Addio Nino Maver, anima del Cai Calolziocorte

I funerali si sono tenuti sabato 23 luglio 2016 alla presenza del Presidente CAI Lombardia Aggio e del Presidente generale Torti. Nino ha guidato la Sezione per 20 anni, dedicandosi molto ai più giovani.

AG Calolzio in montagna: miglior modo per ricordare Nino

25 luglio 2016 -  Si è spento all'età di 80 anni Nino Maver, se ne è andato in silenzio lasciando un vuoto incolmabile in tutti coloro che l'hanno conosciuto. Olginatese di adozione è sempre stato profondamente legato a Calolziocorte, in particolar modo al Cai di cui è stato presidente per vent'anni dal 1970 al 1990. In tanti, sabato mattina, hanno partecipato alla cerimonia funebre nella chiesa parrocchiale di Olginate.

«Una persona riservata ma molto decisa, un organizzatore bravissimo - lo ricordano così gli amici della sezione dedicata a Ercole Esposito - Ha voluto molto bene al Cai: si prodigò per dare una casa alla nostra associazione tanto che nel 1970, dopo una lunga serie di traslochi e grazie al fondamentale aiuto dei fratelli Brambilla, il Cai si trasferì in piazza Vittorio Veneto. Il suo vero capolavoro, però, fu l'acquisto nel 1974 del baitello al Passo del Fò con il prezioso aiuto di don Giulio Gabanelli».

Lo stesso Maver si impegnò in un grande lavoro di ricerca per la realizzazione del libro che celebrava i 60 anni del Cai: «Si è dedicato a tutte le attività principali ricoprendo diversi ruoli. Era esperto di orientamento e topografia ed ha sempre avuto un occhio di riguardo per i ragazzi. Spesso accompagnava gli studenti delle scuole nelle escursioni in montagna. E poi si è impegnato per la realizzazione del gruppo di Alpinismo Giovanile».

In chiesa, il grazie dell'attuale presidente Giuseppe Rocchi è stato accolto con un grande applauso: «Nino era un grande uomo che è sempre stato supportato da una grande famiglia. Ha lasciato un solco profondo all'interno del Cai e noi ci siamo limitati a seguirlo. Ricordo la sua disponibilità e i suoi consigli preziosi soprattutto nei momenti più complicati».

Al funerale, oltre a un nutrito gruppo di soci del club alpino calolziese, hanno partecipato il presidente del Cai regionale Renato Aggio e il presidente del Cai nazionale Vincenzo Torti: «Per dodici anni è stato consigliere del Cai centrale e i nostri cammini si sono incrociati varie volte. Nino ha lasciato risultati importanti anche a livello nazionale: ha voluto fortemente che il Cai prestasse più attenzione e più risorse ai rifugi alpini e a distanza di anni stiamo seguendo ancora il sentiero tracciato da Nino. Io sono qui a nome degli oltre 300mila soci del Cai a dire a Nino tutta la nostra gratitudine».

Nino Maver ha lasciato la moglie Cornelia e i figli Oscar e Roberto. Maver non era solo appassionato di montagna ma anche un cultore della musica. «Nostro papà si è innamorato della mamma la prima volta in cui l'ha sentita suonare il pianoforte e per tutta la vita ha desiderato che suonasse per le altre persone - hanno detto i figli -. Oggi in questo estremo gesto di amore nostra mamma vuole finalmente esaudire questo suo desiderio». A dire addio a Nino sono state le note del «Sogno» di Schumann suonate dalla compagna di una vita.

Fonte: Il Giornale di Lecco

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