CAI Vercelli: Giovanni Barbieri ha illustrato il progetto Rete Radio Montana

Lo strumento che vuole affiancare le organizzazioni di soccorso alpinoè stato presentato venerdì 7 aprile 2017 nella terza serata organizzata nell’ambito dei festeggiamenti per i 90 della Sezione.

Il logo di Rete Radio Montana

18 aprile 2017 - Rete Radio Montana, pochi, forse ammetteranno di averne sentito parlare, sicuramente qualcuno in più dopo la serata di venerdì 7 aprile al CAI di Vercelli, quando il socio della sezione, Giovanni Barbieri, referente per Piemonte e Valle d’Aosta per il progetto, lo ha presentato in modo molto chiaro e immediato.

Giovanni ha deciso di incominciare con la visione di un breve ma esemplificativo filmato, in cui un ciclista vittima di un incidente e con il cellulare fuori uso riesce a contattare via radio un escursionista in zona che a sua volta allerta il soccorso, fatto realmente accaduto che testimonia lo scopo di Rete Radio Montana.

Lanciato nel marzo del 2008 da Simone Lucarini, inizialmente si chiamava Progetto "Radio in Montagna" e portava avanti lo sviluppo della Rete-Radio Appennino Centrale nel Lazio e in Abruzzo. L'idea era quella di avere una frequenza radio di libero uso, cugina del Canale 16 VHF di Emergenza in mare, da utilizzare però in montagna. Già dai primi tempi il progetto catturò l'attenzione di un nucleo SMTS (Soccorsi Speciali) di un comitato abruzzese della Croce Rossa Italiana. In ottobre del 2009 l'idea prendeva interesse anche al di fuori di Lazio e Abruzzo, in particolare nel territorio appenninico e preappenninico della Campania, e la Rete-Radio Appennino Centrale venne trasformata così in Rete Radio Appenninica.

Ancora una volta con l'aumento degli "utenti della montagna" interessati all'iniziativa, la voce sul progetto giunse anche sull'Arco Alpino, in particolare in Piemonte, pertanto si rese necessario estendere il progetto all'intero territorio nazionale. Il progetto "Radio in Montagna", dopo circa 2 anni dalla sua nascita si trasformò tra marzo e aprile del 2010 nell'attuale progetto nazionale Rete Radio Montana.

Il principio è semplice: costruire una rete composta dal più ampio numero possibile di nodi che possano comunicare tra di loro e dal momento che la comunicazione avviene tra due punti a portata ottica e' chiaro che la copertura è maggiore maggiore è il numero di persone che sono a spasso con una radio (accesa!).
In questa rete non sono contemplati i supporti di eventuali ponti radio esistenti sul territorio (per i quali sarebbero necessari apparecchi radio di altro tipo), dato che la rete si basa esclusivamente sul numero di persone presenti sul territorio (in montagna). L'importante e' che le persone frequentino la montagna, non serve essere radioamatori o tecnici elettronici perché basta avere una radio accesa (anche una radio da qualche decina di euro dietro pagamento della tassa governativa di 12 euro/anno può essere utilizzata, deve essere una radio PMR-446 a frequenza libera, non di quelle dei radioamatori dove e' richiesto un patentino, acquistabile praticamente ovunque) sulla giusta frequenza e anche da casa, se si abita in valle, è possibile essere di aiuto per ricevere eventuali comunicazioni da chi si trova in quella zona e fosse in difficoltà in modo da allertare i soccorsi, proprio come nel video all’inizio della serata.

Si tratta, infatti, di una rete che non sostituisce assolutamente le organizzazioni di soccorso, bensì le affianca e le espande perché dà una possibilità in più in caso di emergenza in quelle zone (tante!) non coperte dagli operatori telefonici.
Non esiste una struttura di controllo, non è una struttura gerarchica ma ha dei responsabili del progetto e dei referenti regionali che divulgano il progetto RRM e, dopo aver valutato le richieste di associazione assegnano gli identificativi radio agli aderenti.

Sul sito http://www.reteradiomontana.it/ si possono trovare tutte le informazioni relative al progetto, ci si puo' registrare e richiedere un ID radio se si intende entrare a far parte della rete. Sempre sul sito è possibile vedere in tempo reale chi e dove e' in azione in quel momento, ovviamente se ci si ricorda di dare comunicazione prima iniziare un'attività in montagna!

Le impressioni di chi ha partecipato alla serata sono decisamente positive, ad esempio Maurizio, appassionato di montagna e anche di tecnologia, anche se in termini amatoriali, dice che “l’illustrazione delle caratteristiche di questa rete e la descrizione tecnica delle radio utilizzabili mettono in evidenza che si può fare qualcosa di utile anche con mezzi e risorse veramente molto limitati.
La rete che finora si e' costituita e' formata da poche persone rispetto alla vastita' del territorio montano, che e' necessario coprire, poi, certo, ci sono zone non sempre accessibili... e questo fa pensare che sia un po' utopico realizzare una copertura completa, però, d'altra parte, se non si comincia ... non ci si prova nemmeno e neache si finisce. L'impressione e' che RRM sia una specie di "passa parola", che si basa esclusivamente sulle persone, e non dipende da altre infrastrutture (ponti radio ecc...) che potrebbero non essere disponibili, o per le quali sia richiesta una conoscenza tecnica maggiore. Quindi, il progetto potrebbe avere un buono sviluppo se le persone (delle varie associazioni) che frequentano la montagna si ricordano che oltre a farsi un bel giro per i monti possono essere d'aiuto a se stessi, in primo luogo, e anche agli altri, con una semplice radio anche da 50 euro nello zaino.“

Dunque, speriamo che questa, e le altre serate che vengono organizzate sul territorio, possano essere di stimolo ai tanti frequentatori della montagna a contribuire allo sviluppo della copertura radio “volontaria” in modo da diffondere ancora di più opportunità di soccorso nella gran parte dei territori montani.

Prossimi appuntamenti, oltre alle attività da calendario, con le serate in sede e le iniziative organizzate per i 90 anni dalla fondazione della sezione:
- giovedì 20 aprile: apertura concorso fotografico sezionale, I edizione, I volti della Montagna: La Montagna, natura e uomini, iscrizione e invio fotografie su www.caivercelli.it/concfoto/concorsi.php
- venerdì 21 aprile: h. 21.15 presso la sede presentazione del trekking sezionale "Trekking della Valsesia", 11-19 agosto 2017, a piedi da Vercelli alla Punta Grober, m. 3.497, su cui verrà posata la statua della Madonna che sarà portata lungo tutto il percorso dai partecipanti, pernottando l'ultima notte al rifugio sezionale Barba Ferrero, un trekking attraverso la Valsesia, alla scoperta delle meraviglie del nostro territorio – tutti gli interessati, in particolar modo chi intendesse partecipare, sono invitati per conoscere in modo dettagliato il programma e le caratteristiche tecnico-logistiche e aderire, i posti nelle strutture recettive sono limitati
- venerdì 5 maggio h. 21.15 presso la sede: visione del video dell'attività di Escursionismo 2016
- venerdì 12 maggio h. 21 presso la sede: "Fiori e piante di montagna: proprietà e curiosità della flora alpina", di Fabrizio Bottelli, direttore del Giardino Botanico di Oropa.

CAI Vercelli

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