Alpinismo: sull’Everest non c’è più l’Hillary Step

Sul sito della Gazzetta dello Sport Alessandro Filippini scrive che il risalto roccioso sulla cresta finale, poco sotto la vetta, che costringeva a lunghe file nelle ascensioni, è crollato forse a causa del terremoto del 2015.

Vetta dell'Everest com'è ora

16 maggio 2016 - Le prime salite dell’Everest dal versante tibetano in questa stagione hanno regalato una “storica” sorpresa. Ricordiamo che nel 2015 non c’erano state salite a causa del terremoto del 25 aprile e che l’anno prima la valanga che aveva ucciso 16 sherpa nell’Ice Fall aveva fatto annullare la stagione.

Senza le corde fisse piazzate preventivamente dagli sherpa, solamente la cinese Wang Jing aveva preteso ugualmente di effettuare la scalata, ottenendo il permesso di farsi trasportare direttamente a campo 2 da un elicottero insieme ai suoi tre sherpa. La sua salita “parziale” aveva causato polemiche, ma non erano giunte altre segnalazioni.

Adesso invece, grazie alla fotografia postata dal messicano David Liano Gonzalez, possiamo vedere che non esiste più il passaggio decisivo della via aperta nel 1953 dallo sherpa indiano Tenzing Norgay e dal neozelandese Edmund Hillary: si tratta del risalto roccioso sulla cresta finale, poco sotto la vetta, noto come “Hillary Step”.

A quanto si vede, gli enormi massi che lo componevano sono crollati, forse come conseguenza del terremoto. Dove la via proponeva quella impegnativa strettoia che veniva superata grazie al lavoro degli sherpa che la attrezzavano e che costringeva a lunghe code, poiché il passaggio poteva essere affrontato da un solo scalatore per volta, oggi c’è un pendio camminabile (indicato dalla freccia).

Alessandro Filippini
Fonte: gazzetta.it

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