CAI Bassa Atesina, anche storia e cultura

I giorni scorsi la Sezione ha organizzato una gita nelle vecchie cave di porfido vicino ad Ora

Le cave nei pressi di Ora

Il Cai non è solo montagne, scalate, escursioni su ghiacciai, torrentismo. È anche storia e cultura. Ne è esempio la gita di aprile che ha avuto per meta le vecchie cave di porfido del costone roccioso a oriente della vallata dell’Adige sul territorio comunale di Ora e di Bronzolo.

In questa zona, subito dopo la guerra, molte famiglie poterono sopravvivere grazie al durissimo lavoro di padri e figli. Lavoro che consisteva nel fare esplodere le pareti di porfido e ricavarne cubetti oppure piastre da utilizzare nell’edilizia. E su quella montagna sono rimasti ancora reperti del lavoro di un tempo: binari arrugginiti, baracche dove vivevano gli operai, gallerie pericolanti.

I dirigenti del Cai “Bassa Atesina” di Egna hanno voluto organizzare un passeggiata di primavera proprio per ricordare come si viveva e si lavorava un tempo. E la comitiva è stata guidata da un esperto d’eccezione: il capo dei cacciatori di Ora.

Che, conoscendo i sentieri della zona, non solo ha ricordato i tempi in cui si rischiava ogni giorno la vita ricavando il porfido in gallerie instabili, ma ha parlato anche delle problematiche sulla caccia. La gita, intitolata “Alta Via di Ora”, è inizata ad Egna alle ore 13.15 con appuntamento alla zona industriale di Ora alle 13.30. Da qui la spedizione ha percorso a piedi i vecchi sentieri fino a una vecchia cava ormai chiusa. Il percorso è poi proseguito sul fondovalle proprio in prossimità della pizzeria “Nussbaumer” sulla statale del Brennero.

Fonte: Alto Adige

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