CAI Veneto e CAI Fvg, le attività fatte con gli scout nell'ambito del progetto MontagnAmica&Sicura

La divulgazione delle nozioni ai gruppi organizzati che frequentano la montagna per ridurre al minimo i rischi di incidenti è una delle finalità principali del progetto.

Un momento dell'evento "4Tek"

Nei programmi delle attività di MA&S, la divulgazione dei principi di sicurezza ai gruppi organizzati che frequentano la montagna riveste un ruolo di fondamentale importanza.
Proprio per questo, già nel 2014, si sono attivate importanti relazioni con le Associazioni Scout con le quali si sono svolte diverse iniziative sugli aspetti dell'”andare in montagna in sicurezza”.

A giugno 2014, con un centinaio di dirigenti (capi scout) della CNGEI, abbiamo organizzato le “4Tek”, quattro giornate di formazione tecnica concentrate sulla “sicurezza in montagna”: hanno potuto vedere e partecipare all’incontro sulla resistenza dei materiali e sulle tecniche di assicurazione presso la Torre di Padova - centro materiali e tecniche del CAI nazionale - e, dopo una route di una giornata sui Colli Euganei, hanno partecipato ad un incontro collegiale formativo sui temi di Montagna Amica&Sicura.

Nel mese di agosto 2014 abbiamo questa volta collaborato con l'AGESCI per aiutare gli organizzatori a preparare e gestire la "Route Nazionale", un evento che prevedeva la partecipazione di oltre 30.000 scout di cui oltre 6.000, solo sul territorio veneto-friulano giuliano, per cinque giorni tra le nostre montagne, lungo vari sentieri, coadiuvati da tanti esperti CAI e Cnsas attivati dall’organizzazione MA&S attraverso le loro diramazioni locali.

Nel 2015 è stata la volta della FSE (Federazione Scout d’Europa). Dopo tanti incontri e discussioni per l’organizzazione e la preparazione, abbiamo proposto di strutturare un week end formativo con i loro capi Scout, per confrontarci sui diversi obiettivi della frequentazione della montagna e sulle corrette metodologie per preparare e condurre una gita, cercando di trasmettere l'esperienza CAI in fatto di organizzazione della sicurezza, conservandone i principi ma adattandone le modalità alle diverse esigenze degli scout.

Sotto lo slogan "Pista, Sentiero, Strada Sicuri" ci siamo incontrati il 27 giugno sul Nevegal, zona turistica alle porte di Belluno, con una trentina di capi scout della FSE del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, coordinati dal loro responsabile per la sicurezza e nostro referente Lorenzo Salce, due accompagnatori di Escursionismo, due di Alpinismo Giovanile, due Istruttori di Scialpinismo e due di Alpinismo; abbiamo esaminato e discusso assieme le tre fasi necessarie per la gestione “sicura” di una gita:
• conoscenza
• preparazione
• conduzione.

Il pomeriggio introduttivo è stato dedicato a percorrere assieme un sentiero, utilizzando i materiali appositamente preparati per le nozioni di topografia, cartografia ed orientamento; si è conclusa poi la giornata spiegando concretamente i criteri e le regole su come si prepara la gita, analizzando quello che si deve e non si deve fare secondo il buon senso e l'esperienza maturata nel Club Alpino Italiano, spiegando che l’obiettivo e pur sempre il non dover far intervenire il 118 - Soccorso Alpino.

Domenica, in una giornata splendida con davanti agli occhi la sky-line completa di tutte le Dolomiti in un aria tersa e limpidissima, ci siamo divisi in quattro gruppi armati di carte topografiche, bussole ed altimetri. Abbiamo così percorso alcuni facili sentieri sulle pendici nord del Monte Visentin, mettendo in pratica quanto visto in teoria, sperimentando assieme sia le tecniche basilari di orientamento, sia i criteri di conduzione di un gruppo numeroso, discutendo delle reciproche necessità e dei diversi modi di affrontarle.

Abbiamo concluso con un breefing di analisi e di valutazione complessiva di quanto fatto, con l'obiettivo di programmare e migliorare le prossime attività comuni, promettendo a tutti un secondo appuntamento per un auspicabile e successivo step di formazione.

L’esperienza è stata estremamente positiva e ha messo in luce, sempre che ce ne fosse stato bisogno, l'assoluto valore degli obiettivi che MA&S si è posta, l’importanza del basso profilo da tenere nell’approccio con i neofiti della montagna e  la grande opportunità che ci è data nel confronto con altre realtà sociali nel diffondere ad ampio spettro i criteri di sicurezza che da sempre il CAI promuove all’interno della propria struttura.

L’iniziativa ha visto coinvolti gli Organi Tecnici Territoriali del CAI del Veneto e del Friuli Venezia Giulia con la presenza di alcuni loro rappresentanti e dei quali auspichiamo una loro sempre maggior presenza.  
Il successo più importante per MA&S è stato il lavorare fianco a fianco dei propri titolati, in modo paritetico ed efficace, aggregando la disponibilità di istruttori, accompagnatori e operatori CAI con la partecipazione anche del Soccorso Alpino, il tutto in assoluta sintonia di vedute e di operatività, ognuno portando il proprio importante contributo per l'obiettivo comune

Per il Gruppo operativo di MontagnAmica e Sicura   
Ruggero Montesel      

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