Adattamento in alta quota, ne parla la professoressa Daniela Negrini

Il CAI di Valmadrera in collaborazione con l'Università degli Studi dell'Insubria e con il Patrocinio del Comune organizza un importante evento per analizzare come la rarefazione dell'aria incida sulle funzioni fisiologiche delle persone in montagna

1 ottobre 2019 - Il Club Alpino Italiano di Valmadrera in collaborazione con l'Università degli Studi dell'Insubria e con il Patrocinio del Comune in provincia di Lecco presenta l'evento "Esposizione all’alta quota: modificazioni fisiologiche e adattamento". Venerdì alle 21 nel Centro Culturale Fatebenefratelli di Valmadrera la professoressa Daniela Negrini affronterà l'interessante agomento.

In alcuni di noi l’ambiente montano suscita un fascino particolare ed innegabile, intriso di molteplici fattori: bellezza
del paesaggio, silenzio, contatto diretto con la natura e con la fauna. La montagna rimane, nonostante lo sviluppo turistico degli ultimi decenni, uno dei pochi ambienti relativamente poco frequentati dall’uomo, tanto da essere spesso definita “ambiente ostile”. Ovviamente, l’elemento che rende difficoltoso l’approccio alla montagna è la caratteristica del paesaggio stesso, che richiede preparazione, anche mentale, alla fatica persino sui percorsi più semplici e grande competenza tecnica nelle escursioni più impegnative.

C’è però anche un altro fattore ineludibile con cui bisogna fare i conti nel momento in cui ci si avvicina alla montagna, tanto più quando si sale in alta quota: la rarefazione progressiva dell’aria e le conseguenze di questo elemento puramente fisico sulle funzioni vitali. La conoscenza di questi aspetti non solo non compromette in alcun modo la nostra passione per la montagna, ma anzi ci fornisce gli strumenti per viverla appieno ed in sicurezza.

Fonte: Cai Valamdrera

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