CAI Nuoro, buona la prima!

In occasione della prima escursione 2019, settanta Soci hanno camminato verso il Monte Ortobene, nel cuore della Sardegna, percorrendo il sentiero 101.

La statua di Jerace in vetta

14 gennaio 2019 - Buona la prima. Si apre il nuovo anno del Cai Nuoro. Obiettivo il Monte Ortobene. Dominato dalla grande statua bronzea di Jerace. Apre le braccia sull’Isola, avvolgendola da capo di Monte santo a Capo Frasca. Il monte cantato dalla prosa lirica del Nobel Grazia Deledda. Il grande scultore della Napoli di inizio ‘900 ha lasciato la sua impronta. Come la sua donna, nel cuore dei nuoresi dal 1905. “Donne nuoresi candidi pastori erranti lavoratori sparsi nella vallata aulente……ricordate la tenera donna che là oltre mare per voi inspirò l’artefice…” . Ci vollero buoi e carri per portare fin su il bronzo, sulla carrareccia graffiante graniti, circondata dalle ombre senza sole di fitti boschi di lecci. La Statua del Cristo voluta per l’Anno Santo del 1900.

Oggi quel sentiero ha un nome: 101. Lo percorrono in tanti. Il Cai gli ha dedicato la prima del 2019. Settanta escursionisti, diretti da Giacomo Attardi, Lina Sana, Angelo e Danilo Corrias, Peppino Piras. Appuntamento ai piedi del Monte. Mattinata fredda di quelle che nella Barbagia interna tolgono il respiro. A portare il saluto iniziale, oltre al presidente del Cai, Matteo Marteddu, Giacomo Attardi, anche la Giunta Comunale guidata dal Sindaco Andrea Soddu. E Soddu ha ribadito l’impegno per la sentieristica sull’Ortobene, mentre l’assessore all’Ambiente Rachele Piras accompagna il Cai per tutta l’escursione. 

Dalla località Murrone, la vecchia sterrata dei carri, ormai erosa e circondata da rocce zoomorfe, conduce a Sos Frores.  Praterie di cave di granito. Lavoro duro di cavatori per costruire la vecchia Nuoro e le sue Chiese e la sua Cattedrale. Qui su compare la pietra della Luna. Incastonata tra i graniti, lavorata con tenacia dalla fantasia di mano d’artista. Pare. Sono gli agenti delle primavere infinite che qui operano nelle lunghe sere d’inverno. La pietra è senza tempo. Esige silenzi e ammirazione. Si superano i 730 metri s.l.m pe le sorgenti di Milianu e Solotti.

Ancora arrampicata tra lecci e roverelle, il parco e la scalinata per raggiungere la grande statua. Narra, racconta, sfida venti e tempeste,  protegge nuoresi e sardi, da oltre un secolo. Il parco di Sedda Ortai accoglie gli escursionisti, a ridosso della caverna resa abitabile. Rientro alla Solitudine. Mentre riposa qui, Grazia Deledda ancora sentinella e custode della trama di storie di Sardegna , con le suggestioni del suo linguaggio che hanno commosso l’intera Europa del Novecento.

Matteo Marteddu
CAI Nuoro

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