Con un Socio CAI abruzzese in cammino nel Canton Ticino

In cammino per 9 km per raggiungere la vetta del Mone Generoso. "una escursione che propongo, anche se ci sono pro e contro. Il treno a vapore che si sposta come una ciminiera sul binario, non è accettabile".

Vista dalla vetta del Monte Generoso

9 luglio 2018 - Il Monte Generoso è la montagna più panoramica del Cantone Ticino, è una località che dà soddisfazione. È una vetta delle Prealpi Luganesi o Prealpi Lombarde Occidentali, nella regione di “Sottoceneri” del Cantone Ticino ed è situato al confine di stato tra Svizzera e Italia.

Lo si può raggiungere a piedi o con un treno a cremagliera. Per raggiungere il parcheggio a pagamento dove inizia il sentiero, da Chiasso seguire la segnaletica per Mendrisio e poi per Monte Generoso. Gli ultimi cinque chilometri di strada obbliga la massima attenzione alla guida, perché è stretta, piena di curve a gomito, senza guardrail.

L’escursione inizia a 1150 m e per circa venti minuti si percorre una larga e piacevole carrareccia ombrosa, per arrivare alla stazione ferroviaria intermedia di Bellavista (1221 m). La ferrovia del Monte Generoso è una linea ferroviaria svizzera a cremagliera e scartamento ridotto, che collega il centro abitato di Capolago (Lago di Lugano) alla stazione di arrivo di Monte Generoso (1601 m). È stata realizzata nel 1890 ed ha una lunghezza di nove chilometri ed è larga ottanta centimetri. Dal 1982 la linea è stata elettrificata, ma in origine c’era la locomotiva a vapore, sostituita negli anni cinquanta da automotrici diesel.

Incredulo per i principi che distinguono il popolo svizzero, ho assistito a una aggressione ambientale che poche volte ho visto. Il turismo chiede anche questi sacrifici ambientali… non interessa che il pianeta stia morendo.
Sbuffando si è messo in moto una locomotiva a vapore, il cielo è diventato nero. L'aria irrespirabile per l'odore acre di carbone e quindi zolfo. Allegramente si è allontanato impregnando gli alberi di grasso.  E la fauna alpestre, pelosa e piumosa? Non interessa…! C’è il divieto assoluto, alle mountain bike di percorrere il sentiero della natura, il più frequentato. Invece ne ho contate molte, alle quali ho dovuto dare anche la precedenza, perfino una moto. Anche questa abitudine non è giustificata nella rigida Svizzera.

A favore del posto, faccio presente che lungo il percorso, ho trovato molte condizioni favorevoli. Non ho trovato carte, cicche di sigarette, plastica, popò dei cani. Il saluto con le persone una abitudine normale. Il parco ha provveduto a sistemare il danno che gli escursionisti inesperti hanno provocato camminando sull’erba, invece che sul sentiero. Questo provoca che l’erba si secca. Per favorire la sua ricrescita, si stende sopra questo terreno una rete di corda, che bagnandosi la fa ricrescere. Un’altra scelta da evidenziare e propagandare è la pastorizia. Grazie a contributi pubblici la si sviluppa affinché gli ovini e bovini difendano la fertilità dei suoli, con l’utilizzo delle deiezioni e brucando l’erba, così che sul terreno non nascono le piante infestanti.

La flora e la fauna sono di tutto rispetto. Il territorio è ricco di boschi, prati e per questo motivo viene definito bosco misto. Domina la visibile betulla chiamata "Signora delle foreste", il larice, il faggio, il tiglio il castagno, il cerro perché albero privilegiato nel Sottoceneri. Molte sono le varietà di fiori, frutti di bosco e funghi. Un cartello avvisa che ogni escursionista può raccogliere non più di un chilo di mirtilli al giorno ed a mani nude. (che pacchia…). La fauna è rappresentata da animali pelosi e piumosi. I camosci, i cervi, i caprioli, i cinghiali ed anche l’aquila reale. Un orologio solare è sistemato sul sentiero della Via dei Pianeti.

Il dislivello della escursione è sopportabile, perché il percorso per due terzi si svolge nel bosco. L’ultimo tratto è soleggiato e faticoso. Obbligatorio portarsi l’acqua perché non si trova su tutto il percorso.

Alla stazione di arrivo del treno (1601 m), si innalza imponente la costruzione in cemento che ha sostituito per una frana del terreno sottostante, verificatosi nel mese di ottobre 2010, l'Albergo-Ristorante Vetta costruito nel 1970. Il nuovo edificio, progettato dall'architetto Mario Botta, è stato inaugurato il 29 marzo 2017. Il nome è Fiore di Pietra. È una costruzione ottagonale con otto petali aperti che si richiudono avvolgendo una torre centrale di cinque piani. Fa contrasto con l’ambiente? Il mio voto è basso.

Dalla terrazza panoramica dell’edificio, si prosegue per la vetta (1701 m) che si raggiunge in 15 minuti. C’è un belvedere recintato, dove la vista spazia sul lago di Lugano ed il Monte San Giorgio, sulla Valle di Muggio a sud, la Val Mara a nord, su Mendrisio ed i suoi dintorni, ma che permette di ammirare anche, le Alpi a nord, la Pianura Padana a sud, gli Appennini, le alpi Marittime, il Monviso, il Rosa, il Bernina, le Orobie. È interessante camminare sulla linea che indica il confine di stato, evidenziata dalle paline segnavia. I colori della segnaletica dei sentieri, sia in Italia che in Svizzera, sono bianco e rosso. Cambia la sequenza… In Italia è rosso-boanco-rosso. In Svizzera bianco-rosso-bianco, ma non crea problemi, importante è che c'è.  Sul piazzale dell’albergo c’è anche un osservatorio astronomico.

Felici per aver contemplato questo infinito panorama, si torna a valle con un po' di fame. La trattoria proponeva la polenta rossa, granulosa e ruvida, con diversi condimenti. La scelta è stata con i funghi porcini… Il sapore dolce, l’aroma intenso. Nel Cantone Ticino si è rivalutato la produzione di mais a chicco rosso, rigidamente macinato a pietra. Penso che è obbligatorio gustare i prodotti locali e di tradizione.

Concludendo, è una escursione che propongo, anche se ci sono pro e contro. La ciminiera che si sposta sul binario, non è accettabile.   

  • Dislivello 550 m
  • Durata tre ore senza soste
  • Distanza nove km  
  • Difficoltà T/E

Le foto sono visualizzabili qui.

Luciano Pellegrini

 

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