Appello del CAI di Finale Ligure: schiodare le volte naturali del Finalese

Togliere gli spit cementati nelle grotte naturali dell'arma du Martin e della Pollera, monumenti naturali e zone di interesse archeologico

Soci CAI in arrampicatain una falesia del finalese

Quante pareti in questo entroterra di Finale Ligure: muri d'ocra che svettano da una vegetazione ormai folta. E sullo sfondo il mare. «Eppure c'è chi ha voluto attrezzare anche le grotte, monumenti della natura, a volte con interventi anche dell'uomo», dice il presidente della Sezione finalese del Club alpino italiano Maurizio Palazzo. Sta lontano da ogni polemica: «Non siamo qui a colpevolizzare nessuno, ma è ora di schiodare quelle volte naturali. Anche la Sovrintendenza è d'accordo». L'invito è ormai partito a chi qualche anno fa ha tappezzato grotte splendide come la Pollera di spit cementati. Per arrampicare con il brutto tempo, soprattutto per poter seguire il sogno di gradi di difficoltà vicini a quella dell'ormai famosa grotta scandinava di Flatanger, dove Adam Ondra ha compiuto exploit, è riuscito a seguire linee di volta graduate anche 9b+. Occorre fare la giusta proporzione, il Finalese non ha grotte paragonabili per ampiezza a quella norvegese, tuttavia sono di grande impegno.

«Già - dice Palazzo -, ma il nostro, come Cai, è quello anche del rispetto dell'ambiente, della storia del territorio. Mi pare che prima di tutto venga questo, poi le esigenze degli scalatori. La passione si comprende, ripeto, non è il caso nè di aprire polemiche, nè di cercare colpevoli, ma soltanto di rimettere le cose a posto, anzi, restituire le grotte alla loro bellezza. Spero che quegli spit siano stati messi per ignoranza. Vero è che gli appelli a schiodare sono caduti nel silenzio». È un percorso di buon senso che conclude un approccio piuttosto complicato al problema della tutela ambientale. La storia dell'esplorazione delle caverne del Finalese coincide con quella del Cai. Negli ultimi decenni dell'Ottocento gli appassionati di alpinismo e speleologia entrarono nelle grotte dell'Arene Candide, delle Manie, delle Fate dell'arma Pollera. Nel 1942 nella profondità delle Arene Candide furono rinvenuti i resti del «Giovane principe» di 24 mila anni fa. L'alpinismo di falesia arriva sulla fine degli Anni 60. E s'infilò nel patrimonio archeologico negli anni del nuovo millennio: spit cementati nelle volte dell'arma du Martin e della Pollera.

Fonte: La Stampa

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