Attacco terroristico alle pendici dell'Himalaya

Commando in azione nel nord del Pakistan. Le vittime sono dieci. Secondo le autorità, si tratta di un atto terroristico

Il Nanga Parbat

Strage di turisti stranieri nella regione himalayana nel nord del Pakistan: pare che, poco dopo la mezzanotte, un commando armato di 20 uomini abbia fatto irruzione in un rifugio/hotel di montagna nel Kashmir uccidendo dieci persone e fuggendo prima dell'arrivo della polizia. 


Le vittime sono 5 ucraini, 3 cinesi ed un russo, oltre alla loro guida pachistana. Nessun italiano è sicuramente coinvolto.

L'attacco è stato rivendicato con un messaggio dal movimento estremista islamico talebano Jandullah. Per non destare sospetti, il commando ha usato uniformi dei 'Gilgit Scout', una forza paramilitare appartenente alle Guardie di Frontiera pachistane. 

Dopo essere entrati nel rifugio, pare che i militanti abbiano radunato tutte le persone presenti portandole in un luogo appartato, le hanno identificate e derubate di tutto quanto di prezioso avessero, compresi i passaporti. Poi ne hanno uccise dieci.

L'attacco è avvenuto nell'area di Fairy Meadows, campo base per l'ascesa alla vetta del Nanga Parbat, nona più alta vetta del mondo nell'Himalaya (8.126 metri). Secondo la polizia, è la prima volta che in quest'area, considerata tra le più belle dal punto di vista naturalistico e che finora era considerata "sicura", vengono colpiti turisti stranieri. 

Nelle altre regioni del Pakistan, infatti, infuriano diversi scontri tra gruppi etnici e religiosi, ma finora il Nanga Parbat non era mai stato oggetto di violenze. Anzi, proprio per il suo carattere di area "pacifica", è un luogo dove i turisti di nazionalità diverse si incontrano sia per ammirare i paesaggi, sia per partecipare a spedizioni in montagna.

Le vittime, molto probabilmente, facevano parte di gruppi di scalatori che volevano arrampicarsi sul Nanga Parbat. La zona è comunque abitualmente frequentata da turisti che visitano i campi base dove gli scalatori preparano le arrampicate. Da questi punti si può anche raggiungere il K2, la seconda montagna più alta del mondo. 

Fonti: La Repubblica online, La Stampa online

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