Bologna, via alle Giornate Nazionali della Comunicazione del CAI

Il presidente generale Vincenzo Torti: “abbiamo superato la cifra record di 320.000 Soci, un traguardo che merita una comunicazione interna degna di cotanto prestigio”.

29 settembre 2018 - “Con questo appuntamento ci interessa capire come riuscire a mettere in piedi una comunicazione di tipo reticolare, non verticistico, non dal basso e neanche orizzontale. Oggi senza comunicazione semplicemente non si esiste. Per comunicare bene serve sapere cosa dire (le cose più rilevanti) e come dirlo”. Con queste parole Stefano Pallotta, presidente dell'Ordine dei Giornalisti dell'Abruzzo e componente del Consiglio direttivo centrale del Gr CAI abruzzese, ha aperto questa mattina le Giornate Nazionali della Comunicazione che il Club alpino italiano ha organizzato a Bologna.

Un appuntamento, come ha sottolineato il Presidente generale Vincenzo Torti, che intende sottolineare le criticità della comunicazione interna nel Sodalizio, cercando di riuscire a dare risposte e indicazioni concrete e operative.

Nel suo intervento Torti ha dato una comunicazione davvero importante: “ad oggi i nostri Soci hanno toccato quota 320.224, non sono mai stati così tanti nella nostra storia. Questo risultato è arrivato grazie a un territorio che sa accogliere, con coerenza, progettualità e invettiva. Come ho sottolineato nel mio editoriale sul numero di Montagne360 appena uscito, per una buona comunicazione interna occorre anche la volontà del destinatario di ricevere e rispondere ai messaggi. Una comunicazione deve essere espressione di una volontà comune, altrimenti è come se il mittente non avesse comunicato nulla. Naturalmente occorre poi un linguaggio chiaro, dosato e calibrato”.

Per il Presidente generale dunque è fondamentale l'attenzione, per non dare vita a strumenti utili, validi ma sterili. “Esistono iniziative straordinarie portate avanti dalle Sezioni, che, se non vengono diffuse, non possono diventare un patrimonio, un valore come meriterebbero. Un CAI che ha raggiunto il suo traguardo storico come numero di Soci merita una comunicazione interna degna di cotanto prestigio”.

Gli interventi successivi (Frezzini, Sticchi, Mosca, Fasano e Veronesi) hanno posto l'accento sul fatto che innanzitutto App e social network rappresentano un'opportunità per integrare le nostre conoscenze, mentre diventano pericolose nel momento in cui sostituiscono le nostre capacità cognitive e le nostre emozioni. Non bisogna mai disconnettere il cuore e il cervello, soprattutto in montagna, terreno idoneo per coltivare relazioni sociali e apprendere cose nuove grazie a un'esperienza diretta con esse.  

E' poi stata descritta la complessità dell'organizzazione CAI e la necessità di uniformare la comunicazione e l'immagine del Sodalizio, partendo dai domini dei siti di Commissione e Sezioni.

Nel pomeriggio si sono svolti i quattro tavoli di lavoro, domani le conclusioni.

Lorenzo Arduini

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