BMFF World Tour, il resoconto della tappa bolognese

La redazione ha seguito la serata di martedì 10 marzo, la settima tappa del Tour italiano 2015 del celebre festival di montagna canadese.

La sala del Cinema Antoniano

L'incanto della montagna, una natura in cui immergersi, che può aiutare a scoprire se stessi e a spingere i propri limiti sempre un po' più in avanti, una natura da vivere stando sempre in linea. Vivere una vita come un'avventura continua, con un pizzico di allegria e sfrontatezza.

Sono questi i tratti comuni dei 12 cortometraggi proiettati martedì 10 marzo sera al Cinema Antoniano di Bologna, in occasione della settima tappa del BANFF Mountain Film Festival World Tour Italy 2015. I 12 cortometraggi sono stati selezionati in quanto ritenuti particolarmente adatti per il pubblico italiano.

Chi scrive ha particolarmente gradito due delle pellicole proiettate – “Valley uprising the stonemasters” e “Sufferest 2 Desert alpine” - in quanto, oltre a imprese straordinarie in luoghi magnifici, vengono narrate anche delle storie umane, con una particolare attenzione agli stati d'animo dei protagonisti.

Il primo racconta l'epopea della Yosemite Valley, culla dell'arrampicata moderna, e di una rivoluzione culturale (siamo negli anni '70) che ha inaugurato un vero e proprio stile di vita. I protagonisti sostengono che il bello dell'arrampicata è il fatto che non ha nessuno scopo, ma consente di conoscere meglio se stessi e di instaurare rapporti fraterni con i propri compagni.
Questo stato d'animo però cambia con il passare degli anni, quando i protagonisti divengono celebrità del free climging e del free solo, iniziano a guadagnare parecchi soldi e il rapporto tra loro si incrina. Il messaggio sembra essere che quando le dinamiche umane entrano in un mondo completamente naturale e “puro”, inevitabilmente lo rovinano.

“Sufferest 2 Desert alpine” racconta l'avventura estrema di due climber, tra arrampicata e bicicletta sofferente, alla scoperta delle torri di roccia friabile dei deserti del Sud – Ovest americano. In questo corto viene trasmessa la fatica quotidiana dei due protagonisti, impegnati a percorrere in bici decine di chilometri al giorno, intervallati da diverse arrampicate. L'impresa, durata tre settimane, pare veramente titanica, al limite delle capacità umane, ma il messaggio trasmesso vuole essere questo: “se ti avvicini a una meta importante che vuoi raggiungere, ti stupirai di quello che riuscirai a fare”.
Dopo questa avventura i due protagonisti scoprono anche la solidarietà nei confronti degli abitanti dei luoghi visitati, un tema che accomuna sempre più alpinisti e climber. Anche in questo caso è stato molto toccante il messaggio lanciato: “noi abbiamo faticato in maniera titanica per portare a termine l'impresa, ma siamo fortunati perchè abbiamo scelto di faticare, molte persone invece sono costrette a farlo ogni giorno della propria vita”.

Piacevole infine anche la visione di “Danny Macaskill the ridge”, girato sull'isola scozzese natale del campione di bike trail (Isola di Skye), soprattutto per le inquadrature dei paesaggi, e "The unrudeables Alaska range”, dove è protagonista lo speedriding, sport d'alta montagna che è un mix tra sci e parapendio.

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Lorenzo Arduini

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