Al via a Catania il corso degli accompagnatori dela Sezione dell'Etna

Il prossimo corso in programma dal 13 novembre al 15 dicembre

Giovanissimi sui sentieri con il CAI Catania

«Ma che scarpe devo portare? Quelle da tennis vanno bene? ».
Se ne sono sentite fare di domande "ingenue" gli escursionisti del Club alpino italiano e con santa pazienza, armati di spirito didattico, hanno risposto che sì, per andare in montagna ci vogliono (ovviamente) gli scarponi. Ed è proprio per "educare" i gitanti della domenica che spesso scambiano un'escursione per una scampagnata, che la sezione dell'Etna del Club Alpino Italiano ha avviato - già siamo al quarto anno - dei corsi base di escursionismo.

Il prossimo (che si svolgerà dal 13 novembre al 15 dicembre), a cura della Scuola sezionale di Escursionismo "Etnea" è stato presentato il 25 ottobre nella sede del Cai di Catania. Prevede delle lezioni teoriche e pratiche, per i comuni mortali, su come andare in montagna in sicurezza.

Chi sono i destinatari del corso?
«E' rivolto - spiega il direttore della Scuola, Orazio Conte - tanto ai simpatizzanti, esterni all'associazione, quanto ai soci stessi che magari non hanno molta esperienza o che, avendola, vorrebbero fare un salto di qualità per fruire in maniere più consapevole della montagna».

Chi sono gli iscritti?
«Per la maggior parte persone dai 30 anni in su. Al di là degli aspetti didattico-formativi è comunque un'occasione per stare insieme, per conoscere nuove realtà o nuove persone e soprattutto per trascorrere il proprio tempo in sicurezza e in allegria. Devo dire che c'è una leggera prevalenza femminile, le donne sono più pronte a scommettersi».

Cosa insegnate?
«Come vestirsi, come difendersi dalle inclemenze del tempo, come leggere una carta, come orientarsi... Non insegniamo tanto come andare in montagna, quanto come tornare a casa. Magari saper usare una bussola e mettere in atto tutta una serie di accorgimenti che aiutano a ritrovare la strada, può essere utile».

Qual è l'errore che si fa più spesso?
«Portarsi dietro l'equipaggiamento sbagliato, inadatto o insufficiente, ed essere approssimativi nei percorsi da affrontare. Se abbiamo dietro due-tre amici è un conto, se ce ne sono 15-20 è meglio pianificare a monte la nostra "passeggiata". Spesso si parte verso il "posto bello" senza sapere che strada fare. Quasi nessuno dei fruitori della domenica ha con sè una carta topografica o sa come leggerla e questo è uno di quegli errori che poi portano agli allarmi di dispersi in montagna».

«Nell'ambito del corso - aggiunge Fabrizio Meli, segretario della Scuola, accompagnatore escursionista, specializzato nella conoscenza dell'Ambiente - si cerca anche di veicolare la cultura dell'ambiente montano, degli habitat che si vanno a visitare».

Qual è la meta più ambita per voi accompagnatori escursionisti?
«I Crateri sommitali dell'Etna - risponde Gigi Sciacca, vicedirettore della Scuola - ma per visitare quella zona bisogna attenersi ad una regolamentazione precisa basata su un'ordinanza prefettizia dal 5 aprile 2013 che permette l'accesso solo alle guide alpine, alle guide vulcanologiche e a noi accompagnatori escursionisti. Noi, accompagnatori volontari, lo facciamo esclusivamente per i nostri soci del Club alpino italiano anche se il nostro intento è quello di dare una formazione sia al neofita, che magari frequenta un nostro corso solo perché non si vuole perdere mentre va a funghi, sia a chi vuole perfezionarsi».

L'Etna è diventato «Patrimonio dell'Umanità». Questo riconoscimento dell'Unesco ha accresciuto l'interesse a Catania per la montagna?
«Un po' sì. Certo è un fatto che ci inorgoglisce - dice Orazio Conte - e un riconoscimento più che meritato. L'Etna è una montagna unica, particolare, una montagna che è anche un vulcano. E' viva, palpita e cambia sotto i nostri occhi. Più che altro noi siamo patrimonio dell'Etna, c'era prima di noi e ci sarà anche dopo».

Fonte: La Sicilia

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