CAI Cosenza: "incendi a vantaggio di chi? E con quali complicità?"

A causa delle alte temperature e della mano dolosa dell'uomo, ad agosto nel Parco Nazionale della Sila si sono propagati molti incendi. La Sezione chiede alle istituzioni coordinamento e applicazione delle normative.

Uno degli incendi nella Sila

21 agosto 2017 - La persistente anomala ondata di caldo registrata nelle ultime settimane in modo particolare nel Centro – Sud ha favorito lo sviluppo di una serie anomala di incendi, in modo particolare nelle zone boscate a pino laricio dell’altipiano della Sila.

Lo sviluppo dei roghi ha investito migliaia di ettari di bosco anche all’interno del Parco Nazionale della Sila: malgrado l’impegno degli addetti, si sono verificati fenomeni di disservizio che non hanno consentito, a differenza del passato, un pronto intervento dei mezzi di spegnimento.

Si è dovuta registrare una marcata mancanza di coordinamento tra i vari soggetti deputati alla gestione del territorio (Regione Calabria, Comuni, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Protezione Civile, Parco Nazionale della Sila) che ha consentito agli incendi di propagarsi in modo distruttivo come mai si era verificato nel passato, coinvolgendo un ambiente montano, come quello del Parco Nazionale della Sila, ormai noto per la sua peculiarità di più grande foresta del Mediterraneo, che al suo interno custodisce ancora boschi immensi di pino laricio noti ed apprezzati sin dalla antichità attraverso opere e scritti risalenti agli antichi romani.

Si è dovuta altresì registrare una scarsa attenzione e sottovalutazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di fronte ed un dramma ecologico di vaste proporzioni e che secondo quanto affermato dai responsabili della Protezione Civile non solo avrebbe origine dolosa ma potrebbe sottendere ad interessi di particolare valenza che dovrebbero essere contrastati anche dal Ministero.

L’immagine è quella di una Calabria che nel periodo estivo è meta degli incendiari, fuori controllo tra l’indifferenza delle istituzioni e degli operatori turistici che assistono passivamente alla devastazione del territorio. La conseguenza della mancata prevenzione e tutela del patrimonio boschivo porta al disastro ambientale ed alla distruzione di un patrimonio comune che potrebbe favorire un turismo sostenibile con possibilità di occupazione per i giovani.

La Sezione CAI di Cosenza chiede un intervento coordinato delle istituzioni e dell’applicazione della normativa esistente per preservare un patrimonio unico e non demandare tutto alla Protezione Civile e alle associazioni di volontariato.

Inoltre, la Commissione TAM della Sezione CAI di Cosenza, in occasione di una campagna di prevenzione relativa ai  rifiuti abbandonati o bruciati lungo i sentieri e nei boschi che, oltre ad “imbruttire” l’ambiente sono causa di incendi e di rischi ambientali, si è resa promotrice di una petizione di sensibilizzazione “No ai rifiuti in montagna!”, che sarà inviata all’Assessore all’Ambiente della Regione Calabria ed ai Sindaci del Parco Nazionale della Sila e della Catena Costiera Paolana con lo scopo di regolamentare in montagna i picnic solo in zone autorizzate che dovranno essere sorvegliate e di prevedere il pagamento di un ticket per la loro manutenzione.

Comunicato CAI Cosenza

Segnala questo articolo su:


Torna indietro