CAI Sezione Aspromonte di Reggio Calabria, una storia in cammino

In occasione dell'incontro "Raccontami un paesaggio" è stato presentato l'Archivio storico sezionale, dichiarato di notevole interesse dalla locale Soprintendenza Archivistica e che potrebbe essere integrato con la documentazione personale dei soci.

Un momento della presentazione

12 ottobre 2017 - In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio 2017”, sabato 23 settembre alle ore 17:00, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria con la stretta collaborazione  dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, ha tenuto presso la Sala Conferenze dell’istituto, l’incontro/conferenza “Raccontami un paesaggio” sulla tutela e valorizzazione dell'ambiente, in linea con il tema scelto dal Consiglio d’Europa per la nuova edizione delle giornate: “Cultura e Natura”.

L’occasione si è rivelata propizia per la presentazione dell'Archivio storico del Club Alpino Italiano sez. Aspromonte di Reggio Calabria dichiarato di notevole interesse nel 2014 dalla locale Soprintendenza Archivistica ed oggi conservato presso l'ASRC, avvalorata dalla mostra documentario-fotografica “Guardarsi Attorno”.

L’incontro si è aperto con i saluti della dott.ssa Giuseppina Marra, direttrice dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, la quale ha subito sottolineato l'importanza di custodire in una sede così prestigiosa questo ricco patrimonio, che andrebbe ulteriormente integrato con la documentazione personale, qualora ci fosse, dei “past president” o soci particolarmente vicini nella vita della sezione. Il caloroso appello della direttrice diventa così un invito per tutti, affinché si possa recuperare il materiale ancora reperibile che da solo non serve molto, ma nell’insieme costituisce un prezioso contributo sia per l’Archivio di Stato che per la sezione del CAI ma anche per tutta la comunità reggina.

Rosalba Tripodo, responsabile dell’Archivio CAI sez. Aspromonte (RC), verbalizzato con data 28 gennaio 2016, ci ha introdotti al suo interno illustrando il dossier presente con un’esposizione dettagliata sui criteri adottati per ordinare le unità archivistiche: “La lettura della rassegna stampa è stata l’approccio iniziale per conoscere l’attività del CAI nel tempo, subito dopo si è proceduto alla lettura, alla numerazione dei documenti e al riordino della corrispondenza, mantenendo un criterio logico seguendo un metodo storico, ossia rispettando la modalità temporale con la quale si è formato l’archivio”.  Pur mancando l’atto costitutivo del 1932, l’attività e l’esistenza della Sezione è attestata con documento datato 1936. Infine ha evidenziato l’aspetto favorevole della mostra allestita e della sua inaugurazione, affinché sia di buon auspicio e possa coinvolgere altre realtà associative presenti sul territorio in modo da rafforzare il senso di appartenenza a queste importanti realtà. Una bella testimonianza di tale forza si è immediatamente percepita quando la responsabile Tripodo ha ricordato che anche dopo l’avvenuto deposito dei documenti ritenuti di valore storico, l’attività di riordino è proseguita con la disponibilità di numerosi soci volontari coordinati dal dott. Alfonso Picone Chiodo dedicando molte ore del loro tempo libero.

Ad approfondire la storia del CAI di Reggio Calabria è intervenuto il dott. Picone Chiodo, già presidente del CAI sez. Aspromonte, un’associazione che ha celebrato nel 2012 il suo 80° anniversario di fondazione. Era il 1932, infatti, quando un gruppo di giovani reggini decisero di unirsi in una forma associativa accomunati dalla passione per la montagna e per lo sci, fu precisamene la neve il vero incentivo dell’iniziativa.
Anni difficili sia da un punto di vista sociale che economico, solo con la fine della guerra il momento diventa propizio per le novità, così negli anni ’50 si avviarono i piani di lavoro delle piste da sci in Gambarie d’Aspromonte. Il CAI offrì un importante contribuito per lo sviluppo del turismo montano, note sono le manifestazioni sportive sciistiche organizzate, quali: “Il Trofeo dello Stretto” del 1951 per consolidare i rapporti con il CAI di Messina e il “Trofeo Aspromonte” del 1953.

L’arch. Maria Grazia Buffon, socia CAI che ha curato la raccolta dei documenti per la redazione di un volume celebrativo, attraverso un excursus storico approfondito, ha affrontato l’evoluzione della sezione di Reggio Calabria, a partire dal ruolo assunto per la valorizzazione dell’Aspromonte e del Paesaggio. La montagna doveva essere vissuta tutto l’anno e non soltanto durante la stagione invernale e gli anni ’80 furono decisivi. Finalmente libero da un’immagine legata ai sequestri di persona ed ai continui presidi delle forze dell’ordine, l’Aspromonte rinasce grazie soprattutto ad una nuova tendenza: il trekking. Già praticato da diverse associazioni scoutistiche, questa attività riusciva a coniugare lo sport al rispetto dei boschi incontaminati, alla riscoperta della tipicità e cultura della montagna. Un importante convegno del 1989 segnò una vera e propria svolta operativa, con il progetto Sentiero Italia, infatti, che prevedeva l’unificazione dei sentieri escursionistici italiani, per il CAI di Reggio Calabria inizia un nuovo impegno legato alla “sentieristica” e con esso un rinnovato impulso verso l’attività escursionistica. Importante la collaborazione con varie associazioni del territorio come “Gente in Aspromonte” fondata e presieduta dal dott. Alfonso Picone Chiodo che aveva per scopo quello di promuovere la conoscenza della montagna. La parte calabrese del Sentiero venne realizzata negli anno ’90, i primi tratti individuati furono: Montalto-Polsi, Polsi-Lago Costantino, Lago Costantino-San Luca, San Luca-Pietra Cappa e Pietra Cappa-Sanatorio di Zervò. Significativo fu il coinvolgimento dei giovani di San Luca, è con loro che inizia il riscatto dell’Aspromonte e la sensibilizzazione delle popolazioni locali sulle potenzialità di sviluppo del territorio montano.

Un lungo cammino fatto di passi concreti come la recente sottoscrizione del protocollo d’intesa attuativo dell’accordo quadro tra l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ed il Club Alpino Italiano, per l’organizzazione congiunta, la gestione ed il monitoraggio, da parte del CAI Calabria e del Parco, della rete sentieristica e della viabilità minore nel territorio del Parco stesso, in occasione del Meeting Internazionale “Il Parco Nazionale dell’Aspromonte tra Bio e Geo-diversità”, nell’ambito di “Medimont, Montagne Mediterranee Protette”, promosso dal Club Alpino Italiano (CAI), svoltosi in una quattro giorni fino al 1 ottobre 2017 presso la Mediateca “P. Creazzo” di Cinquefrondi-(RC).

A conclusione della conferenza, una suggestiva videoproiezione ci ha permesso di vivere un’ escursione indietro nel tempo sul Lago Costantino, nel territorio di San Luca (RC), originato da una frana nel 1973 che ha ostruito il Torrente Bonamico, ma oggi inesistente. Uno specchio d’acqua in un ambiente arido, aveva creato intorno un paesaggio affascinante fino a quando la natura non decise di riprendersi i suoi spazi lasciando un vuoto, soprattutto negli occhi e nel cuore di chi lo aveva ammirato. Indispensabile, allora, quel sentimento di memoria collettiva da tramandare ai giovani e la mostra dell’Archivio Storico del CAI di Reggio Calabria, patrimonio della nostra identità, diventa un invito a guardarsi attorno per continuare il cammino, in un territorio tutto da amare, da promuovere e da raccontare.

Barbara Cutrupi (CAI sez. Aspromonte)

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