifiche dalla LQ 394/91, a seguito delle nomine dei CD dei Parchi (emblematico il caso del PN Gran Sasso e Monti della Laga che è rimasto otto anni senza CD).

Il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha nominato i Consigli Direttivi di 9 parchi nazionali:
• in data 29.12.2014, i CD dei Parchi: Appennino Lucano - Val d’Agri - Lagonegrese; Appennino Tosco Emiliano; Gran Sasso e Monti della Laga; MaJella; Circeo; Val Grande; Foreste Casentinesi; Arcipelago Toscano.
• in data 08.01.2015 il CD del Parco delle Dolomiti Bellunesi
• per i seguenti Parchi è in corso la definizione delle designazioni: Monti Sibillini, Aspromonte, Pollino, Alta Murgia, Gargano, La Maddalena, Asinara, Abruzzo Lazio Molise, Cinque Terre.
• per il Parco del Gran Paradiso è in atto la procedura separata prevista dall’art. 2 del D.P.R. 73/2013; è stata raggiunta l’intesa ivi prevista con le Regioni interessate Piemonte e Val d’Aosta.
Si evidenzia che:
i Parchi della Sila, del Cilento e del Vesuvio sono Commissariati; alla nomina dei Consigli Direttivi potrà procedersi ad avvenuta nomina del Presidente del Parco.
• per il Parco dello Stelvio è in corso la procedura per l’attribuzione di funzioni statali e dei relativi oneri finanziari alle Province autonome di Trento e di Bolzano e alla Regione Lombardia (Legge 27.12.2013 n.147- art.1 comma 515; Legge 11 agosto 2014, n. 116, di conversione del D. L. 24 giugno 2014, n. 91). Per il Parco dello Stelvio il Cai è fortemente impegnato contro lo smembramento dello stesso e per un pieno riconoscimento della gestione secondo le indicazioni della LQ 394/9, ponendo attenzione alla stesura del Piano del Parco e del Regolamento.
• per il Parco dei Sibillini, a seguito di incontro con Cai nazionale con Presidente e Direttore, si stanno ridefinendo le norme di collaborazione con i GR Cai Marche e Umbria.
• per il Parco del Matese si vuole risolvere l'anomalia di una montagna tutelata solo sul versante della Campania (Parco da estendere anche in Molise).

Dal tavolo di concertazione tra le Associazioni ambientaliste il Cai ha visto riconosciuta la presenza in 5 CD dei Parchi nazionali: Totolo per il PN Valgrande, Cervi per il PN Foreste Casentinesi, Collavo per il PN Dolomiti Bellunesi, Falcomatà per il PN Aspromonte e Della Rocca per il PN del Cilento e Vallo di Diano. I primi tre sono stati già nominati; per il PN Aspromonte le nomine sono in corso, per il PN del Cilento si deve uscire dalla fase di Commissariamento.
• Va ricordato che il nominato Cai lo è per nome e per conto di tutte le Associazioni.
• Il Consiglio Direttivo del Parco è lo strumento centrale del Parco in quanto programma, definisce gli obiettivi, anche a lungo termine e adotta gli strumenti di verifica per la rispondenza delle scelte e dei risultati. Particolare è l'attenzione alla gestione amministrativa e tecnica.
In assenza di governo è immediata la comprensione di quanto abbiano sofferto i territori protetti se, addirittura per otto anni, sono stati privi dei CD.

Il rinnovo dei CD nei Parchi è un'occasione unica per ridefinire e rilanciare il ruolo del Cai.
• Lo strumento diretto del Cai per agire nei Parchi resta però quello delle intese, con i campi di attività decisamente efficaci per difendere, arricchire ed attualizzare la missione della montagna e delle aree protette italiane. Le intese offrono una visione a 360° di quanto il Cai è in grado di fare.

