A Torino presentazione e proiezione del film "L'alpinista"

La presentazione si svolgerà giovedì 12 febbraio alle 18:30, presso la liberia "La Montagna"; la proiezione invece si terrà venerdì 27 febbraio 2015, presso il Circolo dei Lettori. Ad entrambi gli appuntamenti parteciperà il protagonista del film "Gustin"

La locandina dell'evento

Il film documentario “L'alpinista” è un progetto firmato dalla casa di produzione Stuffilm Creativeye, sviluppando un soggetto di Giacomo Piumatti, al suo primo film-documentario, che ne firma anche la regia insieme a Fabio Mancari, già regista di “Vetro Piano”, in concorso ai David di Donatello 2010 e di altri documentari premiati in festival nazionali ed internazionali.
Il film racconta in stile documentaristico, le straordinarie imprese di Agostino “Gustin” Gazzera, soprannominato il Vichingo delle Alpi, che a novant'anni armato di casco e picozza scala ripide cascate di ghiaccio.

Il film verrà proiettato a Torino venerdì 27 febbraio 2015, presso il Circolo dei Lettori in via Giambatista Bogino 9; in vista della proiezione, giovedì 12 febbraio alle 18:30, presso la liberia "La Montagna" in via Paolo Sacchi 28 bis, verranno presentate alcune clip tratte dal film.
Seguirà un dibattito insieme ai registi ed al protagonista del film Gustin, che sarà presente anche alla proiezione al Circolo dei Lettori in compagnia del giornalista Roberto Mantovani.

Entrambi gli appuntamenti sono patrocinati dal CAI di Torino e sono ad ingresso gratuito.

Agostino Gazzera, detto “Gustin”, negli anni 50' è un operaio della Fiat, figlio di quel proletariato italiano uscito malconcio dalla seconda guerra mondiale ma pieno di speranze per il futuro.

In una Torino “fabbrichizzata” il giovane “Gustin”, tra il turno di lavoro in fonderia e quello nella seconda officina dove arrotondava lo stipendio, s'immagina a percorrere le vie di montagna aperte da alpinisti leggendari come Cassin, Boccalatte e Gervasutti.

Nonostante il poco tempo a disposizione, egli, con quella determinazione tipica della sua generazione, inforca una bicicletta vecchia e arrugginita per raggiungere quellevallate delle montagne piemontesi che ha solo sempre visto da Torino attraverso i finestroni della Fiat.
In un primo momento “Gustin” si limita a seguire la gente che va verso i rifugi. Quando la curiosità comincia a trasformarsi in necessità, decide di iniziare a salire le vie delle palestre di roccia torinesi con un cordone di canapa e qualche chiodo fatto in casa.La curiosità lo spinge sempre più in alto facendogli vivere esperienze mitiche tra le vette piemontesi e i “quattromila” valdostani.

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