A Vicenza l'anteprima inaugurale della 64a edizione del Trento Film Festival con la Storia di Renato Casarotto

Appuntamento martedì 26 aprile 2016 al Teatro Olimpico con lo spettaclo "Due amori". Patrocina la Città di Vicenza e le Sezioni Vicentine del CAI, GM, GAV, SAV.

Renato Casarotto

Tutto esaurito al Teatro Olimpico di Vicenza per rendere omaggio al grande Renato Casarotto. «Dalle conferme e prenotazioni sarà presente, io credo, una delle più alte concentrazioni di cultura, montagna e alpinismo di ricerca finora riunitasi sul suolo italiano», confida Alberto Peruffo, ideatore e regista culturale dell’eccezionale anteprima inaugurale della 64a edizione del Trento Film Festival.

Eccezionale proprio per la straordinaria “situazione” che vede la prestigiosa rassegna trentina entrare all’Olimpico, Patrimonio Unesco, il teatro al coperto più antico al mondo, capolavoro di Andrea Palladio, accompagnato da una platea e da una rete di connessioni geografiche e culturali, quasi a disegnare un’opera d’arte relazionale.

«Faccio fatica a nominare tutti», continua Alberto, «ma a memoria cito Kurt Diemberger, Roberto Mantovani, Alessandro Gogna, Manolo, Renzino Cosson, Mario Curnis, i trentini patagonici Ermanno Salvaterra, Elio Orlandi, Maurizio Giarolli, Rolando Larcher; poi i miei vecchi compagni, tra cui Ivo Ferrari e Renzo Corona, Franco Michieli e Davide Ferro. Amici, editori, direttori artistici, giornalisti, alpinisti di chiara fama come Giorgio Daidola, Maurizio Oviglia, Nicola Tondini, Giuseppe Popi Miotti, dovrebbero arrivare anche i Ragni. Per non parlare degli amici vicini, la moglie di Renato, Goretta Traverso, Giacomo Albiero, Pierino Radin, Michele Guerrini, Mauro Moretto, Paola Favero, gli amici del Rifugio Campogrosso, il Presidente generale del CAI Umberto Martini e la presidenza del Festival. Soci onorari come Carlo Claus e altri decani e accademici, sempre del CAI. Molto importante la presenza bergamasca, dove Renato visse e strinse amicizie, a partire da Agostino Da Polenza, che soccorse Renato sul crepaccio il tragico luglio del 1986, solo per citare alcuni nomi delle Alpi Centrali. E poi la famiglia di Gino Soldà, le famiglie Traverso e Casarotto, i maestri Bepi De Marzi (autore del Signore delle Cime) e Giuliano Fracasso e molti molti altri artisti, alpinisti, amici di Renato, personalità… senza dimenticare Nazareno Marinoni, l’anziano giornalista della Rai Val d’Aosta, autore del canovaccio su cui si basa la rappresentazione teatrale, Due Amori, cuore della serata».

In sintesi, la montagna e l’alpinismo, con il loro messaggio universale, entrano nel cuore della grande cultura classica - il Monte Olimpo - solcando una delle scene più ambite e celebrate dagli artisti di tutto il mondo, al cospetto delle leggendarie scenografie lignee disegnate da Vincenzo Scamozzi nel 1585, allievo del Palladio, giunte miracolasamente integre e perfette fino ai giorni nostri.

Tutti i dettagli sul grande evento inaugurale previsto per martedì 26 aprile 2016 alle ore 21, a questo link: casadicultura.it

Red

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