Sono da rinnovare tre intese: PN del Cilento e Vallo di Diano, PN Abruzzo Lazio Molise, PN Appennino Tosco Emiliano,
• Alle intese si affiancano i protocolli operativi e le collaborazioni con i Parchi, che comportano il pieno riconoscimento del ruolo del Cai e un riscontro economico a sostegno dell'impegno delle Sezioni:
- in Liguria il Cai interviene con azioni di presidio, monitoraggio e manutenzione nel Parco,
- in Toscana sono stati realizzati n.2 corsi per addetti alla segnaletica nel Parco ed in programma lo svolgimento di escursioni nella giornata "in cammino nei Parchi del prossimo 31 maggio 2015.
- nel Veneto l'articolato programma Tam: Vivere l'Ambiente e il ciclo di incontri su Parchi e Aree protette frutto della collaborazione con il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, storicamente vicino al Cai
• La costituzione dei Gruppi di lavoro è un passaggio chiave nell'attuazione dei progetti definiti con il Parco. Il rapporto con il Parco diventa continuo (come nel caso dell'Umbria e della Liguria) consentendo la concretizzazione della strategia data dal GR Cai, che è sempre il mandante politico di ogni azione e scelta.

Di riferimento e utilizzabili ci sono documenti sulla storia ultima del Cai (materiali consultabili e scaricabili dai siti: www.cai.it - www.cai-tam.it):
• 2009 - Aggiornamento Tam in Abruzzo - Cai e Parchi oltre le convenzioni (pubblicazione atti e CD),
• 2013 - Convegno in Liguria Cai e Parchi (pubblicazione atti),
• 2015 - Convegno in Umbria Parchi e Sentieri.
• 2015 - Vivere l'Ambiente nel Veneto (incontri e uscite dedicati alle aree naturali protette organizzati per la primavera/estate dal Cai-Tam del Veneto, sette sezioni Cai e il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi; interesseranno Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia, Piemonte, Alto Adige e Croazia)
• Sono da consultare i documenti di Piemonte Parchi e l'impegno del Cai regionale in questo ambito

Le intese Cai Federparchi:
30.10.2010 armonizzazione segnaletica (ribadita il 15.09.2014). Un'intesa ponte per ogni tipo di Area protetta;
1 giugno 2013 - intesa Cai-Federparchi e SSI per la tutela degli ambienti carsici. Una collaborazione interessata all'ambiente di superficie e sotterraneo - Di riferimento la giornata mondiale dell'acqua - 22 marzo 2015 con il progetto "l'acqua che berremo". Inoltre si chiude il decennio 2005-2015 con il progetto "acqua fonte di vita";
• 2013 - progetto Cai Federparchi "in cammino nei parchi" (voluto per celebrare il 150° del Cai attraverso la promozione del tema Sentieri-Ambiente e la tematizzazione dei percorsi escursionistici).

Il passato, il presente e il futuro nel Cai si intrecciano e si plasmano costantemente. Del Cai non è semplice leggere e interpretare il "progresso" o "l'evoluzione", secondo standard lineari, in quanto il Cai è laboratorio e fucina costante, giorno dopo giorno. Il Cai svolge un'azione in fluido rinnovamento, contemporaneo ed efficace.
• In una dimensione planetaria va posta attenzione alle strategie mondiali, europee e nazionali per contrastare la perdita di qualità delle "terre alte".
• Il rilancio delle "terre alte" passa anche attraverso i riferimenti del prossimo Congresso di Firenze (etica e volontariato) con l'esperienza e l'azione di operatori e soci, decisive risorse sociali.
• Sono necessarie politiche per una fruizione turistica e ricreativa ecologicamente sostenibile.
• E' pensabile dare priorità al paesaggio con l'interpretazione e il recupero delle componenti culturali e naturali.

L'Agenda Ambientalista per la riconversione ecologica del paese è tra le ultime azioni del Cai. E' stata inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
• Il documento, redatto da sedici associazioni, è articolato in quindici linee tematiche e cinquantasei proposte. La montagna è una delle linee tematiche.
• Si supera la logica dell'intervento individuale.
• Nel documento si riconosce la natura del CAI quale associazione di protezione ambientale e come le montagne rappresentino un grande serbatoio, di natura, paesaggio e cultura.

