Anche Mountain Wilderness contro lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di Mountain Wilderness del 31 luglio 2014

Nella giornata del 30 luglio la Commissione dei 12 ha ribadito lo spezzettamento del Parco nazionale dello Stelvio in tre ambiti regionali-provinciali: Lombardia, provincie di Trento e di Bolzano.
La decisione è stata presa con 11 voti favorevoli ed una astensione, Franca Penasa (NCD), nonostante il Ministero dell’Ambiente avesse espresso parere negativo.

Il 7 maggio le associazioni ambientaliste appoggiate dalla SAT avevano presentato a Roma in Commissione dei 12 una serie di criticità e di proposte di modifica alla norma di attuazione che recepisce la legge finanziaria del 27 dicembre 2013. In particolare venivano richieste garanzie precise sulla integrità del parco nazionale, sul piano di gestione, sulla assenza di politici negli organi gestionali per offrire spazio al mondo della ricerca scientifica e di figure di alto profilo scientifico e amministrativo.

Gli ambientalisti avevano anche richiesto che la Regione Lombardia si facesse carico degli oneri finanziari necessari alla gestione del parco nazionale in concorso con lo Stato.
La norma di attuazione uscita dalla Commissione dei 12 è un documento irricevibile sia dal punto di vista amministrativo che del rispetto della legge nazionale sui parchi, della Costituzione italiana e della normativa internazionale che regola la gestione delle aree protette. Si è trattato di un scambio politico fra SVP e PD che sacrifica l’integrità e la garanzia della conservazione della biodiversità del più vasto parco delle Alpi nel nome di un misero scambio di voti.

Le difficoltà della gestione del parco nazionale dello Stelvio sono state costruite ed alimentate ad arte dal governo e dalle due provincie autonome, dalla Regione Lombardia, che da anni hanno lasciato decadere gli organi di gestione senza rinnovarli. Il 3 agosto scade anche il mandato del debole ed inefficacie Presidente, Ferrucio Tomasi, senza che nessuno si preoccupi di offrire al parco almeno il residuo di un organo di gestione.

Proprio oggi in Provincia di Trento è stata convocata la Cabina di regia delle aree protette, 5 agosto: all’ordine del giorno è assente qualunque riferimento o informativa sul futuro di questo parco nazionale. Sono questi i passaggi che dimostrano la volontà politica di impedire al parco una qualunque azione amministrativa e risposta ai bisogni delle popolazioni locali, anche in Provincia di Trento.
Mountain Wilderness ribadisce non solo lo sconcerto vissuto nel seguire questa annosa vicenda, ma anche la più aperta contrarietà al disegno che ormai diviene realtà di spezzettamento del parco in tre ambiti regionali-provinciali.

Luigi Casanova portavoce di Mountain Wilderness Italia

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