Anche la montagna al Festivalmeteorologia di Rovereto

Domani mattina Elisa Palazzi parlerà delle montagne come osservatori privilegiati e laboratori naturali per lo studio del clima e dei suoi cambiamenti tra sfide scientifiche e tecnologiche, ricerca interdisciplinare e opportunità.

17 novembre 2017 - “Le montagne: osservatori privilegiati e laboratori naturali per lo studio del clima e dei suoi cambiamenti tra sfide scientifiche e tecnologiche, ricerca interdisciplinare e opportunità”. Si intitola così la conferenza dedicata alle terre alte compresa nel programma della terza edizione del Festivalmeteorologia, evento dedicato al rapporto tra scienza e tecnologia in meteorologia che si svolge da oggi a domenica a Rovereto (TN).

Domani mattina al Polo Tecnologico Trentino Sviluppo (Sala Piave, inizio ore 9.40) interverrà Elisa Palazzi, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISAC).

Pur nelle loro singole specificità, le montagne fanno parte di un sistema globale, sia perché sono distribuite su tutta la terra sia perché sono connesse alle regioni di pianura attraverso i beni e i servizi che naturalmente forniscono, primo fra tutti l’acqua. Gli ecosistemi di alta quota sono messi fortemente a rischio dai cambiamenti climatici e ambientali in corso. E’ stato osservato, ad esempio, che la temperatura nelle regioni di montagna è aumentata di più e più rapidamente  rispetto alle aree circostanti e rispetto alla media globale, con serie conseguenze su tutte le componenti del ciclo idrologico montano e, naturalmente, a valle.

Studiare i cambiamenti in corso alle alte quote non è facile: si tratta di ambienti complessi , caratterizzati da una rapida alternanza di paesaggi e microclimi, e quindi acquisire una visione di insieme è complicato. I dati provenienti dalle regioni remote sono scarsi, talvolta di difficile accesso e un monitoraggio continuo ed efficace è ancora molto dispendioso. Tali complessità devono rappresentare una spinta per migliorare le attuali conoscenze: informazioni dettagliate sulle regioni montane permetterebbero di determinare con anticipo l’evoluzione nei prossimi decenni e di preparare misure adeguate di prevenzione, adattamento e mitigazione.

Ciò richiede un miglioramento nelle capacità osservative, sia con reti di monitoraggio in quota sia da satellite, e un ulteriore avanzamento nella modellistica climatica. Si tratta di sfide scientifiche e tecnologiche importanti, obiettivi raggiungibili con finanziamenti adeguati e ricerca interdisciplinare.

Per maggiori informazioni sull'evento: http://2017.festivalmeteorologia.it/

Red

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