CONCLUSIONI

OBIETTIVI
- Riuscire nella conoscenza preventiva di piani, progetti e leggi, per evitare decisioni politiche e amministrative con derive cultural, impatti e pericolose fughe in avanti;
- Incrementare la necessità di una governance locale condivisa e differenziata con azioni finalizzate a: conservazione, comunicazione e gestione sostenibile;
- Promuovere la cooperazione tra le istituzioni che si occupano di pianificazione e gestione delle aree protette, integrate con il territorio non protetto;
- Guardare all’Europa per cogliere le opportunità che si profilano;
- Individuare progetti comuni e buone pratiche da mettere in rete;
- Predisporre documenti comuni e specifici, valorizzando la struttura del sodalizio, utili agli incontri con gli amministratori con i quali il Cai intende condividere le questioni.

RISULTATI ATTESI
- Costruzione di accordi di cooperazione (tra due o più Aree protette con pianificazioni più ampie, coerenti con il sistema montagna che non segue limiti amministrativi e integra anche Regioni diverse - con Enti, privati, università e associazioni - Le Aree protette come luoghi di eccellenza in grado di contaminare anche le Aree non protette , ponendo attenzione a tutto il territorio, come insieme indivisibile per esigenze culturali e sociali).
- Definizione azioni nazionali strategiche comuni (Educazione alla sostenibilità - Montagna pulita - Biodiversità - Rete Natura 2000 - Carta Europea Turismo Sostenibile - Universo giovani - Convenzione Europea del Paesaggio).
- Attuazione del progetto "sentieri e ambiente" (attraverso la realizzazione della REI, dell'evento "in cammino nei Parchi", della tematizzazione dei sentieri).
- Utilizzare efficacemente la portata educativa e di incidenza territoriale del progetto "Sentiero Italia"(che, da paese a paese, interessa Alpi, Appennino e isole; tracciato nazionale che collega le Aree Protette, percorso interamente nel '95 e riproposto con l'ANA nel '99).
- Sottoscrizione di intese nazionali e protocolli operativi con GR e Sezioni (le prime appannaggio politico del Cai nazionale, i secondi con il ruolo attivo e propositivo locale di GR e Sezioni)
- Piena attuazione delle norme del Bidecalogo (con modalità attuative nei confronti delle istituzioni).
- Costituzione dei Gruppi di lavoro (previsti dalle intese).
- Potenziamento del ruolo delle Sezioni (elenco delle Sezioni in Area parco - sviluppo del Cai nel territorio come mediatore cultural - la Sezione luogo di aggregazione e di riferimento sociale e territoriale)
- Incontro di presentazione a Expò 2015 (parchi e Cai nelle strutture e nelle proposte - con riferimento alla valorizzazione, secondo le idee Cai, della biodiversità tutelata degli ecosistemi di qualità e dei prodotti locali).
- Le Aree protette diventano volano per le aree non protette (con un condiviso progetto di tutela orientata alla qualità della vita e alla tutela del territorio dalla montagna al mare).
- Messa in rete delle convenzioni, delle iniziative, dei monitoraggi, dei risultati e delle buone pratiche (su inquinamento, conservazione della biodiversità, sviluppo sostenibile, eccellenze, emergenze,…) nei siti: www.cai.it ; www.cai-tam.it e social network.
- Report di fine anno - Bilancio sociale.

A DISPOSIZIONE
- Agenzia per l'Ambiente,
- Ufficio Tecnico Ambiente,
- Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano,
- Coordinamento OTCO.

I valori del Cai è importante si aprano sempre più all'esterno, nell'interesse generale al Paese (non a caso chiamato Bel Paese), di chi vive in montagna e di chi la frequenta.
• I messaggi del Bidecalogo rivisti nel 2013, ci indicano autoregole e modalità metodologiche da diffondere e adottare.
• L'etica della responsabilità e della consapevolezza verso la natura e la società, sono vessilli del Cai di domani, presidio culturale e territoriale.
• La leggerezza nell'agire, nell'attrarre e nel comunicare: divertirsi per imparare - imparare per conoscere - conoscere per sapere.

Filippo Di Donato
Presidente Cctam del Cai www.cai-tam.it
Rappresentante Cai nel CD Federparchi

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