Allarme rosso per i ghiacciai dell'Alto Adige

Il Servizio glaciologico del CAI Alto Adige ha rilevato, al termine dell'estate 2015, un arretramento medio annuo delle fronti glaciali di 40 metri e distacchi significativi delle lingue terminali della Vedretta Alta e quella di Rosim.

Vedretta Alta, 2014

Si è conclusa da pochi mesi la torrida estate 2015, ma con una coda quasi estiva che si protrae anche in questo anomalo mese di novembre con temperature ben al di sopra delle medie. Si è registrato infatti uno zero termico assestato ampiamente sui 3800 metri, fatto quasi eccezionale in questo periodo.

Questo significa che, ad esempio, sulla cima del Cevedale, 3764 m., la neve si sta sciogliendo e se non ci sarà una auspicata inversione di tendenza con abbondanti precipitazioni nevose e calo di temperature a breve termine, si prevedono grossi problemi ad iniziare dalla diminuzione inevitabile della risorsa idrica per l’intera regione. Dati allarmanti anche dal punto di vista turistico, con piste di sci al limite e con percorsi alpinistici su ghiacciai sempre più pericolosi e possibili frane causate dallo scioglimento del permafrost.

Come affermato dall’Ufficio Idrografico della Provincia di Bolzano, l’estate appena conclusa si è rivelata una delle più calde degli ultimi 150 anni, da quando cioè sono iniziate le misurazioni; infatti la nostra Provincia, dopo i mesi di marzo e aprile particolarmente siccitosi, con temperature medie lievemente sopra la media, è stata interessata nel mese di luglio da due ondate di calore “africano” con temperature elevate a tutte le quote.

Purtroppo le previsioni pessimistiche riguardanti il bilancio di massa dei ghiacciai, fatte all’ inizio dell’estate dagli operatori del Servizio Glaciologico dell’Alto Adige, sono state in pieno rispettate, confermando nel complesso una situazione di forte riduzione dei ghiacciai, anche con sensibili ritiri delle fronti, tra l’altro consolidando la tendenza alla riduzione complessiva in atto ormai da anni.

Il rilievo glaciologico svolto dagli operatori consiste nella raccolta di dati e di una serie di misurazioni di variazioni frontali, effettuate dai segnali opportunamente collocati; per una valutazione delle condizioni dei ghiacciai ci si avvale poi di riprese fotografiche e osservazione diretta dello stato di salute dell’ apparato.

Le evidenze negative di tale situazione, riscontrate nella maggioranza dei ghiacciai osservati, sono state i vistosi arretramenti delle fronti glaciali con un valore medio annuo fino a 40 metri, accompagnati da una forte diminuzione della massa glaciale (diminuzione di spessore). Il manto nevoso residuo, parametro glaciologico fondamentale, è risultato alquanto ridotto, spesso relegato nelle quote più elevate.

In alcuni corpi glaciali è stata anche osservata la frammentazione della massa, che ha portato al distacco di placche gelate anche di notevoli dimensioni: significativi sono risultati i distacchi, ormai definitivi, delle lingue terminali della Vedretta Alta in alta Val Martello e quella di Rosim nella valle di Solda.

La suddetta riduzione dello spessore del ghiaccio ha determinato anche un vistoso ampliamento delle finestre rocciose, un aumento di zone crepacciate e seraccate, la comparsa o l’incremento della estensione di laghi di contatto glaciale e l’aumento di torrenti che fuoriescono dalle fronti glaciali, con portate che hanno in certi momenti raggiunto valori molto elevati, a testimonianza della forte ablazione in atto.

Infine si è notato un aumento della deglaciazione di pareti e canaloni che in molti casi ha determinato un evidente fenomeno di franosità con vistosi accumuli di materiale detritico sulle superfici glaciali sottostanti.

In conclusione, quello che era parso un andamento moderatamente positivo della passata annata glaciologica è stato abbondantemente vanificato al termine di questa stagione.

Il Servizio Glaciologico del CAI Alto Adige, nato nel 1992 e attualmente guidato da Pietro Bruschi, si avvale del prezioso lavoro di una ventina di operatori volontari e del contributo tecnico del geologo Franco Secchieri; ha come scopo istituzionale il monitoraggio dei più significativi ghiacciai altoatesini; la documentazione conclusiva viene consegnata, per l’aggiornamento dei rispettivi archivi, al Comitato Glaciologico Italiano e all’ Ufficio Idrografico della Provincia Autonoma di Bolzano, con cui è in atto una preziosa collaborazione che consente una proficua attività di monitoraggio glaciologico.

Il responsabile del Servizio Glaciologico del CAI Alto Adige
Pietro Bruschi

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