Pericolo rientrato, riaperto il paretone di "Arnad"

Escluso il pericolo di nuovi crolli. Soddisfazione delle guide valdostane

Arrampicata alla Corma di Machaby

Via libera all’arrampicata. Lo ha deciso Pierre Bonel, il sindaco di Arnad nella bassa Valle d’Aosta, consentendo l’accesso alla celebre e frequentatissima Corma di Machaby sulla quale incombeva il pericolo di frane. Giovedì 17 maggio la guida alpina Stefano Epiney ha effettuato un sopralluogo nella zona interessata dal distacco, valutandola non pericolosa. Pertanto il sindaco il giorno successivo ha revocato l’ordinanza riaprendo ufficialmente la palestra di roccia. Il divieto di arrampicare era stato sollecitato dalla Comunità montana Evancon (proprietaria dei terreni) dopo l’incidente mortale di cui è rimasto vittima l’istruttore del CAI Maurizio Carcereri colpito da una lastra di granito staccatasi dalla parete mentre accompagnava una allieva su una via del paretone di Machaby. Un fulmine a ciel sereno e una decisione che ha riaperto, come abbondantemente previsto dallo Scarpone on line, la discussione su chi possa e debba legittimamente decidere sui rischi da assumersi in arrampicata e in alpinismo, senza che i divieti vengano calati dall’alto.

NUOVA CONCESSIONE. “Avevamo promesso”, ha detto  il sindaco, “di dare risposte in tempi brevi: e la promessa è stata mantenuta”.
 Un vertice aveva riunito in Comune tutti gli attori coinvolti nella chiusura del Paretone di Machaby e ha messo tutti d’accordo. Ora la comunità montana Evançon, proprietaria dei terreni, ha espresso intenzione di cambiare le modalità di gestione e dare in concessione la Corma di Machaby alle guide alpine.

LE REAZIONI. La decisione di chiudere la parete aveva scatenato le ire del mondo alpinistico valdostano. Dura è stata la presa di posizione dell'Unione guide alpine. "Faremo ricorso al Tar", ha annunciato Guido Azzalea, il presidente. Arnad attira arrampicatori da tutt'Italia, dalla Francia, dalla Svizzera ma anche dagli Stati Uniti. "La decisione di chiudere non ha senso", ha detto a sua volta Andrea Duc, il presidente della Società guide di Arnad. E Azzalea: "E' caduta una pietra, sono rischi che chi affronta la montagna sa di correre, se questo è il ragionamento dobbiamo cementificare tutta la Valle. Solo allora, forse, saremo al sicuro".

LA PROVOCAZIONE. E poi è arrivata la provocazione: "Allora chiudiamo anche il Bianco e il Cervino, anche lì ci sono vie attrezzate". Le guide alpine valdostane si sono dichiarate soddisfatte. Per Arnad in definitiva il Paretone non è solo il paradiso della scalata, ma anche una significativa attrattiva turistica, che fa vivere ostelli e ristoranti sviluppatisi attorno alla gigantesca parete di roccia. Adottare criteri di sicurezza va bene, ma gli affari vanno innanzitutto salvaguardati!

Segnala questo articolo su:


Torna indietro