"ÀIVA - Segni d’acqua nelle Valli di Lanzo": ai piedi dei Carpazi l'anteprima della mostra della Società Storica delle Valli di Lanzo

A Brasov esposte una quarantina di stampe, di grande formato in bianco e nero, sui segni, o disegni, lasciati su questo territorio dalla natura e dall’uomo. Prossimamente in versione completa a Torino e nelle Valli di Lanzo.

L'esposizione di Brasov

25 febbraio 2020 - La mostra Àiva. Semne de apă pe Valli di Lanzo / Segni d’acqua nelle Valli di Lanzo, è stata inaugurata ieri a Brașov, città romena della Transilvania, circondata dalle montagne dei Carpazi. Si tratta di un’anteprima internazionale dell’esposizione che a seguire, in versione completa, verrà presentata nell’area territoriale di pertinenza, a Torino e in altre sedi in Italia; un importante momento di valorizzazione della Società Storica delle Valli di Lanzo.

L’esposizione, in versione ridotta rispetto al progetto complessivo, costituita da una quarantina di stampe di grande formato in bianco e nero, collocate in eleganti cornici – allestita in occasione della 5ª edizione dell’Alpin Film Festival, nelle sale mostre del Centro Multiculturale dell’Università della Transilvania a Brașov, luogo prestigioso e centrale della città di oltre mezzo milione di abitanti, dove resterà visitabile fino 21 marzo – è stata presentata in occasione dell’inaugurazione da Dan Burlac, direttore del Festival, e illustrata da Aldo Audisio, presidente onorario della Società Storica delle Valli di Lanzo.

Alla presenza di un folto pubblico è stato ricordato il sostegno dell’Autorità d’ambito n. 3 Torinese, l’ente di governo per la programmazione del servizio idrico integrato, che ha condiviso il progetto e la determinante collaborazione dell’Associazione di fotografi Oculus Digitale che, attraverso il lavoro di quattordici fotografi, ne ha permesso la realizzazione. Quattro di loro – Enrico Barale, Andrea Maina, Federico Moschietto e Giuseppe Scrima – erano presenti all’inaugurazione e hanno illustrato al pubblico le immagini in mostra.

Il senso del progetto, che presto diverrà anche un volume della Società Storica delle Valli di Lanzo, è stato sintetizzato in un pieghevole in lingua romena a corredo dell’esposizione che – come ricorda Michele Vietti, presidente della Società Storica delle Valli di Lanzo – «non è un esercizio estetico fine a sé stesso, non una promozione turistica di paesaggi d’acqua, ma un percorso culturale di riflessioni e di immagini per meglio salvaguardare le risorse e fornire spunti di riflessione sui temi della modernità, tra cui quello dell’ambiente, delle risorse naturali, della sostenibilità».

«Le fotografie – affermano Aldo Audisio e Laura Gallo, curatori dell’iniziativa – sono l’esito di una campagna di riprese di oltre un anno, ognuna con una sua peculiarità – frutto di una scelta ponderata, che a prima vista può apparire addirittura ripetitiva e (quasi) ossessionante –, mostrano l’Àiva (acqua nella lingua francoprovenzale) come se fossero segni, o disegni, lasciati su questo territorio dalla natura e dall’uomo. Selezione di migliaia di scatti, sono accomunate dalla scelta del bianco e nero che evidenzia ancora di più forme, profili taglienti o morbidi di rocce, giochi specchianti di riflessi, fluidi nastri bianchi di cascate che scivolano via lungo ripidi valloni. Le inquadrature parlano da sole, sono la fascinazione del segno».

Comunicato Società Storica delle Valli di Lanzo

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