Com(m)unicare nel CAI: modelli, proposte e criticità della comunicazione di una grande comunità

A Bologna il 29-30 settembre 2018, due giorni dedicati ad approfondire il tema della comunicazione interna dl CAI attraverso quattro tavoli di approfondimento e confronto.

13 luglio 2018 - Da oltre 10-15 anni nel Club Alpino Italiano la comunicazione è entrata a far parte del linguaggio degli organi centrali, annoverando il tema fra i principali obiettivi programmatici, ritenendolo più che mai “utile e necessario” al fine di agevolare al comunicazione interna ed esterna del Club (vedi “Scheda di Sintesi” del Novembre 2007 a cura di P.G. Oliveti).

Se dal punto di vista della comunicazione esterna, la nostra associazione ha saputo mettere in campo nuove professionalità e competenze portando a un netto miglioramento degli strumenti e delle modalità di comunicazione verso l’esterno, questa spinta ha tuttavia ignorato l’ambito interno creando non poche criticità dal punto di vista organizzativo.

Le recenti indagini hanno palesato come la nostra associazione venga percepita, specie in ambito giovanile, come autorevole, affidabile e seria che sa tenere vive le tradizioni e la cultura della montagna, grazie anche al forte radicamento nel territorio, ma a fronte di ciò, emergono forti le criticità strutturali derivanti dalla scarsa capacità di comunicazione, non tanto per una funzione organizzativa inefficace, quanto piuttosto per un disagio delle proprie articolazioni nel territorio verso la struttura organizzativa centrale.

A fronte di queste evidenze, ecco che non comunicare nella derivazione latina communicare, quale derivazione di communis «comune», ovvero rendere comune, far conoscere, far sapere, ecco che ciò implica che nel CAI non comunicare, significa principalmente non mettere in comune i propri ideali e valori, che dovrebbero essere trasmessi e diffusi proprio dagli organi centrali.

E’ facile quindi capire che nel momento in cui rimuoviamo gli ostacoli della comunicazione interna, allora supereremo sistematicamente la rigida logica verticistica della nostra organizzazione, puntando diritti a una dimensione “com(m)munitaria”, dove appunto l’organizzazione viene intesa proprio come una comunità.

Il Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo avendo ben presente questo contesto ed ambito critico, con l’atto di indirizzo n.42 del 2017 ha creato un Gruppo di Lavoro per confrontarci nell’ambito della Giornata Nazionale sulla Comunicazione.
Il gruppo composto dai Consiglieri Luca Frezzini, Renato Veronesi, Alessandro Ferreo e Fabrizio Russo, ha prima definito gli ambiti di criticità e poi avviato l’organizzazione di questo momento di confronto che si terrà a Bologna nelle giornate del 29 e 30 settembre 2018, presso la sede della Regione Emilia-Romagna, Terza Torre Regionale.
Al tempo stesso il Comitato Direttivo Centrale ha prontamente supportato l’iniziativa collaborando con i Vice Presidenti Generali Franceschini e Montani.

La modalità proposta è molto interessante in quanto si punterà a far emergere le criticità degli ambiti selezionati, suddividendo i partecipanti in piccoli gruppi di lavoro supportati da “facilitatori” e da “riassuntori”.
La novità saliente sarà quella che sarà possibile collegarsi in streaming da tutta Italia ed entrare “magicamente” in…comunicazione con le Giornate della Comunicazione e partecipare, seppur indirettamente.

I temi proposti sono stati inseriti in 4 tavoli di confronto:
1. Il Cai delle risposte, dalla Sede Centrale ai soci.
Quali sono le necessità e le modalità per migliorare il senso di appartenenza e conoscenza degli organi centrali, creando ad esempio modalità di comunicazione fra le strutture del CAI (anche territoriali) e i singoli soci, favorendone la vita associativa.
2. Gli organi tecnici e le scuole centrali e il rapporto con il territorio.
Il coordinamento ha messo in evidenza come il mettere insieme le esperienze tecniche e didattiche, significa prima di tutto comunicare fra i diversi organi tecnici e strutture operative. Ma fra questi elevare la qualità del rapporto con il territorio, molto spesso distante e inspiegabilmente autonomo, se non isolato.
3. Le buone pratiche delle sezioni: l’incubatore web
Le sezioni sono le prime a soffrire la mancanza di risposta alle proprie esigenze e richieste rispetto all’organizzazione centrale, valutando come “onerosa e pesante” qualsiasi adempimento burocratico proposto dagli organi centrali.
4. Il tavolo giovani: la montagna è social
Il giudizio dei giovani (non soci) verso il CAI è positivo, ma si percepisce una distanza verso quel mondo, con proprie aspettative e bisogni. Con il contributo di ragazzi (anche non soci) cercheremo di capire come rendere la montagna e il CAI più attrattivi, magari con idee spazi di socializzazione da vivere in montagna.

Siamo consapevoli che la metodologia proposta e gli strumenti messi in atto possono rappresentare complessi, ma in realtà crediamo che il confronto circolare e non frontale può palesare le vere criticità e, come accaduto in passato, far emergere quelle energie e soluzioni che una grande comunità come la nostra può esprimere.

Per maggiori informazioni, per preiscriversi e per compilare il questionario on line (Web Survey): http://giornatecomunicazione.cai.it

Qui sotto il filmato di presentazione.

Per il Gruppo di Lavoro sulla Giornata della Comunicazione
Fabrizio Russo

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