Abruzzo a piedi, istruzioni per l'uso

La Regione fissa i requisiti per entrare a far parte dell'Atlante dei Cammini d'Italia. Già cinque i percorsi inseriti, dal Gran Sasso ala Valle del Sagittario. Il protocollo CAI per dotare i "Cammini" della segnaletica richiesta.

Escursionisti nel Parco Nazionale d'Abruzzo

3 dicembre 2018 - L’obiettivo: dotare anche l’Abruzzo e il Molise di una guida particolareggiata sui cammini più interessanti da intraprendere nel territorio.

La notizia di questi giorni è che la Regione Abruzzo ha approvato il regolamento che consentirà di rendere operativa la legge regionale 52 varata nel 2017 sulle “Disposizioni per il Riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini abruzzesi” firmata dall’assessore Lorenzo Berardinetti.

Il tutto nell’ambito del progetto che nel 2016, Anno Internazionale dei Cammini, portò l’allora Ministro Dario Franceschini ad annunciare la nascita del progetto “Atlante dei cammini d’Italia”. Atlante di cui esiste un portale web all’interno del Ministero per i Beni e le Attività culturali.

Due anni per definire nei dettagli i requisiti precisi e le condizioni necessarie e sufficienti per meritare di fare parte di questo Atlante possono sembrare tanti, ma anche pochi, scanditi come sono stati dagli eventi inattesi che hanno caratterizzato la vita del territorio abruzzese e in particolare della montagna. I Cammini, nella definizione originale del Ministero, sono "itinerari percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce sostenibile e che rappresentano una modalità di fruizione dl patrimonio naturale e culturale diffuso del nostro Paese, nonché un'occasione di valorizzazione degli attrattori naturali, culturali dei territori interessati".

Fissare i requisiti richiesti non è solamente un esercizio di carattere turistico, rivolto cioè agli appassionati, ma è operazione necessaria anche e soprattutto per fissare quegli itinerari che meritano di far parte dell’Atlante e di essere destinatari dei finanziamenti specifici (se e quando la legge regionale potrà avere un plafond di risorse da distribuire).

Quali sono i requisiti essenziali definiti nella legge regionale ? Vediamoli nel dettaglio.
SEGNALETICA. I cammini dovranno essere dotati di segnaletica verticale e orizzontale per tutte le tappe, seguendo il protocollo dettato dal Club Alpino Italiano (CAI), con una percentuale massima di strade asfaltate pari al 40%. Sarà il protocollo CAI il codice per la modalità da seguire sulla segnaletica, fornendo indicazioni sulla sicurezza, informazioni di carattere paesaggistico, fornendo cartelli ambientali, culturali e storici, religiosi o sportivi, a seconda delle peculiarità trovate luno il cammino. Ma anche aree sosta, strutture ricettive, punti di ristoro, centri di soccorso, di accoglienza, la potabilità di acque delle fontane.
TAPPE. Il numero minimo di tappe sarà di tre. La lunghezza di ogni tappa può variare da un minimo di 15 un massimo di 35 km.
SERVIZI.
Sul cammino, ogni visitatore dovrà trovare servizi di alloggio e di ristorazione nelle immediate vicinanze e nei paesi, in modo da sostenere le attività economiche locali, ma anche la valenza storica e culturale dei comuni toccati dagli itinerari.
GOVERNO. L’organo chiamato a governare il “Cammino” - un Comune, una Pro Loco, un’associazione locale o quant’altro – dovrà curare la manutenzione e l’agibibilità del cammino, ma anche “geo-indicare” il tracciato indicando almeno un punto d’acqua. Viene quindi richiesta una cartografia specifica.
AGGIORNAMENTI. Verrà richiesto all’Organo di Governo del Cammino di aggiornare con cadenza periodica il sito web, in italiano e in inglese (almeno una volta al mese), ma il limite di 30 giorni dovrà essere superato in presenza di condizioni fuori dall’ordinario, per esempio sotto l’aspetto meteorologico.

Per ora sono cinque i percorsi già inseriti nell’Atlante, visibili all'indirizzo web, che riguardano l’Abruzzo. Ne sono coinvolti 40 Comuni e 263 siti culturali, sono viaggi diversi tra loro per sensibilità.

Il più rilevante va dalla Valle Peligna, dell’Aterno e del Tirino; gli altri viaggiano lungo l’Aquilano e la Valle del Sagittario. Si entra nei parchi regionali naturali: il Silente Velino, il Gran Sasso e Monti della Laga, il parco della Majella.
Vi fanno parte siti importanti e noti come Campo Imperatore, Navelli, San Venanzio e Stiffe.

Si raggiunge l’apice degli Appenini, il Gran Sasso d’Italia oppure si segue una “via dell’acqua” seguendo torrenti, raggiungendo laghi; si visitano zone con resti dell’epoca romana e necropoli importanti e il noto “Guerriero di Capestrano”; e ancora il cosiddetto Piccolo Tibet, set naturale per innumerevoli film con i suoi Castelli e Borghi medioevali; oppure si può fare un percorso mistico-religioso attraverso eremi, santuari e altrettanti borghi di rilevanza storica. O ancora un percorso enogastronomico con assaggi di tipicità famose (dall’aglio rosso ai confetti).

Questi percorsi rientrano nel Programma di cooperazione Adriatico che ha varato il progetto Hera di turismo sostenibile a cui hanno aderito Croazia, Albania, Bosnia, Grecia. Un progetto che ha come intento quello di abbattere la stagionalità del turismo, con la promozione di un territorio di valore paesaggistico e culturale.

Red

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