Campomorone (GE), le Classi delle montagne sulle Terre alte virtualmente

La settimana prossima inizieranno le lezioni in videoconferenza che simuleranno le vere escursioni in montagna a cui erano abituati gli alunni della scuola media Noli. Un progetto chiamato, riprendendo lo slogan Cai, “Le montagne sanno aspettare”.

I ragazzi delle Classi delle montagne

24 aprile 2020 - “Porteremo i nostri alunni delle Classi delle montagne virtualmente in montagna, tutti insieme, come una vera escursione. Tutto questo attraverso la piattaforma Classroom che stiamo usando per la didattica a distanza. Oltre ad alunni e insegnanti saranno con noi, sempre virtualmente, anche gli Accompagnatori di Alpinismo giovanile del Cai Bolzaneto e del Cai Sampierdarena che solitamente ci seguono e i volontari della Croce Rossa e del Cnsas”.

Con queste parole Stefano Piana, insegnante della scuola media Noli di Campomorone (GE), spiega la nuova iniziativa del progetto scolastico di educazione alla montagna che porta avanti da alcuni anni. Un'iniziativa chiamata, riprendendo lo slogan Cai, “Le montagne sanno aspettare” e figlia, naturalmente, dall'attuale situazione che stanno vivendo le scuole di tutta Italia.

In sintesi si tratta di realizzare virtualmente le uscite in montagna che questa primavera si sarebbero dovute svolgere realmente. “L'idea è che la mattina dell'escursione virtuale i ragazzi si presentino in videoconferenza vestiti come se dovessero andare veramente in montagna”, continua Piana. “In questo modo potremo innanzitutto parlare dell'attrezzatura, alla quale seguiranno le attività che portiamo avanti durante le uscite in montagna reali: parlo degli approfondimenti sull'ambiente, sulla natura e sulla fauna del luogo in cui ci troviamo, questa volta virtualmente”.

I ragazzi si collegheranno in videoconferenza più volte nella giornata dell'escursione, per far vivere loro i momenti più importanti delle vere giornate in montagna. “a partire dal pranzo al sacco naturalmente. Chiederemo ai genitori di non preparare la solita pastasciutta quel giorno, ma il più montanaro panino. Ci sarà anche il momento in cui riportare nei propri quaderni le esperienze vissute: interverranno anche gli esperti che avremmo dovuto incontrare nella realtà, che ci porteranno alla scoperta del territorio che avremmo dovuto vedere”.

Conclude Stefano Piana: “vogliamo salvaguardare anche la dimensione simbolica dell'esperienza: se l'escursione prevista è di due giorni, inviteremo i ragazzi a fotografare l'alba dal proprio balcone, come se si trovassero in un vero rifugio”.

La prima uscita virtuale coinvolgerà la classe prima, i cui alunni sarebbero dovuti andare, scarponcini ai piedi, in Valle Gesso la prossima settimana.

Lorenzo Arduini

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